Archive for the ‘writing’ Category

to tumblr or not to tumblr?

Spesso mi viene voglia di riaprire i battenti del mio tumblr. Era molto più carino per appiccicarci delle cose piccole. Sarà che sono stanca e non ho voglia di scrivere cose elaborate, sarà che quando mi metto a scrivere ripeto sempre le stesse cose… Oppure ci sarà qualcosa di altrettanto simpatico di tumblr su cui smanettare? Intanto appiccico qui!!


(reblog da lasticated)

love letters

A voi non piacerebbe ricevere una lettera d’amore? A me sì! Non dico necessariamente una lettera di 5 pagine, illustrata e a colori… mi accontenterei anche di un bigliettino. Qualcuno ci ha pensato e ha mandato in giro ben 400 lettere d’amore, ognuna diversa, mica ciclostilate. Chissà? Magari un giorno toccherà anche a noi.

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tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul tofu e non avete mai osato chiedere

Sto pensando di convogliare la mia digitazione compulsiva verso un food blog. Così, tanto per non lasciare niente di intentato. Vi saprò dire…


(ingredienti per un pranzo in ufficio)

cose che si scrivono

In questi giorni, forse anche grazie al recente iato hawaiiano, ho riflettuto un po’ sulla scrittura, i blog, le minchiate che si scrivono, le cose senza senso e quelle che un senso invece ce l’hanno. Scrivere tanto per oppure scrivere perché si ha qualcosa di unico da dire. 

Ho letto una piccola riflessione fatta da qualcuno che conosco, e un libro a dir poco intrigante, scaturito da un blog (libro che non avrei probabilmente mai comprato né letto se non me l’avessero regalato in aeroporto). E’ fin troppo evidente che finché chi legge i nostri parzialmente anonimi blog ci conosce di persona non potremo mai, mai essere sinceri, scrivere tutto, tutto quello che vorremmo, quello che non si può scrivere nei blog che hanno appiccicato un nome sopra. I post saranno sempre blandi, alla meglio criptici, asettici, neutri, universali. Non particolari. Aveva ragione Tiziano Scarpa quando scriveva che “I diari in rete fanno pena. Sono autocensura giornaliera in pubblico.” 

In questi giorni, se devo essere sincera, mi stanno ronzando in testa anche più pensieri del solito, cose, cose che vorrei non dimenticare, cose che vorrei sviscerare, cose che mi fanno sorridere e che mi fanno piangere, cose che non voglio associare a me stessa sulle pagine di questo o di un altro blog.

Già circa un anno fa avevo pensato di chiudere la baracca, anche se poi – evidentemente - non l’ho fatto. Ho continuato a scrivere cripticamente, in modo insoddisfacente per me e probabilmente per chi legge.

In questi giorni, credo proprio che staccherò la spina, per quanto questo blog mi abbia fatto compagnia in un periodo particolare della mia vita e per quanto mi ci sia, in qualche strano modo, affezionata.

La prossima volta non farò l’errore di dire a tutti dove trovarmi. E’ piuttosto evidente, d’altra parte, che non smetterò di scrivere… almeno per un bel po’.

a volte ritornano

Sono tornata.

Mi devo ancora propriamente riabituare a questa città fredda e grigia, a questi cieli bassi e striminziti, a stare seduta tutto il giorno davanti a un computer, a non sentire il rumore dell’oceano e tutto il resto.

Ho perso la voglia di scrivere cazzate inutili…

Ho letto un sacco di bei libri, e ne ho un sacco ancora da leggere.

Ho gli occhi pieni di immagini e colori, mi sento vagamente alienata.

Oggi per la prima volta da tanto tanto tempo ho addosso una gonna corta. Ho addosso collant, maglietta, borsetta, cerchietto e giubbotto di provenienza hawaiiana.

Non è facile essere tornata, però mi sento incredibilmente bene.

Non capisco se mi sembra di starmi ammalando perché patisco lo sbalzo di temperatura oppure le ore in ufficio, interminabili e claustrofobiche.

Ieri all’Esselunga ho comprato avocado, papaya, salsa di soia e marmellata di papaya e frutto della passione.

Temo che quest’autunno sarà interminabile.

PS: Guardatevi alcune delle foto che ho fatto alle Hawaii, i link li trovate qui.