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seguire le ombre

Scusate la lunga pausa, ma qui le settimane volano letteralmente, tra impegni e imprevisti.

Lunedì sera sono stata al corso di meditazione zazen, ed è stato molto… zen. Come viaggio all’interno di sé continuo a preferire lo yoga nidra, ma è stata un’esperienza interessante.

Sto (ri)leggendo “La via dello zen” di Alan Watts, come saggio non è la cosa migliore che abbia mai letto, ma è abbastanza scorrevole e interessante. Avrei voglia di rileggere “La dieta macrobiotica” di George Ohsawa, che ho in una vecchissima edizione del 1968. Tra l’altro, mi devono spiegare perché col passare degli anni le copertine delle riedizioni diventano sempre più brutte!

Sempre in tema di libri, ieri è uscito “Se niente importa” di Jonathan Safran Foer. Sottotitolo: “Perché mangiamo gli animali?”. Da leggere assolutamente!

Nello spirito dell’alternanza di yin e yang, ho iniziato a fare fitboxe. E’ fantastico! Ho anche provato a fare altri corsi che decisamente non fanno per me, come per esempio i primi 20 minuti di total body workout che sono step coreografico o aerobica con varie coreografie. Nella vita precedente di sicuro non sono stata una ballerina…  :-)

Ho trovato la barretta di frutta secca definitiva: si chiama barretta di frutta hawaiian spirulina e vaniglia, contiene datteri, mandorle, fichi, uvetta, fiocchi d’avena, nocciole, spirulina hawaiiana e vaniglia. Il tutto certificato bio. E’ super energetica e buonissima, l’unico svantaggio è il prezzo, ossia circa 1.75 euro al NaturaSì.

Dev’essere il periodo della spirulina, perché mi sono anche innamorata del gomasio alla spirulina che ho comprato sempre al NaturaSì. E’ buonissimo e lo metto veramente su tutto! Farà poi bene la spirulina?

Oggi inizia il mio secondo mese di dieta ipocalorica vegan. OK, non sono stata vegan al 100%, ho fatto qualche sgarro qui e là (una cioccolata calda… una fetta di torta iperpannosa per un compleanno… del sushi…). Il restante 99% del tempo ho mangiato cibo integrale, biologico, un sacco di verdure, pochissima frutta, ho evitato zucchero e solanacee come la peste, eliminato il caffé del tutto. Risultato? Mi sento benissimo!!!!!!

Sto facendo un serio pensierino di iscrivermi, a settembre, alla scuola di cucina naturale e macrobiotica della Sana Gola a Milano. Che ne pensate?

L’ideale sarebbe vivere alle Hawaii, così potrei macrobioticamente mangiare in prevalenza frutta tropicale – la mia droga. Per ora mi astengo, anche perché qui da noi papaya, mango, avocado, banane e tutto il resto sono veramente insipidi e coriacei. Pensate un po’ che bello svegliarsi la mattina, fare una passeggiata fino all’oceano in infradito, comprare della frutta tropicale appena raccolta lungo la strada e magari degli involtini vietnamiti crudi con salsa agrodolce, e fare merenda con i piedi nella sabbia rovente e il sole che ti cuoce la testa. IL PARADISO.

frutta_tropicale
(foto presa da qui)

Appena avrò un attimo tranquillo inizierò con le recensioni che avevo promesso :-)

Nel frattempo, posso solo consigliare anche a voi di essere più zen, mangiare più verdura e meno di tutto il resto, fare sport che vi facciano sudare, leggere.

come essere zen, lezione 1 – l’impermanenza

Vi è mai capitato di incontrare delle persone speciali? Di quelle che entrano silenziosamente a far parte della vostra vita, riempiendo vuoti che non sapevate di avere, e che quando se ne vanno lasciano voragini incolmabili. Ultimamente, mi sono resa conto di sentire tantissimo la mancanza di tre persone in particolare, ossia la mia ex-psicologa, la mia ex-insegnante di yoga e il mio ex-gastroenterologo.

La mia psicologa è andata in pensione da poco, e non appena ho provato a “sostituirla” con un’altra mi sono accorta di quanto fosse unica, insostituibile e speciale. Con la nuova mi sono trovata così male che non ci sarà una seconda seduta :-(

La mia vecchia insegnante di yoga dava sempre spiegazioni approfondite prima, dopo e durante gli esercizi, era forte ma dolce, paziente e veramente molto brava. Andare a yoga era un appuntamento irrinunciabile. Purtroppo dopo l’estate (di 2 anni fa) non hanno più fatto il corso in quella palestra, e quest’anno l’hanno riattivato ma con un altro insegnante, uno sbarbatello che proviene da una scuola di yoga che sinceramente non mi piace per niente. Una vera delusione. Roberta, che fine hai fatto? Il risultato è che a Pavia non c’è nessun posto dove fare yoga come piace a me :-(

Per quanto riguarda il gastroenterologo, ci sono andata poche volte tanti anni fa, e pensavo che continuasse ad esistere là fuori da qualche parte, come un’ancora di salvezza per i momenti difficili. E invece ho appreso che non riceve più privatamente perché ha troppo lavoro come medico strutturato. E’ stato un duro colpo, volevo infatti tornare da lui per farmi consigliare su alcuni problemi e dubbi che ho, ma non è più possibile. Dr. Francesco Pincini, ti saranno fischiate sicuramente le orecchie in questo periodo perché ti ho pensato spesso :-(

Per non parlare di mio padre, che ormai manca da oltre due anni, e mia nonna, che se n’è andata circa un mese fa.

Così, con le figure di riferimento e gli appigli che diminuiscono pericolosamente, a volte mi sento veramente persa.

Però sono una ragazza forte e intelligente (ehm…) e quindi scaverò nella mia memoria per tenere vivi gli insegnamenti preziosi ricevuti, e non cercherò surrogati di qualcosa che non esiste più, ma nuove attività e persone che possano riempire vuoti che ancora non so di avere. O almeno distogliere l’attenzione da quello che ho perso…

A questo scopo, sto investendo parecchio interesse nel corso di meditazione zazen che proverò tra 2 settimane. Soprattutto dopo aver letto “Saltwater Buddha“, un libro bellissimo che parla di Hawaii, surf, ricerca del senso della vita e meditazione zen.

Per il resto, per cercare un po’ di conforto, ho ricontattato un’altra discepola del Dr.Pincini che ha gentilmente condiviso con me la sua esperienza personale, e prossimamente proverò anche a mettere in pratica il tutto. Lei poi è stata più fortunata, perché oltre a farsi curare dal suddetto dottore, ci ha anche scritto un libro sulle intolleranze alimentari.

Vi aspettavate qualche rimedio spicciolo contro il dolore e il senso di vuoto? Mi dispiace deludervi ma non esiste.

Il dolore e la perdita fanno parte della vita, e l’unica soluzione - almeno per me – è respirare, meditare, ringraziare per il tempo concesso e non aggrapparsi al passato. Lasciar scorrere via tutto, come acqua… altrimenti si rischia di ritrovaresi in una palude melmosa piena di ricordi, rimpianti e tristezze da cui sarà difficile uscire.

Bisogna guardare avanti, o meglio guardare al presente. Perché esiste solo il presente.

zazen