Archive for the ‘magic’ Category

a brave new world

Eccomi qui di nuovo, dopo una lunga (parzialmente giustificata) assenza.

Dall’ultimo post, nell’ordine, sono successe le seguenti cose:

1. Ho compiuto gli anni. Non aspettatevi che vi dica quanti, ma sicuramente più dell’anno scorso! Ad ogni compleanno non posso fare altro che stupirmi di quanto vertiginosamente crescano le cifre convenzionalmente associate all’età, e mi interrogo su quali siano le cose che la società si aspetta da una persona dell’età in questione. Non trovando corrispondenze sensate tra quello che sono e che faccio e gli schemi tradizionalmente accettati, rimando la questione al prossimo compleanno… [potrei qui inserire il concetto di età asintotica illustrato qualche giorno fa da un mio collega]

2. Ho concluso il corso di cucina naturale e macrobiotica alla Sana Gola di Milano. Bello! Mi sono già candidata come assistente in cucina, in attesa del prossimo autunno quando finalmente potrò ricominciare a seguire i corsi, diplomarmi cuoca e conquistare il mondo a suon di cereali integrali e verdure pressate! OK magari iniziando da menu più golosi come ad esempio quello di ispirazione cinese proposto da Federica Ferrari per il prossimo sabato.

3. Ho fatto una consulenza privata con Martin Halsey, che dall’alto dei suoi 2 e passa metri di altezza mi ha infuso un enorme senso di pace, calma e serenità. Ha diagnosticato il mio unico intoppo di salute (senza vedere gli esami del sangue!) e mi ha detto che devo evitare i prodotti da forno, l’olio crudo e i cibi troppo dolci e troppo yin come yogurt di soia e frutta cruda (oltre a zucchero e latticini, che già sapevo). Prossimamente la messa in pratica…

4. Ho lasciato Funambol, dove ho lavorato per quasi tre anni come unica Technical Writer. Che dire? La vita continua.

5. Ho iniziato una nuova avventura lavorativa in Neptuny, sempre come unica Technical Writer. OK, non ho molta fantasia :-)  

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Ending is better than mending. The more stitches, the less riches.
- Aldous Huxley, “Brave New World”

Insomma, alcune cose finiscono per lasciare spazio a nuovi inizi.

Ultimamente, complice il compleanno, ho pensato parecchio agli anni passati, che dal 2006 ad oggi sono stati ricchi di eventi - belli e brutti. Molte situazioni sono arrivate alla fine, tante novità completamente inaspettate si sono fatte trovare sul mio cammino. Mi sono sposata e poi separata. Mio padre è morto e recentemente anche la mia amatissima nonna. Mi sono trasferita in un’altra città e ho comprato casa. Ho cambiato lavoro, fatto tante nuove amicizie. Sono riuscita ad andare alle Hawaii, ho ritrovato la strada verso un’alimentazione più naturale, macrobiotica e vegan.

Tirando le somme, posso dire di aver imparato le seguenti cose:

  • col tempo, tutto passa
  • è impossibile trattenere le cose
  • nuotare controcorrente non serve
  • non esistono verità buone per ogni stagione
  • vale sempre la pena di dare tutto, senza riserve
  • bisogna farsi forza anche quando sembra che tutto sia perduto, guardare avanti e ricominciare
  • è importante non smettere mai di fare domande, che le risposte prima o poi arrivano

Bridate dunque virtualmente con me a questo ennesimo giro di ruota, aspettando fiduciosi quello che ci riserverà il domani.

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(immagine presa da qui)

letargo? sì grazie

Sono in letargo. Una specie di sonno della ragione che presto genererà mostri. O forse un sonno dei giusti. Perché non ho quasi mai torto, dopotutto. Se fossi una studentessa di Hogwarts sicuramente sarei una secchia come Hermione. A quel punto potrei usare il giratempo per riavvolgere i giorni e non ritrovarmi il 13 gennaio ancora in alto mare. (P.S. Questa frase che ho appena scritto mi ha fatto venire in mente un libro che non ho ancora letto: “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Qualcuno l’ha letto?) Potrei fare anche altre figate come trasformarmi in altre persone e sfogliare libri maledetti, oltre naturalmente a vivere in un castello incantato senza assilli triviali come la rata del mutuo e la lettiera del gatto. Ma non è così.

Sognate anche voi per un po’ di essere apprendisti stregoni: vi terrà impegnati fino all’uscita del mio prossimo, inebriante post.

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e da oggi, anche su liquida

Cari lettori semi-abbandonati, è con una certa emozione che vi comunico che oggi uscirà il mio primo articolo per il magazine di Liquida! Approfitto per ringraziare chi mi ha proposto questa collaborazione dopo aver letto il mio post di lamentela sulla collaborazione sfumata con Blogosfere.

“Ma come,” – mi direte – “non hai appena finito di scrivere che il multitasking ci ucciderà?” Ebbene sì… che io possa essere per voi esempio vivente del detto “predica bene e razzola male” :-)

In ogni caso, a Babbo Natale – oltre ai soliti amore, felicità, salute e ricchezza – ho chiesto anche un po’ di determinazione in più, per riuscire ad organizzarmi meglio e fare tutto quello che vorrei fare più serenamente, con più decisione e meno sprechi di tempo ed energia.

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(foto presa da qui)

MEOWY CHRISTMAS!

google wave

Edizione straordinaria!

Stamattina mi è finalmente arrivato il tanto atteso invito a Google Wave!! Per quello che ho visto finora, è una figata intergalattica. Forse perché sono nerd, non so. O forse perché fa delle cose intelligenti  che nessun altro software fa.

Mentre traffico un po’ su questa nuova piattaforma, guardate la presentazione abbreviata di 7 minuti e mezzo su YouTube.

P.S. Se ci siete anche voi, aggiungetemi ai contatti: giulia.zanchi AT googlewave.com

avocado blues

Ieri tra i miei feed ha fatto capolino un post dal titolo evocativo “avocadismi“, in cui la brava Elena ci racconta di come ha deciso di provare a far germinare e quindi germogliare un seme di avocado nel tepore del suo appartamento, provando una tecnica diversa dalla solita immersione in acqua (che, a quanto pare, non dà sempre ottimi risultati) (io perlomeno ci ho provato una volta e non ha funzionato).

Seguendo poi un link proposto nel suo articolo, mi sono ritrovata ad ammirare i racconti di un altro blogger-orticoltore che coltiva in Liguria piante tropicali come guava, mango, litchi, avocado e carambola (o “starfruit”).

Frutti tropicali a pochi chilometri da casa?? Il paradiso!! Hey, potrei mangiare frullati di mango, spremute di longan (o occhio di drago) e toast con burro d’arachidi e avocado tutti i giorni senza sentirmi in colpa per aver comprato prodotti non locali e decisamente non di stagione. Pensateci un attimo… WOW.

Sarò solo io, ma da quando sono stata alle Hawaii ho sviluppato una dipendenza assoluta dalla frutta tropicale (papaya e avocado in cima alla lista) e non riesco ad immaginare nulla di più buono del mochi di cocco e maracuja (o frutto della passione) o degli involtini di ice-cream banana fritti con salsa piccante che ho mangiato al farmer’s market di Waialua. OK, forse sto esagerando.

Però andate a visitare questo blog, è davvero bello vedere queste piantine tropicali farsi strada anche nei nostri climi temperati. Un po’ come le orchidee rampicanti selvatiche che ho trafugato dalla fattoria di Bill per portarle a mia madre (nota estimatrice di orchidee nonché pollice verde). Dopo un periodo in cui sembravano solo dei legnetti morti hanno iniziato a buttare fuori radici, germogli, e anche foglie! Chissà se arriveranno anche i fiori? Conoscendo mia madre, e considerando che le orchidee sono in effetti delle piante parassite molto resistenti, direi proprio di sì :-)

wild orchids hawaii
(immagine presa da qui)