Offusco il nome ma è tutto vero. Ho ricevuto questo breve racconto da una mia amica e sono rimasta senza parole. Vero che non me ne vorrai se mai leggerai questo post? Il tuo anonimato e la tua privacy sono sacri e al sicuro. Con questo breve racconto, mi hai trasportata lontano… grazie!
Ieri sera chiamo XYZ e lui mi dice che è stanco di stare al lavoro e che va a casa. Mi dice “tu che fai?”, il che nella sua lingua significa “vieni da me?”. Così vado. Abbiamo mangiato e abbiamo fatto l’amore in modo meraviglioso e mentre lo facevamo io pensavo “ma come cazzo faccio a non vederlo più? Io lo adoro troppo!” Se non fosse così bello stare con lui, se non fosse per la sua testa malata…
Certo che noi donne siamo proprio strane. Prevedibili. Romantiche. Passionali, senza darlo troppo a vedere. O no?
Questa notte ho sognato di andare a cavallo in mezzo a un bosco. Ma come cazzo sto? Forse dovevo nascere nel tardo medioevo, all’epoca dell’amor cortese. Non avrei potuto pubblicare post sul blog dal cellulare, ma mai dire mai… basti pensare al mago Merlino del cartone animato “La spada nella roccia“ che conosce un sacco di tecnologie moderne e indossa addirittura una camicia hawaiiana. [Non vi pare? Se bisogna fare voli di fantasia e credere alle storielle, tanto vale raccontarsele per benino.]
Ma come anche la mia amica ben sa, varrebbe la pena di rinunciare a tutto il progresso, tutta la tecnologia, tutti i confort, tutte le diavolerie moderne inclusa l’elettricità e l’acqua corrente in cambio di una vera passione come Dio comanda. Lancillotto e Ginevra. Tristano e Isotta. Lúthien e Beren. Paolo e Francesca. Da star male.
Perché tutto il resto è una noia mortale.

PS: Mi sono accorta che questa è la terza immagine di quadri di John William Waterhouse che uso in questo blog. Lo ammetto, mi piacciono i preraffaelliti. Mi piace il Romanticismo. Mi piacciono William Shakespeare e William Blake (oh cavolo… forse mi piacciono quelli che si chiamano William??). Mi piacciono le cose drammatiche, cupe ed estremamente romantiche, etc.
O Rose, thou art sick!
The invisible worm
That flies in the night,
In the howling storm,
Has found out thy bed
Of crimson joy:
And his dark secret love
Does thy life destroy.
— W. Blake, “The Sick Rose”