Archive for the ‘magic’ Category

google wave

Edizione straordinaria!

Stamattina mi è finalmente arrivato il tanto atteso invito a Google Wave!! Per quello che ho visto finora, è una figata intergalattica. Forse perché sono nerd, non so. O forse perché fa delle cose intelligenti  che nessun altro software fa.

Mentre traffico un po’ su questa nuova piattaforma, guardate la presentazione abbreviata di 7 minuti e mezzo su YouTube.

P.S. Se ci siete anche voi, aggiungetemi ai contatti: giulia.zanchi AT googlewave.com

avocado blues

Ieri tra i miei feed ha fatto capolino un post dal titolo evocativo “avocadismi“, in cui la brava Elena ci racconta di come ha deciso di provare a far germinare e quindi germogliare un seme di avocado nel tepore del suo appartamento, provando una tecnica diversa dalla solita immersione in acqua (che, a quanto pare, non dà sempre ottimi risultati) (io perlomeno ci ho provato una volta e non ha funzionato).

Seguendo poi un link proposto nel suo articolo, mi sono ritrovata ad ammirare i racconti di un altro blogger-orticoltore che coltiva in Liguria piante tropicali come guava, mango, litchi, avocado e carambola (o “starfruit”).

Frutti tropicali a pochi chilometri da casa?? Il paradiso!! Hey, potrei mangiare frullati di mango, spremute di longan (o occhio di drago) e toast con burro d’arachidi e avocado tutti i giorni senza sentirmi in colpa per aver comprato prodotti non locali e decisamente non di stagione. Pensateci un attimo… WOW.

Sarò solo io, ma da quando sono stata alle Hawaii ho sviluppato una dipendenza assoluta dalla frutta tropicale (papaya e avocado in cima alla lista) e non riesco ad immaginare nulla di più buono del mochi di cocco e maracuja (o frutto della passione) o degli involtini di ice-cream banana fritti con salsa piccante che ho mangiato al farmer’s market di Waialua. OK, forse sto esagerando.

Però andate a visitare questo blog, è davvero bello vedere queste piantine tropicali farsi strada anche nei nostri climi temperati. Un po’ come le orchidee rampicanti selvatiche che ho trafugato dalla fattoria di Bill per portarle a mia madre (nota estimatrice di orchidee nonché pollice verde). Dopo un periodo in cui sembravano solo dei legnetti morti hanno iniziato a buttare fuori radici, germogli, e anche foglie! Chissà se arriveranno anche i fiori? Conoscendo mia madre, e considerando che le orchidee sono in effetti delle piante parassite molto resistenti, direi proprio di sì :-)


(immagine presa da qui)

le idee del lunedì #4

Ma come, è già lunedì?? Questa settimana è letteralmente volata!

Tra il nuovo gattino (arrivato lunedì scorso!), un piccolo intervento del fidanzato, la visita dei parenti e ovviamente anche il lavoro che col passare del tempo si fa sempre più impegnativo, beh, le varie cose che avevo iniziato a scrivere sono rimaste in “draft”…


Macchia, il mio micione tutto nero di 4 anni e 1/2


Lenin, il gattino appena arrivato, di circa 3 mesi

In compenso, senza troppi sforzi, ho totalizzato un fantastico 100% sulle idee de lunedì della settimana scorsa! A voi com’è andata?

Per la settimana appena iniziata, vorrei proporvi una lista di idee più breve, ma a tema. Fatemi sapere che ne pensate!

1. Fare una lista  di desideri da realizzare su 43things.com

Non siete ancora iscritti? Allora fatelo subito! Questo sito molto carino permette di scegliere (al massimo) 43 cose che si vorrebbero fare, prima o poi. Possono essere obiettivi vicini o lontani, piccoli o enormi, facilmente realizzabili o estremamente complicati.

Se siete già iscritti (come me), perché non andare a rivedere un po’ le mete che vi eravate prefissati? Magari sono ancora valide oppure avete cambiato idea su qualcosa… Se siete curiosi, andate a vedere la mia lista su 43things.com.

2. Scoprire quello che si vuole fare veramente nella vita

OK, detto così potrebbe sembrare un obiettivo un po’ troppo ambizioso. Ma in fondo, perché non essere ambiziosi?

E’ da un po’ che mi riprometto di completare gli esercizi di un ebook molto bello e illuminante che ho letto: “Achieving your goals” di Paul Myers“. In queste pagine, Paul Myers spiega come individuare i propri sogni e obiettivi e anche come realizzarli, o almeno come farsi un’idea del percorso da fare per realizzarli, anche grazie ad alcuni esercizi mirati che propone in un workbook allegato.

Si tratta di esercizi piuttosto impegnativi e un po’ logoranti, ossia mettere nero su bianco quello che vorremmo realizzare e confrontarlo inevitabilmente con quello che abbiamo realizzato finora. Non è facile e nemmeno troppo piacevole, ma credo che potrebbe rivelarsi molto utile, con risultati inaspettati.

In particolare, propone un esercizio molto efficace, ossia di raffigurarsi un obiettivo (o sogno) come se fosse già realizzato, e immaginarsi di raccontare a qualcuno come è stato possibile realizzarlo, nei minimi dettagli. Provateci, è veramente impressionante!

Vi consiglio di scaricarlo, è gratis!

3. Scoprire la propria vocazione

Ossia scoprire che cosa ci rende veramente felici nella vita. Anche questa idea non sembra molto realizzabile, detta così. Per fortuna che c’è Steve Pavlina che nel suo articolo “How to discover your life purpose in about 20 minutes” ci guida nella scoperta di quello che ci rende felici nella vita, il nostro scopo. Anche qui, si tratta di scavare molto a fondo, sviscerare idee, abbandonare le sicurezze e scoprire cose che magari facciamo di tutto per nascondere.

Non so voi, ma a volte trovo molto più facile andare avanti come un automa sicura della mia routine quotidiana, piuttosto che deviare percorso o anche solo fermarmi per guardarmi attorno con attenzione.

L’abitudine è un nemico subdolo. Per dirla con Proust: “Viviamo, di solito, con il nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà resta addormentata, riposando sull’abitudine, che sa quello che c’è da fare e non ha bisogno di loro.”

Il mio proposito è quindi di ritagliarmi finalmente il tempo necessario per completare l’esercizio di brainstorming che suggerisce Steve Pavlina, per fare un po’ di chiarezza su quali sono le strade che dovrei cercare di seguire per raggiungere la felicità.

4. Pensare ai propri obiettivi ogni giorno

Trovo che ripetere mentalmente, come una specie di mantra, la lista dei propri obiettivi alla lunga aiuti a realizzarli.

Ogni giorno, o anche più volte al giorno, dirigete il pensiero a qualcosa a cui state lavorando, che volete completare o che non avete ancora trovato la forza per iniziare.

Ogni giorno, ricordate a voi stessi quali sono le cose importanti e quali invece le cose non importanti.

Se avete una meta, ripetetevi mentalmente ogni giorno i motivi per cui volete raggiungerla. Siate positivi, incoraggiatevi, ditevi che ce la farete, che ce la state facendo, che la meta è vicina.

Motivatevi positivamente ogni giorno. Sembra un consiglio un po’ stupido e molto anni ’80, ma la motivazione è una forza inarrestabile. Pensateci: invece che buttarvi giù e auto-sabotarvi, perché non provare a incanalare le energie per auto-celebrarvi e motivarvi a farcela?


(immagine presa da qui)

il paradiso non esiste. o forse sì?

Negli ultimi tempi, mi capita spesso di finire su blog che parlano di come inseguire i propri sogni. Scoprire che cosa vorremmo veramente fare nella vita e farlo. Sezionare le nostre giornate, attività, amicizie, interessi, eccetera e trovare la chiave giusta per cambiare direzione.

Per esempio, oggi sono capitata su un blog molto carino, e ho pensato che la ragazza che lo scrive è davvero molto fortunata. Fa un bel lavoro, ha viaggiato parecchio, ha un marito fantastico, ha appena avuto una bambina. Abita in New Mexico, nel bel mezzo del nulla. Leggendo questo post, non ho potuto fare a meno di confrontare la descrizione di questa sua giornata con una qualsiasi delle mie.


(il post originale lo trovate qui)

Se non vi capita mai di farvi certe domande, probabilmente avete già realizzato buona parte dei vostri sogni.  Smettete di leggere questo post immediatamente e mandatemi un’email spiegandomi il più dettagliatamente possibile come avete fatto :-) Grazie!!

Se invece anche voi – come me – non siete proprio convintissimi di essere sulla strada giusta verso la felicità, proseguite con la lettura.

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è l’una di notte e tutto va bene

L’una di notte e ancora non riesco a decidermi ad andare a dormire. Una cena preparata meticolosamente (maki sushi in quantità, di riso bianco e anche integrale a chicco corto, il mio preferito), ma non del tutto soddisfacente. Tè kukicha freddo, anche se avrei preferito oolong ghiacciato. Qualche biscotto oreo mentre guardavo un film in dvd, così, tanto per. Un film banale, peraltro. Un occhio allo schermo, l’altro alla mia nuova credenza, il gatto sulla spalla. L’odore di henne che arriva ogni tanto dai miei capelli. E’ così che va, oggi ero sola in casa e ho cercato di riempire i vuoti facendo cose che mi piacciono, lunghe ed elaborate. Domani sera magari mi metterò a cucire un copriletto.

Ed eccomi qui stravaccata sul mio nuovo divanetto verde con fiori bianchi, ad ascoltare il silenzio della notte, guardarmi attorno in questa casa così stranamente deserta. Si sta bene da soli, certo, l’ho sempre detto. Ma fino a quando?  Arriva il momento di scegliere, rinunciare a delle cose in favore di altre. Le possibilità sono infinite, ma scegliendone una tra le tante la strada si restringe bruscamente. E’ così che funziona. Si può cambiare strada poi, ma il tempo non è infinito. E io, a che cosa sono disposta a rinunciare?

Tra le cose che avrei voluto fare (così, idealmente, sulla carta), mi rendo conto che molte rimarranno per sempre fuori. Mi spaventa pensare che magari alcune di quelle che ho sempre dato per favorite alla fine non si realizzeranno. E non ho più la spensieratezza dei 16 anni per poter dire “sarà quel che sarà” senza pensarci veramente. E se non riuscissi mai a schiodarmi da questo lavoro da amanuense dei tempi moderni? E se fossi condannata a passare le giornate dietro uno schermo da 15″ (o poco più) a vita? E se non vedessi mai l’aurora boreale, se non tornassi mai più nelle isole del pacifico? Se il mondo finisse domani, me ne andrei con il cuore in pace? La risposta, evidentemente, è un NO a caratteri cubitali e fluorescenti, lampeggianti. No, no, no e no, purtroppo.

Insomma, come ha detto Steve Jobs quella volta in quel discorso, questo è il momento in cui dovrei farmi delle domande e cercare di trovare delle risposte. Prendere un bel respiro e fare qualcosa per cambiare quello che non mi soddisfa. Come dice il tizio in quella vignetta di xkcd, quand’è che abbiamo dimenticato i nostri sogni?

Sono stata a Copenhagen quest’estate, per la prima volta dopo circa 8 anni, dopo averci vissuto per ben due anni. Mi è sembrata una città completamente diversa. Mi sono chiesta se piuttosto non fossi io diversa. Credevo di essere sempre la stessa, in realtà, ma non è così. Non è così. Non ho più 23 anni, e il tempo corre, vola proprio. Ho fatto tante cose, ma nulla di sostanziale. Ho cambiato tante cose, ma muovendomi come in un moto circolare, anzi diciamo più elicoidale, andando avanti ma in modo un po’ tortuoso. E infatti spesso quando mi fermo ho un leggero senso di vertigini.

Mi piaceva tanto andare in Sardegna, ma ora che mio padre non c’è più e che tante cose sono cambiate, non riesco a ritrovare lo stesso sapore, non riesco nemmeno più a sentire così bene il profumo di mirto nell’aria. Anche in spiaggia, mi sono ritrovata a pensare a qualcos’altro, a un altro posto, un posto in cui per uscire dall’acqua si deve combattere contro la marea e in cui di notte di stelle se ne vedono tantissime. E vi assicuro che da quella spiaggia in Sardegna, in una notte senza luna, se ne vedono parecchie.

Insomma, sempre a pensare ad altro, mai a godermi il momento. Quasi mai, almeno. Non ora, di sicuro. Ma non so proprio cosa fare. Si accettano suggerimenti. Questa sensazione di buttare via il tempo, questo umore negativo latente che non si spiega. L’indecisione perenne che si riaffaccia, e mi fa paura. C’è stato un periodo in cui non ero in grado di scegliere tra due cose qualsiasi, e non è stato certo il mio periodo migliore.

E così, caro Steve Jobs, dimmi che cosa devo fare per metabolizzare i tuoi consigli. Magari sei anche tu uno di quelli che predicano bene e razzolano male. Come me, per capirci. Tante belle parole, pochi fatti. Ottimi consigli dispensati a destra e a manca, nemmeno mezzo consiglio sensato seguito dalla sottoscritta.

Una e tre quarti, e l’unica cosa che è cambiata è che ora c’è un caldo devastante dovuto alla batteria del portatile. Sonno, neanche l’ombra. E domani, un altro giorno. Solite cose, soliti appuntamenti, soliti programmi.

Quello che vorrei è uscire da questa fottuta routine. Ma non basta volerlo, come peraltro direi a chiunque (tranne a me stessa). Ci vorrebbero delle occasioni da cogliere. Per il momento, qui, non succede niente.

Spero solo, ingenuamente, di scrivere un post profetico come già altre volte, e attirare da queste parti il vento del cambiamento. Facciamo pure anche un tifone.