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corvo rosso non avrai il mio scalpo

Mio padre aveva una strana passione per i pellerossa, i film western e gli annessi violinisti di bordello. E io ora non posso più nemmeno vedere la pubblicità in TV di “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” senza farmi prendere dalla malinconia.

Mi interrogo sul coraggio di continuare ad avere fiducia nelle proprie scelte, non avere paura di sbagliare, non avere paura che tutto vada a rotoli. Anche, sul senso di responsabilità che ormai sono in pochi ad avere, perché oggi è molto più facile volere tutto e subito, usa e getta, compra compra compra vestiti e scarpe da usare una volta sola perché viva le novità e abbasso la ripetizione e la quotidianità. Anche io a volte sono così. Sono cresciuta in questa società anche io, dopotutto.

Gli stereotipi in cui tutti prima o poi incappiamo, l’ossessivo confronto con le immagini preconfezionate che ci trasmettono la TV e i media. E, dall’altra parte, sapere che in ogni momento butterei via tutto quanto, senza ripensarci un attimo, per un modo di vivere diverso.

Paure ataviche, soprattutto la paura – quasi superstizione – che il karma negativo torni a cercarmi, la consapevolezza che prima o poi tutti i conti si pagano. Ma quand’è che si può essere certi di aver saldato tutti i debiti e di avere finalmente la coscienza a posto? Io per sicurezza mi flagello un po’ più a lungo, elargisco un po’ di più al mondo esterno, ché e meglio essere a credito che a debito.

Post criptici che a volte ritornano, come le insicurezze, le paure e la voglia di staccare la spina.

Gocce che fanno traboccare vasi, cose insignificanti che attirano a se magneticamente tutte le briciole circostanti diventando macigni ingombranti.

Ma per fortuna c’è un punto fermo - come l’origine del pendolo - un centro di gravità dove mi rifugio ultimamente, per non cadere. Basta poco a volte. Un poco che era tanto, e invece che scomparire ha fatto come una supernova: ha lasciato dietro di sè un sacco di polvere di stelle e un minuscolo punto immutabile e densissimo.

corvo-rosso

edizione straordinaria…

Dopo una settimana tappata in casa con l’influenza, 2 film e 2 libri dopo, rieccomi qui, con tante idee balzane – vecchie e nuove – per questa primavera che stenta a decollare. Un vecchio regime alimentare anti-intolleranze riscoperto in una veste nuova  e molto trendy (così pare), una tempesta in un bicchier d’acqua che sembra si stia calmando e che forse si concluderà tra 2 settimane esatte, le solite paure che ritornano e la voglia di ignorarle e andare avanti.

Sono innamorata e felice. Seguiranno i dettagli… :-)

remember, remember the 4th of november

Cari lettori del mio insulso blog,

oggi sono troppo stanca per scrivere le solite cose fintamente ispirate, un po’ rapite e scarsamente interessanti, quindi scriverò delle cose del tutto irrilevanti in modo noioso.

Prima cosa: oggi è il compleanno di mio marito, da cui però mi sono separata, ed è anche l’anniversario di matrimonio dei miei genitori, dei quali però uno è morto. Stranamente, però, sono piuttosto allegra :-)

Seconda cosa: ho mangiato tantissimo a pranzo e mi sento leggermente inchiummata, come direbbero delle mie amiche di chiara origine sicula. Ho cucinato (per tre): riso basmati, tofu a tocchetti saltato nel wok con spinacini freschi, uvette, pinoli, tocchetti di pera e un sacco di curry, poi insalata e pomodori dall’orto di mia nonna ed infine una tigella (vegan) con nutella (non vegan). Come direbbero nei fumetti… GURGLE!!

Terza cosa: mi fa sempre piacere ricevere dei complimenti, o sentire dei commenti che andando a tradurli si rivelano essere complimenti. Boh, non fatemi elaborare, comunque è così! W i complimentini!

Quarta cosa: qui a Pavia piove tantissimo e sinceramente non ne posso più. Quando cazzo smette?? Mi si arricciano troppo i capelli ed è una cosa che non tollero.

Quinta cosa: forse oggi dopo il lavoro, con spirito masochista, cederò alla tentazione di entrare in tre negozi che sono drammaticamente collocati sulla stessa via del centro, uno affianco all’altro. Vestiti, ancora vestiti, scarpe, accessori, stivali, borsette. Dopotutto si sa che ogni tanto noi donne abbiamo bisogno di gratificazioni!

Sesta e ultima cosa: ho voglia di rivedere V per Vendetta, o anche Kill Bill 1+2.

Arrivederci e a presto,
G.

natalie_portman___v_wie_vendetta

ingredienti per un anime di successo

Lunedì sera ho visto il film di Cowboy Bebop e ho constatato che sono pochi gli ingredienti fondamentali di un anime di successo:

  • esplosioni fragorose con nubi di polvere e fumo che sembrano panna montata
  • scia prodotta da un mezzo volante che plana sull’acqua
  • il vento che muove i fili d’erba
  • marciapiedi / muri crepati
  • macchine / moto rombanti che scorrazzano per autostrade congestionate
  • qualcuno che mangia dei ramen istantanei con le bacchette
  • qualcuno con delle brutte cicatrici molto evidenti
  • i cattivi con le spalle larghissime e quadrate, i capelli quadrati, che fumano
  • la fine del mondo incombente
  • l’unica persona che hai sempre amato e che ti ricambia ma non lo sapevi muore
  • tipe esili con tette enormi in magliette striminzite che rischiano di scoppiare da un momento all’altro
  • tipe esili con tette enormi che saltellano agilmente qua e là
  • tipe esili con tette enormi che maneggiano pistole enormi
  • la silouhette di un tizio filiforme con i capelli lunghi che si staglia contro il tramonto

perle ai porci

Uno spicchio di luna che spunta tra le nuvole. L’odore dei fumogeni sotto il palco. I bassi che mi avvolgono a mezzo metro dalle casse. Le sigarette che non hanno più sapore, i drink che non sanno di niente, e tutto il giorno non ho mangiato nulla, ma non ho fame.

Un film un po’ triste e molto romantico, la pioggia che scroscia fuori dalla finestra. Da sola sulle mie lenzuola color indaco, con addosso una felpa blu e la sciarpa di lino color turchese sulla sedia… io che non metto mai il blu o l’azzurro e ora ne sono circondata.

Io che voglio dire di no, e invece riesco solo a farmelo dire, e vorrei essere immune a questo monosillabo. Ma, a quanto pare, nell’imperscrutabile legge del karma, a volte bisogna dire di no anche se si vorrebbe dire di sì…

Le verdure croccanti e saporite e la sensazione di benessere che solo riso e lenticchie mi sanno dare.

Guardare il fiume che scorre seduta su una panchina, ricordare fatti e parole e odori e suoni, quando l’unica cosa a cui posso aggrapparmi è il passato, e il presente e il futuro mi danno le vertigini.

Le volte in cui avrei voluto restarmene zitta, e le volte invece che avrei voluto dire di più. E quella voglia irrazionale a cui faccio fatica a resistere. Frasi che hanno senso solo per me, ma vorrei tanto che avessero un significato anche per altri. Parole scritte tra le righe, e chissà se qualcuno mai le leggerà.

Un vaso di vetro pieno di chiavi abbandonate, e sono d’accordo che non sempre basta avere la chiave per aprire una porta, a volte certe porte si chiudono per sempre.

E continua a fare un gran freddo, si intravedono le stelle nella notte, tra le nuvole, e quasi mi aspetto di vedere Orione alta nel cielo come a dicembre. Più che un frappé, ci vorrebbe una cioccolata calda.

Le persone che ti prosciugano; ma l’importante è essere come un succhia-succhia-che-mai-si-consuma (Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: versione 1971 forever!), dare perle ai porci non è un problema se hai una riserva inesauribile di perle. Toh, prendetene ancora.

Mi sono tolta un po’ di sfizi: caipirinha e salamella, amaro Montenegro e crêpe. Perché da domani voglio provare a prendermi una pausa sabbatica dalla tossicità della mia vita recente, diciamo fino a fine mese, o finché riesco a resistere.

Sogno ad occhi aperti, oltre che ad occhi chiusi…

“Che cosa vuoi da me?” Se non volessi niente, tutto sarebbe più facile, forse; se avessi anche la tua risposta a questa domanda, almeno qualcosa sarebbe più facile.

Ho tanta voglia di sorridere, ma oggi non sarei convincente.

Elizabeth: I guess I’m just looking for a reason.
Jeremy: From my observations, sometimes it’s better off not knowing, and other times there’s no reason to be found.
Elizabeth: Everything has a reason.
Jeremy: Hmm. It’s like these pies and cakes. At the end of every night, the cheesecake and the apple pie are always completely gone. The peach cobbler and the chocolate mousse cake are nearly finished… but there’s always a whole blueberry pie left untouched.
Elizabeth: So what’s wrong with the blueberry pie?
Jeremy: There’s nothing wrong with the blueberry pie. Just… people make other choices. You can’t blame the blueberry pie, just… no one wants it.

– dialogo da “My Blueberry Nights