Archive for the ‘music’ Category

parole come fragole

Non vedo l’ora che arrivino i traslocatori con i miei 50 (e rotti) scatoloni, principalmente perché sento il bisogno di ricongiungermi ai miei libri! Li ho portati quasi tutti: tutti quelli di cucina e un bel po’ di tutti gli altri. Per esempio, stasera mentre ascolto Regina Spektor (che dio benedica in eterno il mese omaggio di Spotify Premium che mi hanno gentilmente offerto…) e valuto se mangiare o meno i macarons che ho comprato oggi, vorrei proprio rileggere alcune poesie di un libro che mi è stato regalato circa un anno fa, “Assetto di volo” di Pierluigi Capello (lo trovate qui, in fondo alla pagina). Questa per esempio:

Rondeau

Cun cheste lenghe nude e in nissun puest
nì mai viodût in lûs di nissun voli
se no dai miei cjalant i tiei celescj
jo mâr o clamarès chel to celest
tiscjel il lum dal to tasê forest
e primevere il solc lunc dal to pet;
cjalanti, inte buere di me ch’e cres
falchet sarès se no tasès cjalanti
in cheste lenghe nude e in nissun puest.

In nissun puest amôr ma nome in chest
l’amôr ti disarès ch’al è taront
l’insom e il sot ladrîs e zime in rime
e intal clarôr sul fîl da la tô schene
crît il clâr de lune clare compagne
bielece son li’ mans strentis in trece
li’ mês li’ tôs e intor il braç de gnot
ch’a si davierç in lûs, nulinti, e in blanc
in nissun puest amôr ma nome in chest.

In nissun puest ma achì ti volarès
niçant adôr sul niçul des peraulis
peraulis come fraulis ti darès
che vite ator ator e je tampieste
jo e te mâr fer tal mieç da la tampieste
e messedant i tiei cui miei cjavei
amôr plui tô la muse tô e sarès
e non il to plui non, cun dut il rest forest
in cheste lenghe nude e in nissun puest.

Per la traduzione dal friulano chiedete a google! Suona così bene in lingua originale, anche se un po’ diversa da quella a cui sono abituata. Sarà perché lo associo ai legami familiari più stretti e alla mia infanzia, sentire qualcuno che parla friulano o leggere poesie come questa mi scalda immediatamente il cuore. E in questo periodo ne ho proprio bisogno, per quanto sia bello qui mi sento un po’ fluttuante.

the long and winding road

Sono assente da tanto, ed è proprio ora di un aggiornamento. Nella migliore tradizione, non avendo nulla di specifico in mente, farò una carrellata di cose varie in cui mi sono imbattuta ultimamente.

Make-a-mixa!

Cercando una chiavetta USB a forma di cassetta, mi sono imbattuta in questo sito carinissimo: www.makeamixa.com.

Qui non solo potete comprare una chiavetta USB a forma di cassetta, ma potete personalizzarla come più vi piace, e per poco più di 20 euro ve la spediranno a casa in una confezione carina con dentro adesivi, caramelle, una prolunga USB e altre figate. Ve lo consiglio assolutamente!

Crazy sexy cancer survivor Kris Carr

Una mia amica hawaiiana mi ha consigliato di leggere “Crazy Sexy Diet” di Kris Carr. Non conoscevo affatto l’autrice, che in realtà ha un discreto seguito. A 31 anni le hanno diagnosticato una rara forma di cancro, e da quel momento ha deciso di prendere in mano la situazione e farsi una cultura sulle cosiddette terapie complementari, in particolare l’alimentazione. Non è un medico né una nutrizionista, ma – come dice lei stessa - ha un PhD della Google University! :-)

Ha un blog interessante sulla salute naturale che vi consiglio di seguire: crazysexylife.com. Ha anche girato un documentario sulla sua storia, “Crazy Sexy Cancer”, che pure vi consiglio.

Dopo 8 anni dalla diagnosi è ancora tra noi, più in forma che mai, più motivata che mai. Certo, ha rinunciato a parecchie cose e ha introdotto abitudini nuove nella sua routine. Ma a noi, chi ce lo fa fare? Personalmente, penso che non dobbiamo mica aspettare di farci venire qualche malattia grave e incurabile per iniziare a prenderci cura della nostra salute… vi pare? Anche se predico bene e razzolo male, la cara Kris Carr mi ha davvero colpito. Peace & Veggies! <3


(immagine presa da qui)

Adesso basta (vivere per lavorare)

Va bene, mi sono entusiasmata leggendo un saggio di due anni fa. Non ho quindi scoperto l’acqua calda, ma del resto non l’ha scoperta nemmeno l’autore, Simone Perotti.

Nel suo libro “Adesso Basta” parla delle solite cose di cui si sente spesso parlare (o sono solo io?), ossia il downshifting, la riorganizzazione dei ritmi lavorativi per un diverso work-life balance, la schiavitù silenziosa in cui ci siamo auto-incatenati, e cose del genere.

Magari a voi piace da matti lavorare come matti, facendo orari allucinanti e magari attaccandoci anche lunghi tragitti da pendolare, scambiando il vostro poco tempo (tempus fugit…) per somme più o meno consistenti di denaro, che quasi sicuramente spendete per continuare a vivere e restare a galla nella società contemporanea fatta di consumismo e sprechi. Tantissimo tempo della vostra vita che impiegate nell’ottica, un domani, di fare un bel viaggio, comprare una macchina/moto/casa/gadget, andare in pensione per godere finalmente di un po’ di tempo libero.

L’autore – come molti altri, tra cui la bravissima Grazia Cacciola anche nota come Erbaviola – a un certo punto si è accorto che questa crescita a tutti i costi non gli stava più bene, e ha ammesso a se stesso che avrebbe preferito vivere in un modo diverso, anche al costo di fare delle rinunce. E le ha fatte, e ha cambiato vita. Alla faccia nostra.

Se anche voi, come l’autore e come la sottoscritta, avete un po’ questo tarlo nel cervello, leggetelo. By all means! E già che ci siete leggetevi anche “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione“, di Grazia Cacciola. E cambiate.

Il cambiamento è possibile.

Rob Brezsny mon amour ♥

Le ultime tre settimane, Rob Brezsny ha regalato a noi del Toro degli orosocopi spettacolari. Ve li incollo, senza annoiarvi spiegandovi i i modi misteriosi in cui ci ha azzeccato.

17-23 Giugno
Un tempo il rio delle Amazzoni scorreva nella direzione opposta a quella attuale. Molti secoli fa, la sua corrente viaggiava verso ovest dall’Atlantico al Pacifico. Vorrei che tenessi bene presente questa immagine mentre prenderai in considerazione l’idea… di un cambiamento altrettanto colossale nella tua vita. Usalo come simbolo di possibilità, come promessa che anche tu potresti riuscire a cambiare il verso di una corrente che sembra immutabile.

24-30 Giugno
Siamo ormai a metà del 2011, Toro. Vogliamo fare un bilancio della prima parte dell’anno e pensare a quali avventure ti aspettano nei prossimi sei mesi? Secondo me, dallo scorso gennaio hai subìto un tempestoso processo di purificazione, che in parte ha fatto tremare le ossa della tua anima e in parte ti ha liberato dalle manette forgiate dalla tua mente. In pochi mesi, hai superato più momenti di massima tensione di quanto tu non abbia fatto negli ultimi tre anni. Adesso sei fresco e pulito, pronto per affrontare un tipo di divertimento meno stressante e più gioioso.

1-7 Luglio
Dopo aver meditato sui tuoi presagi astrali per il resto del 2011, ho scelto le parole che si adattano meglio alle tue necessità. Sono dello studioso di mitologia Joseph Campbell: “Se vedi la tua strada distesa davanti a te, puoi essere certo che non è la tua strada. La tua strada la costruisci passo dopo passo. È per questo che… è tua”. C’è anche un corollario del poeta spagnolo Antonio Machado. “Viandante, sono le tue impronte il cammino e nulla più; viandante non c’è un cammino la via si fa con l’andare / Camminando si fa il cammino e girando indietro lo sguardo si vede il sentiero che mai si deve tornare a calpestare”.

Google+

Ho Google+. Se qualcuno vuole che provi ad invitarlo/a, mi faccia sapere. Se volete, aggiungetemi!

moonshine

Maglione a collo alto blu addosso, Ladytron in cuffia, tre ore di sonno sulle spalle, profumo di incenso nei capelli. Postumi di una serata che non volevo finisse. I sogni che si confondono con la realtà al risveglio.

Genius to fall asleep to your tape last night
So warm
Sounds go through the muscles
These abstract wordless movements
They start off cells that haven’t been touched before
These cells are virgins
Waking up slowly

My headphones
They saved my life
Your tape
It lulled me to sleep

Nothing will be the same

I’m fast asleep

I like this resonance
It elevates me
I don’t recognize myself
This is very interesting

My headphones
They saved my life
Your tape
It lulled me to sleep (to sleep, to sleep)

I’m fast asleep now
I’m fast asleep

My headphones
They saved my life
Your tape
It lulled me to sleep

– Björk, “Headphones”

you make me sick

Musica dark, cupa, elettronica, cerebrale, fredda, nitida. E’ tutto quello che voglio ascoltare per ripulirmi da tutto questo luridume di gossip che mi circonda, gente che non rispetta i miei spazi, che non mi conosce e vuole ugualmente dire la sua sul mio conto, inventando. Non vedete che la fine inevitabile è vicina e che rimarrete travolti da tutta la merda che avete seminato in giro. Vite assolutamente inutili ed irrilevanti, ignoranti, rumorose. Mi fate pena. Anzi, mi fate vomitare. Anche le budella. PUAH.

Proposito per l’anno nuovo: continuare ad essere selettiva.

Pipe down baby, why so fake loud?
You’ve lied now ten thousand times
It’s show business anyhow
Why don’t you put that tongue back in your mouth

You make me sick, sick, sick, sick, sick, sick, sick sick sick sick

Where’d you get all the attention?
Your dad’s money too base to mention?
His coattails are looking worn
You’ve had a nice ride, that’s for sure
Better thank your brain-dead clientele for all the money that you’ll spend in hell

You make me sick, you make me, you make me so, you make me so sick sick sick, sick. oh!
You make me sick, sick, sick, sick, sick, sick, sick sick sick sick

Wanna percent of every nation
You’re the type to rise to that occasion
Stole the race, no surprise there
The elevator always beats the stairs.

You make me sick, so sick, you make me sick, you make me sick, so sick you make me so sick. woah!

On a golf cart…wearing some uniform…bombing in the night-time…lying on tv…
woooah-woah-oh-oh you make me sick, sick, sick, sick, siiiiiiiiiiiiiick.

Le Tigre, “Seconds”

younger than we’re ever gonna be

Continua la fase Regina Spektor. Nella pigrizia post-natalizia non ho fatto altro che leggere, scrivere, ascoltare musica, guardare Fringe e giocare con i gatti.

Ho scovato un blog che mi è piaciuto parecchio, ricordandomi a tratti il mio medesimo con chicche degne dell’oracolo. Purtroppo per me (ma forse fortunatamente per lei), l’autrice ha deciso di chiudere i battenti qualche mese fa. Un vero peccato. Vi consiglio caldamente la lettura di questa immaginaria recensione di Pronoia, il libro di Rob Brezsny - lui l’apprezzerebbe. Questo è solo un assaggio:

Chi ha letto il libro dice che è una stronzata new age e io non faccio fatica a crederlo. Così ho pensato che invece che leggerlo me lo immagino. [...]

Applicando alla metafisica quello che ho imparato in analisi, ho pensato che l’esitenza di Dio non è un problema mio, se mai è un problema di Dio. Io posso scegliere un’opzione o l’altra, anche solo tirando la monetina. Ma che vita più bella sarebbe a poter pensare che l’universo ha un senso? Che è ordinato, che le cose succedono per un motivo. E anche che tutto l’universo mi ama. Tanto nessuno potrà mai dimostrarmi il contrario.

Ciò detto, beccatevi questa vecchia e inedita canzone di Regina, brindando virtualmente all’imminente fine del periodo natalizio e del periodo festivo in generale. Bye bye renne alberi luci felicità doni pandori e stronzate. Dai che ce l’ho fatta a non tagliarmi le vene come Richie Tenenbaum.

I must have left a thousand times
But every day begins the same
Cause there’s a small town in my mind
How can I leave without hurting every one that made me?
How can I leave without hurting every one that made me?

Oh baby, baby it’s all about the moon
I wish you wouldn’t have broken my camera
Cause we’re gonna get real old real soon

Today we’re younger than we’re ever gonna be
Today we’re younger than we’re ever gonna be
Today we’re younger than we’re ever gonna be

Stop! Stop, what’s the hurry?
Come on baby, don’t you worry worry
Everybody not so nice nice
Everybody not so nice nice
Stop! Stop, what’s the hurry?
Come on baby, don’t you worry worry
Everybody not so nice nice
Everybody not so nice nice

I thought you ought to know by now
I thought you ought to know by now
Everybody not so nice nice
Everybody not so nice nice

Oh baby, baby, baby, baby, baby, baby
it’s all about the moon

I must have left a thousand times
But there’s a small town in my mind
How can I leave without hurting every one that made me?
How can I leave without hurting every one that made me?

Regina Spektor, “Small town moon”