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	<title>//o^_^o\\ wakarimasen.org &#187; travel</title>
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		<title>what time is it in Ulan Bator?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per lavoro sto partecipando a un corso sul sistema centrale di Amadeus, quella serie di comandi criptici che vi sarà sicuramente capitato di vedere se avete mai buttato l&#8217;occhio dietro allo schermo di un terminale in un&#8217;agenzia di viaggi. Le cose che si vedono, oggettivamente, non sono molto facili da decifrare. Un esempio lo trovate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/spam/" target="_blank">lavoro</a> sto partecipando a un corso sul <a href="http://www.amadeus.com/it/x16974.html" target="_blank">sistema centrale di Amadeus</a>, quella serie di comandi criptici che vi sarà sicuramente capitato di vedere se avete mai buttato l&#8217;occhio dietro allo schermo di un terminale in un&#8217;agenzia di viaggi. Le cose che si vedono, oggettivamente, non sono molto facili da decifrare. Un esempio lo trovate qui sotto (giusto perché erano circa 12 ore che non pensavo alle Hawaii&#8230;).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" title="mxp-hnl" src="http://munchies.files.wordpress.com/2008/06/cts1.jpg" alt="" width="500" height="281" /><br />
<em>(immagine riciclata da <a title="aloha!" href="http://www.wakarimasen.org/blog/2008/06/aloha/">questo post</a> di tre annetti e mezzo fa)</em></p>
<p>Insomma, mi ritrovo a dover imparare tutto quel che c&#8217;è da sapere su questo sistema, e sapete che cosa vi dico? E&#8217; fichissimo! Se <a title="seguire le ombre" href="http://www.wakarimasen.org/blog/2010/02/seguire-le-ombre/" target="_blank">in una vita precedente di sicuro non sono stata una ballerina</a>, probabilmente sono stata un agente di viaggio.</p>
<p>Vi saprò dire di più tra due settimane, a conclusione del corso, dopo l&#8217;esame finale (che devo passare con almeno 85/100) e non appena avrò smaltito la meritata sbornia post secchiata finale.</p>
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		<title>segnali di accelerazione</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 22:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E così capita di trovare un lavoro all&#8217;estero ed emigrare a tempo indeterminato, allontanandosi dalla strada tracciata fino a questo punto e avvicinandosi incredibilmente a fantasiose prospettive teorizzate senza però crederci del tutto. Nel mio caso: tornare a vivere/lavorare all&#8217;estero per un periodo (per chi non mi conosce, ho già Stati Uniti e Danimarca sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così capita di trovare un lavoro all&#8217;estero ed emigrare a tempo indeterminato, allontanandosi dalla strada tracciata fino a questo punto e avvicinandosi incredibilmente a fantasiose prospettive teorizzate senza però crederci del tutto. Nel mio caso:</p>
<ul>
<li>tornare a vivere/lavorare all&#8217;estero per un periodo (per chi non mi conosce, ho già Stati Uniti e Danimarca sulla lista)</li>
<li>abitare in un posto di mare</li>
<li>leggere Proust in lingua originale (&#8220;<em>Longtemps, je me suis couché de bonne heure</em>&#8230;&#8221;)</li>
</ul>
<p>e altro.</p>
<p>E così, il <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2009/07/piano-b/" target="_blank">piano B</a> è diventato il piano A, e andarsene non è una fuga ma un&#8217;avventura, non è la soluzione ma un nuovo inizio. Ci sono tante cose, persone e situazioni che mi lascerò alle spalle, ma per com&#8217;è andata la mia vita finora sono fiduciosa che quelle importanti non andranno perse. Quelle superflue e tutto sommato irrilevanti, grazie a Dio, si auto-elimineranno come foglie che cadono a fine estate per diventare poltiglia ai bordi delle strade.</p>
<p>Come già in passato, vado a fare <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2010/04/give-me-convenience-or-give-me-death/" target="_blank">l&#8217;italiana all&#8217;estero</a>, cogliendo l&#8217;occasione per <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2008/08/dead-leaves-and-the-dirty-ground/" target="_blank">potare qualche ramo secco</a>. E il mio blog è sempre più <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2007/08/autoreferenziale-e-autocommiserante/" target="_blank">autoreferenziale</a>, e &#8211; per chi riesce a cogliere i <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2008/05/apologia-dellirrazionalita/" target="_blank">collegamenti invisibili</a> &#8211; prova inconfutabile che la mia vita è assolutamente ciclica e circolare, anzi <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2009/08/e-luna-di-notte-e-tutto-va-bene/" target="_blank">elicoidale</a>. Realizzare che scrivere su questo e altri blog possa avere avuto una certa utilità è <a href="http://mysecrethidingspot.wordpress.com/" target="_blank">destabilizzante</a>. Ma in fondo, <a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2010/11/tutto-e-ancora-possibile/" target="_blank">perché no</a>?</p>
<p><a href="http://www.wakarimasen.org/blog/2011/03/through-the-looking-glass/"><img class="size-full wp-image-4525 aligncenter" title="tumblr_lavyqyp6OL1qakhb5o1_500" src="http://www.wakarimasen.org/blog/wp-content/uploads/2011/10/tumblr_lavyqyp6OL1qakhb5o1_500.png" alt="" width="500" height="384" /></a></p>
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		<title>nuotare sott&#8217;acqua e trattenere il fiato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.TickerFactory.com/"><br />
<img src="http://tickers.TickerFactory.com/ezt/d/4;10732;127/st/20111201/e/moving+to+Antibes/dt/6/k/32c6/event.png" alt="" border="0" /></a></p>
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		<title>l&#8217;epica battaglia di Torradello (ovvero, l&#8217;alienazione del lunedì)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 10:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un grosso ranocchio, che era poi il principe delle rane di Torradello. Aveva un regno verde e rigoglioso e pieno di felicità, dove le rane passavano amabilmente il tempo saltando da una pozza all&#8217;altra e gracidando ai bordi delle risaie, con il sole e con la pioggia, dall&#8217;alba al tramonto e poi anche durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 0px; margin-right: 5px;" title="il principe ranocchio" src="http://www.wakarimasen.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/il_principe_ranocchio.jpg" alt="" width="235" height="461" />C&#8217;era una volta un grosso ranocchio, che era poi il principe delle rane di Torradello. Aveva un regno verde e rigoglioso e pieno di felicità, dove le rane passavano amabilmente il tempo saltando da una pozza all&#8217;altra e gracidando ai bordi delle risaie, con il sole e con la pioggia, dall&#8217;alba al tramonto e poi anche durante la notte, sotto la luce della luna e delle stelle. Ma gli ingordi villici di Torradello pensarono di catturare queste rane felici e polpose per cuocerle (fritte, impanate, al forno, nel risotto) e servirle nell&#8217;unico ristorante del borgo, e così il principe ranocchio dichiarò guerra a Torradello e ai suoi abitanti. L&#8217;epica battaglia durò una giornata intera e si concluse con la sconfitta delle rane, trucidate barbaramente ed in gran numero. Il principe e le poche rane rimaste fuggirono lontano. I villici di Torradello raccolsero i corpicini senza vita delle rane perite in battaglia e organizzarono un sontuoso banchetto per celebrare la vittoria. Il piatto forte, neanche a dirlo, furono le rane. E non vissero felici e contenti, purtroppo. Qualcuno fu felice (chi di andarsene, chi di mangiare le rane), qualcuno un po&#8217; meno. Ma così è la vita, e così si conclude la nostra storia.</p>
<p><em>(immagine presa da <a href="http://blog-aris-blog.blogspot.com/2008/09/il-principe-ranocchio.html" target="_blank">qui</a>)</em></p>
<p>Il fatto è che è tutta la mattina che mi sento alienata. Appena sveglia, in doccia, in macchina, in metro, a piedi fino all&#8217;ufficio, in ufficio. Come se non fossi io. Mi guardo le scarpe camminando e mi sistemo la borsa sulla spalla cercando di fingere normalità, di rimanere ancorata alla realtà, ma ogni odore e ogni luce e ogni rumore mi riportano altrove. L&#8217;odore acre del treno appena fermatosi al binario mi ricorda quando finito il liceo mi imbarcai per un lungo e sgangherato interrail con l&#8217;amica del cuore. La luce chiara ma ancora debole di questa mattina di maggio mi ricorda i pomeriggi stanchi in cui un po&#8217; studiavo sui libri di matematica e un po&#8217; fissavo lo sguardo fuori dalla finestra della biblioteca, osservando le fronde degli alberi e fantasticando. Il rumore delle macchine e dei tram mi ricorda &#8211; facendomi corrugare impercettibilmente la fronte &#8211; il rumore del prato e delle foglie che stavo ascoltando fino a poche ore fa, circondata dalle margherite, in un posto molto vicino a Torradello, che nel mio immaginario è ormai associato all&#8217;epica battaglia del principe ranocchio.</p>
<p>Eccesso di yin? Può essere. Testa tra le nuvole, dolore reumatico al ginocchio, i sintomi ci sono tutti. Che cosa diavolo ci faccio qui? Potrei yangizzare la mia vita, sperando di radicarmi più saldamente nel mondo, ma sono troppo evanescente oggi per concentrarmi su questo compito.</p>
<p>E così vago e divago, rigorosamente in silenzio. I pensieri si aggrovigliano come rovi intricati e selvatici nella mia testa, prendendo curve inaspettate, intrecciandosi ad altri pensieri e ricordi. C&#8217;è tanto verde davanti ai miei occhi. Prato, alberi, boschi, bambù, foglie, muschio. La domanda resta: che cosa diavolo ci faccio qui?</p>
<p>Tra 117 giorni sarò a Bangkok, fine del mondo anticipata permettendo; ora di allora spero di aver almeno iniziato ad ipotizzare delle <em>risposte</em>.</p>
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		<title>soviet kitsch</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 10:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Soviet Kitsch nelle orecchie tutta la mattina, sul regionale in ritardo, leggendo un libro che mi parla di scenari artici. Milano è grigia oggi, ma può solo migliorare, dopo il 21 dicembre è tutto in discesa, no? La primavera è dietro l&#8217;angolo. The flowers you gave me are rotting and still I refuse to throw [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Soviet_Kitsch" target="_blank">Soviet Kitsch</a> nelle orecchie tutta la mattina, sul regionale in ritardo, leggendo un libro che mi parla di scenari artici.</p>
<p>Milano è grigia oggi, ma può solo migliorare, dopo il 21 dicembre è tutto in discesa, no? La primavera è dietro l&#8217;angolo.</p>
<blockquote><p><em>The flowers you gave me are rotting and still I refuse to throw them away<br />
Some of the bulbs never opened quite fully, they might so I&#8217;m waiting and staying awake</em></p>
<p><em>Things I have loved I&#8217;m allowed to keep<br />
I&#8217;ll never know if I go to sleep</em></p>
<p><em>The papers around me are piling and twisting, Regina the paperback mummy, what then<br />
I&#8217;m taking the knife to the books that I own and chopping and chopping and boiling soup from stone</em></p>
<p><em>Things I have loved I&#8217;m allowed to keep<br />
I&#8217;ll never know if I go to sleep</em></p>
<p><em>Things I have loved I&#8217;m allowed to keep<br />
I&#8217;ll never know if I go to sleep</em></p>
<p><em>&#8211; Regina Spektor, &#8220;The flowers&#8221;</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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