corso base di cucina macrobiotica
Posted in books, cooking, detox, vegan on 04/17/2010 12:01 pm by GiuliaOggi finalmente ho un attimo di respiro!
Vi parlerò quindi del corso base di cucina naturale che ho iniziato qualche giorno fa a La Sana Gola di Milano.
Innanzitutto, lasciatemelo dire: stare in cucina, soprattutto in una vera cucina, è bellissimo. Tutto quell’acciaio luccicante… i fornelli, i frighi spaziosi, il forno professionale, per non parlare degli utensili. Mi ha ricordato l’unica altra volta che ho lavorato in una cucina, anche se solo come lavapiatti (era il lontano 1999, al lussoso Søren K di Copenhagen). E poi, gli odori delle cotture macrobiotiche! Mi piacerebbe lavorare in una cucina? La risposta ovviamente è sì.
La docente del corso, Federica Ferrari, era super carina. Calma, pacata, preparata, sorridente. E anche il suo assistente per la serata, un ragazzetto magrolino con la testa rasata e tatuato sul braccio il simbolo dell’Animal Liberation Front.
Gli argomenti trattati, prevedibilmente, non mi erano sconosciuti. Diciamo che mi erano perfettamente noti, tanto che avrei potuto esserci io dall’altra parte a fornire un’introduzione ai concetti base della cucina macrobiotica, l’energia del cibo, i diversi metodi di cottura, gli ingredienti consigliati e quelli sconsigliati, e via dicendo. Per questo, i ringraziamenti vanno al bellissimo libro di Annemarie Colbin, “Cibo e guarigione”, che ho letto e riletto dal 1996 fino a ieri sera. Tendo a leggerlo nei momenti di sconforto… di solito anche solo appoggiarlo sul comodino funziona :-)
I partecipanti al corso erano misti: alcuni super chiacchieroni e chiaramente novizi della macrobiotica, con il furore invasato di chi ha appena ricevuto una rivelazione, altri silenziosi e imperscrutabili.
Il cibo preparato durante la lezione molto buono, come solo le cose semplici possono essere. Il menu, intenzionalmente basilare, comprendeva:
- orzo decorticato lessato
- verdure a tocchetti (carote, broccoletti, topinambur) appena scottate
- salsine per condire la verdura
- gomasio
- tofu marinato e poi cotto al forno
- gelatina (kanten) di succo di mela con tocchetti di frutta fresca
Tutto buonissimo, anche se il tofu è risultato decisamente troppo salato per il mio gusto.
Ho partecipato volentieri (ammetto che sarei stata seduta in silenzio in cucina per 2 ore e mezzo anche senza corso…) e mangiato volentieri, considerando che il menu ricordava molto da vicino un menu classico di quelli che mi preparo anche a casa (escludendo il kanten e la cottura del tofu in forno).
Settimana prossima si ripete!
(immagine presa da qui)
A casa, da brava ex-secchiona, ho fatto i miei compiti: ho cotto del riso integrale a chicco tondo in pentola a pressione seguendo le dosi di riso e acqua consigliate, ho poi lessato dei fagioli azuki con un pezzetto di alga kombu (lo facevo anche a 20 anni… con buona pace di mia madre), e infine ho preparato una salsina per le verdure a base di tahin, acidulato di umeboshi, acidulato di riso e malto di riso. OK ho mischiato due salse in una… che vi frega? Era buonissima! Aspra, salata, dolce… tutto insieme. Ah, e naturalmente mi sono bevuta qualche tazza di zuppa di miso bianco e alga wakame al posto dell’infuso di metà mattina.
Sto ancora cercando la ricetta ideale per questo periodo strano. Per ora, dormire con la prima edizione di “Cibo e Guarigione” sotto il cuscino è l’unica cura che ho trovato.
Soldi permettendo, mi piacerebbe seguire l’intero percorso per cuoco naturale nei prossimi mesi. Non si sa mai che cosa riserva il futuro, e male che vada farò un sacco di ottimi pranzetti.
P.S. A proposito di libri, al momento sto aspettando con molta curiosità “Il grande libro dell’ecodieta” di Carlo Guglielmo, suggeritomi da Valentina e ordinato su internet con il 30% di sconto (è un libro piuttosto costoso!) che dovrebbe trattare argomenti simili alla mia bibbia personale.
Vi farò sapere.












