io e il tennis

E’ sabato mattina e tra poco uscirò per andare a giocare a tennis. Dopo essermelo ripromesso più volte, ho seguito una delle mie idee del lunedì e mi sono iscritta a un corso per adulti! E’ un modo per essere sicura di giocare con impegno ogni settimana, e poi, oggettivamente, c’è sempre da migliorare.

Io e il tennis: un’autobiografia.

(In caso non l’aveste capito dal titolo, questo è un post parzialmente autobiografico che intende celebrare lo sport del tennis.)


(immagine presa da qui)

Quando avevo 15 anni, per qualche strano motivo mi sono iscritta a un corso di tennis (all’epoca, per ragazzi). Non avevo mai tenuto una racchetta in mano e giocavo con le Superga, ma dopo poche lezioni questo tennis iniziò a piacermi parecchio.

L’anno dopo, trovandomi in Texas per uno scambio studentesco, la scelta dello sport da praticare dopo la scuola cadde naturalmente sul tennis. Dovete capire che in Texas (ma credo anche in molti altri stati USA) lo sport a scuola è una faccenda molto seria. Passavo circa 3 ore ogni pomeriggio sui campi da tennis! Sono riuscita lo stesso a ingrassare di quasi 10kg, ma ho anche imparato a giocare a tennis piuttosto bene (e ovviamente anche a parlare inglese). Tornei tra scuole vicine, macchine spara-palline, colpi ripetuti fino alla nausea… a volte mi sentivo un personaggio di Jenny la tennista. Se non imparavo allora, non so davvero quando :-)

Tornata in Italia, c’era da studiare per recuperare l’anno di nullafacenza e per preparare l’esame di maturità, e ho piantato lì. Ho preferito prendere lezioni di pianoforte e leggere “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust.

Anni dopo, ho deciso di tornare sui campi, perché un po’ mi mancava tutto quell’inseguire palline e sventolare racchette. Chissà, forse l’eco delle gesta di Serena e Venus Williams alla finale di Wimbledon di quell’anno ha avuto una parte in tutto questo. Così, mi sono iscritta di nuovo ad un corso di tennis. Questa volta ho continuato per 2-3 anni, e sono anche riuscita a vincere qualche piccolo torneo amatoriale. Poi, ho smesso di nuovo, perché dopo anni confusionali finalmente avrei dovuto finire gli esami universitari e laurearmi in matematica. Non che giocare a tennis e laurearsi siano due cose incompatibili, ma fingiamo che questa sia la motivazione :-)

Altri anni di pausa, in cui mi sono appassionata ad altre discipline più tranquille, come lo yoga, il patchwork, etc.

E ora, anno domini 2009, mi è tornata la voglia di giocare. Ce l’avevo anche l’anno scorso, a dire il vero, ma per vari motivi non sono riuscita ad iscrivermi a un corso.

Perché il tennis?

La cosa che più amo del tennis è che è uno sport individuale. Non sono fatta per il doppio, o peggio per gli sport di squadra. Sul campo di tennis bisogna avere un sacco di concentrazione e determinazione. Per farcela, bisogna crederci.

Mi piace giocare a tennis con convinzione, non solo rimandare la pallina dall’altra parte della rete come se fosse palla asino o pong. E’ anche per questo che ho deciso di iscrivermi a un corso: l’istruttore e le mie compagne tirano per davvero.

A tennis si corre parecchio e si suda, si fanno tanti scatti e non si può mollare un attimo, altrimenti le gambe e le braccia non reggono, la palla si colpisce male o in ritardo e allora tanto vale arrendersi.

Il tennis mi permette di distrarmi tantissimo e di sfogarmi. La sensazione di quando la racchetta colpisce la pallina nel punto migliore del piatto corde, con il giusto anticipo e con un movimento praticamente perfetto, e l’impatto produce quel suono elastico e spedisce la pallina esattamente nel punto desiderato, beh, è impagabile. La soddisfazione di recuperare una palla difficile, oppure riuscire a centrare la riga, chiudere con un angolo impossibile o dare un taglio perfetto. Il gusto del tennis è proprio questo, ossia vincere la sfida mentale e fisica che questo sport offre.

Avete mai visto giocare Federer o la mia tanto amata Serena? Il primo fa sembrare tutto facile e ha uno charme tennistico incredibile, la seconda ha una grinta e una determinazione che invidio molto. Oltre ad essere una pantera mastodontica che spaccherebbe il culo a chiunque (che è un plus). Devo ammettere che ho sofferto molto quando nel 2004 ha perso la finale di Wimbledon contro la Sharapova.


Roger Federer e Serena Williams: vincitori di Wimbledon 2009

Ovviamente, ho parecchio da imparare e perfezionare (qualcuno ha detto volée?), però lo faccio con piacere, e non mi deprimo se il 90% delle palle corte si trasformano in punto a mio sfavore.

Svantaggi del tennis

  • E’ uno sport che non si può praticare da soli. E nemmeno si può giocare con qualcuno di livello nettamente inferiore o superiore al proprio, perché diventa noiosissimo.
  • Non è uno sport che sviluppa i muscoli in maniera simmetrica: tenderete ad avere braccio destro e gamba sinistra più sviluppati (tradotto: occhio a potenziare anche gli altri arti se non volete diventare deformi).

Aneddoti personali sul tennis

  • Quando ero alle Hawaii, il mio vicino di casa era un istruttore di tennis e la figlia una giocatrice piuttosto quotata.
  • Uno dei miei sogni nascosti è andare a Wimbledon e mangiare le maledette fragole con la panna.
  • Solo una volta nella vita ho avuto le corde di budello.
  • Un film carino sul tennis è “Wimbledon“, commedia romantica con Kirsten Dunst. La parte sul tennis è  un po’ banale, ma la vicenda è simpatica.
  • Come molte donne, faccio il rovescio a due mani.

C’è qualcuno dei miei lettori che gioca a tennis e vuole farsi una partitina con me?

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