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This is goodbye

Due anni abbondanti fa ho deciso di chiudere definitivamente il blog, dopo tanti rimuginamenti ed elucubrazioni. Ma non ho mai pubblicato il post di addio, mi sono accontentata di generare un Internal Server Error che ha magicamente occultato il blog e tutti i suoi futili contenuti dagli occhi di follower, curiosi, spam bots, google bots e quant’altro. E sono sparita così, senza che peraltro nessuno battesse ciglio.

Qui di seguito la bozza rimasta tale, cristallizzata in una versione obsoleta di WordPress, addormentata come la principessa delle favole in attesa del bacio del suo principe, in cima a una torre d’avorio (o forse sarebbe meglio dire in fondo a un pozzo) che nessuno, ammettiamolo, si è preso la briga di scalare (verso l’alto o verso il basso, per i più pignoli).

Goodbye?

Prima di andarmene, vorrei…

In questi giorni però ho avuto un piccolo attacco di nostalgia… La mia fedele compagna saudademalinconia, nostalgia, quel mal de vivre che mi contraddistingue. In fondo, per quanto inutile, era bello condividere con lo spazio esterno le mie futili considerazioni. Una goccia nell’oceano dei professional blogger che, in questi anni in cui io ho cazzeggiato fatto altro, hanno trasformato la propria presenza in rete in una professione, o quasi. Già, pensiamoci un attimo. In quanti diversi modi avrei potuto monetizzare la mia presenza web, dal 2000 o 2001 – quando ho registrato per la prima volta wakarimasen.org – ai giorni nostri? Meglio non approfondire.

Comunque insomma volevo andarmene ma forse sono tornata. Mi mancava la vecchia me, quindi ho aggiustato il malefico Internal Server Error, ed eccomi qua, puffete, ultimo post, Candy Candy alla centrale nucleare di Montélimar, delizioso villaggio alle porte della Provenza – sort of. Così perlomeno diceva la paginetta del turismo locale. Era chiaramente un imbroglio.

C’è ancora qualcuno in ascolto?

di shopping online e bikini zebrati

OK, avrei dovuto scrivere bikini a righe bianche e nere a zig-zag ma era troppo lungo.


Bikini a zig-zag della Roxy

Prologo: qualche tempo fa sono stata contattata dal reparto marketing di un noto online shop con la proposta di provare il loro servizio e recensire l’esperienza sul mio blog.

In realtà al posto di questa brevissima intro c’era un lunghissimo paragrafo in cui spiegavo in quale modo questo bikini a zig-zag ben si presta a soddisfare il mio bisogno irrazionale e compulsivo di fare shopping online, ma sto cercando di diventare più concisa e stroncare sul nascere le mie tipiche divagazioni.

Fine del prologo. Dicevamo:

di shopping online e bikini zebrati

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basic math fail

Applicazioni di dubbia utilità di una laurea in matematica

  1. Dividere in modo equo il conto al bar
  2. Accorgersi di quando il resto è sbagliato
  3. Cavillare su questioni numeriche, rendendosi antipatici al 99.99% del prossimo
    (0.01% — I <3 you!)

Applicazioni tutto sommato utili di una laurea in matematica

  1. Intuire che scrivere 10 post a settimana per un mega blog collaborativo guadagnando 0,50 centesimi lordi a post (ma fino a 11 euro, se il post raggiunge oltre 10.000 “like” nel mese di pubblicazione) è un regalo molto generoso che si fa ai proprietari del mega portale. Ipotizzando un impegno di circa 30 minuti per post, in media, stiamo parlando di circa 1 euro lordo all’ora. Cedendo tutti i diritti, naturalmente.
  2. Calcolare mentalmente che per ottenere il tesserino di giornalista pubblicista dopo 2 anni di collaborazione con la suddetta testata sarebbe necessario scrivere 1040 post (10 post x 52 settimane x 2 anni). Considerando una media di 200 parole a post, questo equivarrebbe a circa 200.000 parole (4 romanzi ideali nel NaNoWriMo!).
  3. Calcolare altresì che per accumulare una somma di denaro analoga a questi 520 euro lordi (meno le tasse)  sarebbe sufficiente non bere il caffè per 1 annetto (oppure, se si vive in Costa Azzurra, basterebbe rinunciare ai saltuari “café crème” del weekend sempre per 1 anno circa).
A man with a dangling carrot tied to his head

Morale della favola

Mi rendo conto di avere la tendenza ad essere cattedratica, quindi farò un esercizio di auto-limitazione e vi lascerò liberi di trarre le conclusioni del caso.

Come già capitato in passato, mi auguro che questa demoralizzante esperienza dia il via ad un susseguirsi di vicende propizie che mi condurranno ad un più alto livello di consapevolezza, e soprattutto al tesserino di giornalista pubblicista senza dover passare da questa infruttuosa gogna.

Disclaimer

Non credo alla cosiddetta “legge dell’attrazione“, anzi penso che dovrebbero costringere tutti i sedicenti guru a studiarla almeno un pochino la meccanica quantistica prima di sparare cazzate a profusione sugli effetti portentosi che ha sul piano emozionale e sulla possibilità di plasmare il proprio destino, ma sono certa che ogni regola ha un’eccezione, e sono qui a dirvi che spero che questo post rientri ancora una volta nel sottogruppo delle eccezioni alla legge dell’attrazione, per quanto questa, oggettivamente, sia una grossa bufala volta principalmente ad arricchire i sedicenti guru del personal marketing e del personal development. Se non avete capito un cazzo di questo ultimo paragrafo, scrivetemi un’email e sarò molto felice di elaborare in modo più articolato!

il vuoto pneumatico

Questa espressione mi è sempre sembrata buffa, forse per il fatto che una volta scavallata la bizzarria cacofonica quasi ci si dimentica il motivo per cui la si sta utilizzando. Un’altra parola che vorrei ricordare (per i posteri) è soqquadro, così terribilmente dispettosa con la doppia q.

Mi piacciono le parole e non provo simpatia per chi le tratta irrispettosamente. Motivo per cui apprezzo chi sa rimanere in silenzio e detesto chi parla a macchinetta, soprattutto se in maniera sconnessa e superflua.

Mi serve una lunga pausa di riflessione, per permettere alle parole che mi si affastellano nella testa, rimbalzando silenziosamente da una parete all’altra del cranio, di posarsi educatamente ed ordinatamente, in pile ben organizzate, a formare frasi compiute, sensate e squisitamente succinte. Per il momento, c’è solo un gran caos.

nuotare sott’acqua e trattenere il fiato