Archive for the ‘thoughts’ Category

miles to go before I sleep

E’ scritto tutto altrove. La storia del veleno, il pozzo, le stelle, yoga nidra. I tarocchi, la luna, il sangue, le perle ai porci, il dolore, i ricordi, tutto quanto. L’amore e la fine dell’amore. C’è solo una persona che vorrei leggesse questo post e che penso potrebbe capirmi, e non è quella che pensate voi.

Prevedibilmente, ho già citato la poesia del titolo. E questo post, oltre che criptico, è anche profondamente autoreferenziale. L’ho già detto, non ho voglia di semplificarmi. Chi vuol capire capirà, anche perché i tasselli del puzzle ci sono tutti. L’universo è in ascolto, le risposte prima o poi arrivano.

il mare grosso dentro

Da una persona che mi conosceva bene:

Hai un carattere forte e fragile allo stesso tempo, sei sempre stata una ragazza con il mare grosso dentro. [...] Non ha mai vento a favore chi non sa quale rotta seguire.

Amen. E grazie :-)

(senza titolo)

Sonno disturbato, occhiaie. Lacrime più di quanto sembri possibile. Lexotan. Stomaco che non ne vuole sapere di cibo. Palpitazioni e affanno. Il cuore, che a visualizzarlo me lo immagino ingrossato e sanguinolento. Aggiungiamoci il tatuaggio che si scrosta, e abbiamo veramente, veramente un bel periodo di merda.

midnight in a perfect world

In un mondo perfetto, questa mattina mi sarei svegliata con un raggio di luce sul cuscino,  e aprendo la finestra avrei visto dei gabbiani volare sopra l’oceano. Avrei mangiato della frutta fresca in completo silenzio, con la fresca brezza del mattino sulla pelle. Poi sarei uscita per una camminata sulla spiaggia o magari una lezione di yoga. Avrei comprato verdura di stagione e prodotti locali bio al mercato, prima di tornare a casa e iniziare a lavorare su qualcosa di creativo, eccetera eccetera eccetera.

Invece, stamattina mi sono svegliata che nemmeno si vedeva il cielo, da tanto che era cupo e grigio. Non ho aperto la finestra e non ho fatto colazione. Ho invece passato un’ora e mezza in macchina, in mezzo al traffico, per andare a rinchiudermi per altre 8-9 ore davanti a un computer. Mentre ero inscatolata in tangenziale insieme ad innumerevoli altre auto con occupante singolo mi sono ritrovata affianco ad un camion targato Irlanda adibito al trasporto di animali, con tanto di disegnini stilizzati di una mucca, una pecora e un maiale. E vedendo quelle sbarre, e pensando al lungo tragitto pieno di sballottamenti, caldo, rumori e probabile assenza di cibo e acqua, ho pensato ai treni stipati di prigionieri diretti a campi di lavoro e lager. Prevedibilmente, niente yoga né mercato locale, solo tupperware pieni di surrogati di cibi sani: riso, tofu, un po’ di rucola, e nemmeno bio.

L’unico parziale sollievo durante il tragitto era il pensiero che entro sera sarei stata seduta a gambe incrociate e ad occhi chiusi a meditare e respirare in una stanza con il parquet ed una statua di Buddha in un angolo, applicandomi prima nel qi gong e poi nel kung fu, con la mente proiettata alla prossima terapeutica lezione di tong zi gong.

Però poi tutto torna a sommergersi: ancora traffico, aria inquinata, strade e palazzi sporchi, gente distratta, eccesso di cose e di gadget e di elettricità, cibo riscaldato, prodotti nocivi, sacchetti di plastica che strozzano i pesci, animali stretti in gabbie e uccisi senza sosta nei macelli, tristezza, ressa, corse contro il tempo che sembra non bastare mai, rumore ovunque, cieli bassi, opachi e striminziti, sorrisi vuoti, parole che non lasciano traccia, impegni improrogabili e inevitabili, malattie, e sempre troppo, troppa roba e troppo di tutto.

In un mondo perfetto, avrei poco, anzi pochissimo di tutto questo superfluo che intasa il mondo attuale. Poco rumore, poche distrazioni, poca elettricità, pochi soldi, poca roba. Ma avrei tanto, tantissimo di tutto il resto, che adesso può solo infilarsi tra un impegno e l’altro, una cosa e l’altra. Soprattutto tempo. Tanto tempo per me e per le persone a cui voglio bene, tempo per accrescere la mia felicità e pace invece che il portafoglio e lo stress. Tempo per cucinare cibo nutriente e guardarmi un po’ in giro invece che solo avanti, avanti e avanti.

Tiriamo un attimo le somme. Alla mia età è quasi doveroso, ma chiunque dovrebbe farlo. Chi vuole correre e continuare così, da una parte. Chi vuole fermare tutto e scendere, per ricominciare diversamente, dall’altra. Due gruppi ben ordinati, arrivederci e grazie.

Impossibile mischiare le due cose, o almeno in questo momento non riesco proprio a vedere come.

a brave new world

Eccomi qui di nuovo, dopo una lunga (parzialmente giustificata) assenza.

Dall’ultimo post, nell’ordine, sono successe le seguenti cose:

1. Ho compiuto gli anni. Non aspettatevi che vi dica quanti, ma sicuramente più dell’anno scorso! Ad ogni compleanno non posso fare altro che stupirmi di quanto vertiginosamente crescano le cifre convenzionalmente associate all’età, e mi interrogo su quali siano le cose che la società si aspetta da una persona dell’età in questione. Non trovando corrispondenze sensate tra quello che sono e che faccio e gli schemi tradizionalmente accettati, rimando la questione al prossimo compleanno… [potrei qui inserire il concetto di età asintotica illustrato qualche giorno fa da un mio collega]

2. Ho concluso il corso di cucina naturale e macrobiotica alla Sana Gola di Milano. Bello! Mi sono già candidata come assistente in cucina, in attesa del prossimo autunno quando finalmente potrò ricominciare a seguire i corsi, diplomarmi cuoca e conquistare il mondo a suon di cereali integrali e verdure pressate! OK magari iniziando da menu più golosi come ad esempio quello di ispirazione cinese proposto da Federica Ferrari per il prossimo sabato.

3. Ho fatto una consulenza privata con Martin Halsey, che dall’alto dei suoi 2 e passa metri di altezza mi ha infuso un enorme senso di pace, calma e serenità. Ha diagnosticato il mio unico intoppo di salute (senza vedere gli esami del sangue!) e mi ha detto che devo evitare i prodotti da forno, l’olio crudo e i cibi troppo dolci e troppo yin come yogurt di soia e frutta cruda (oltre a zucchero e latticini, che già sapevo). Prossimamente la messa in pratica…

4. Ho lasciato Funambol, dove ho lavorato per quasi tre anni come unica Technical Writer. Che dire? La vita continua.

5. Ho iniziato una nuova avventura lavorativa in Neptuny, sempre come unica Technical Writer. OK, non ho molta fantasia :-)  

Ending is better than mending. The more stitches, the less riches.
- Aldous Huxley, “Brave New World”

Insomma, alcune cose finiscono per lasciare spazio a nuovi inizi.

Ultimamente, complice il compleanno, ho pensato parecchio agli anni passati, che dal 2006 ad oggi sono stati ricchi di eventi - belli e brutti. Molte situazioni sono arrivate alla fine, tante novità completamente inaspettate si sono fatte trovare sul mio cammino. Mi sono sposata e poi separata. Mio padre è morto e recentemente anche la mia amatissima nonna. Mi sono trasferita in un’altra città e ho comprato casa. Ho cambiato lavoro, fatto tante nuove amicizie. Sono riuscita ad andare alle Hawaii, ho ritrovato la strada verso un’alimentazione più naturale, macrobiotica e vegan.

Tirando le somme, posso dire di aver imparato le seguenti cose:

  • col tempo, tutto passa
  • è impossibile trattenere le cose
  • nuotare controcorrente non serve
  • non esistono verità buone per ogni stagione
  • vale sempre la pena di dare tutto, senza riserve
  • bisogna farsi forza anche quando sembra che tutto sia perduto, guardare avanti e ricominciare
  • è importante non smettere mai di fare domande, che le risposte prima o poi arrivano

Bridate dunque virtualmente con me a questo ennesimo giro di ruota, aspettando fiduciosi quello che ci riserverà il domani.


(immagine presa da qui)