Archive for the ‘lyrics’ Category

zavorre

Probabilmente sbaglio. Tutti mi dicono di fare diversamente. Ma sono testarda e cocciuta, e quindi farò a modo mio. E se sbaglio, amen. Altra acqua sotto i ponti, altre esperienze di cui fare tesoro. Per me arriva sempre prima o poi il momento di buttarmi qualche zavorra alle spalle. Questa volta ti è andata bene.

E ora chiudiamo definitivamente il fottuto capitolo depressivo 2009.

I’ve got a right to be wrong
My mistakes will make me strong
I’m stepping out into the great unknown
I’m feeling wings though I’ve never flown
I’ve got a mind of my own
I’m flesh and blood to the bone
I’m not made of stone
Got a right to be wrong
So just leave me alone

I’ve got a right to be wrong
I’ve been held down too long
I’ve got to break free
So I can finally breathe
I’ve got a right to be wrong
Got to sing my own song
I might be singing out of key
But it sure feels good to me
Got a right to be wrong
So just leave me alone

You’re entitled to your opinion
But it’s really my decision
I can’t turn back I’m on a mission
If you care don’t you dare blur my vision
Let me be all that I can be
Don’t smother me with negativity
Whatever’s out there waiting for me
I’m going to faced it willingly

I’ve got a right to be wrong
My mistakes will make me strong
I’m stepping out into the great unknown
I’m feeling wings though I’ve never flown
I’ve got a mind of my own
Flesh and blood to the bone
See, I’m not made of stone
I’ve got a right to be wrong
So just leave me alone

I’ve got a right to be wrong
I’ve been held down to long
I’ve got to break free
So I can finally breathe
I’ve got a right to be wrong
Got to sing my own song
I might be singing out of key
But it sure feels good to me
I’ve got a right to be wrong
So just leave me alone

– Joss Stone, “Right to be wrong”

it doesn’t really matter

If I could make it rain today
And wash away this sunny day down to the gutter
I would
Just to get a change of pace
Things are getting worse, but I feel a lot better
And that’s all that really matters to me

– The Counting Crows, “Amy hit the atmosphere”

Quando ripeti la stessa citazione per tre volte in un blog, e rileggere un post deprimente scritto in un periodo orribile ti infonde speranza,  ti viene il dubbio che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato da qualche parte.

Quando ti accorgi che dietro ogni angolo si nasconde un pozzo senza fondo, ha poca importanza se ormai hai imparato ad andare in giro con una torcia da minatore in tasca.

Quando certe cose non ti fanno più male ma ti lasciano solo un persistente senso di nausea, quasi inizi a credere di essere prossima al nirvana.

Quando la fine del tunnel la vedi ma non fa poi così tanta differenza, non hai poi così tanta voglia di camminare verso la luce, allora forse ti accorgi che non sei fatta per questo mondo.

Quando sai che le tue parole finiranno al vento, ti accorgi che in realtà non importa. O forse importava, ma è troppo tardi ormai.

Quando hai smesso di credere a oroscopi, dio e i santi, canzoni rock, promesse.

Quando non hai più niente, non vuoi più niente. Vorresti solo delle amiche, ma sono lontane. Vorresti un rifugio, ma hai imparato a tue spese che nessun luogo è sicuro. Vorresti tornare bambina, quando tutto era bello e colorato e nuovo. Vorresti vomitare anche le budella finché tutto il veleno che ti è stato inoculato non sia fuoriuscito.

Quando tutto va a rotoli, non resta altro da fare che abbandonarsi alla corrente e sperare di non annegare.

sweepstakes prize

You know all of my secret ideas
The ones I’m giving up on and the ones I’ll keep
and everybody sees a funny look in our eyes
’cause we know that we already won the sweepstakes prize

I’d tell you why but I don’t know
It’s simple and so complicated
I could walk all day on the railroad tracks
but there’s much more to it than that

saldi

Che dire? Sono quella che sono. Tendo a ripetere gli stessi errori, over and over and over again, per così dire. E ora che sto cercando di spezzare questo circolo vizioso, l’unica differenza che riesco ad apprezzare è la mia reazione quando mi accorgo di stare ancora ricalcando i miei passi, ossia una simpatica quanto metaforica auto-pacca sulla spalla, seguita da un innocuo sorrisetto tra me e me. Già, mi perdono, mi assolvo e mi riabilito. Poi però mi chiedo, ma ci sarà qualcuno là fuori disposto a fare lo stesso? Io mi conosco fin troppo bene e mi sopporto, a giorni anche mi piaccio, sempre di più se devo essere sincera. Però a volte mi sento veramente un puzzle un po’ troppo complicato. In fondo, non a tutti piacciono i giochi complicati, con una ripida curva d’apprendimento. Beh, ma vaffanculo. Non voglio semplificarmi per il beneficio altrui. A me piacciono i giochi complicati. I saldi sono finiti!!

if I told you things I did before
told you how I used to be
would you go along with someone like me
if you knew my story word for word
had all of my history
would you go along with someone like me

– Peter, Bjorn & John (feat. Victoria Bergsman), “Young folks”

you and your goddamn attitude

Bello accorgersi, a mesi di distanza, della correttezza delle proprie intuizioni.

“What doesn’t kill you makes you stronger”… e in effetti non sono morta, e forse sono davvero più forte. Non mi sono indurita, semplicemente che sono un po’ più immune a certe cose. Un po’ più, non del tutto. Perché certe cose fanno sempre male, faranno sempre male, ma forse si impara a sopportare meglio il dolore.

Non tutti i mali vengono per nuocere. Forse il dolore è davvero solo un segnale, un avvertimento, una cosa quasi positiva. Se non provassimo mai dolore, continueremmo a fare cose sbagliate e deleterie senza rendercene conto. In fondo, anche le cavie di laboratorio disimparano certi comportamenti per risparmiarsi inutili sofferenze. Forse il principio del dolore è più efficace del principio del piacere? Io credo di sì.

E’ un po’ come bere mezzo bicchiere d’acqua con 20 gocce di Novalgina: è talmente amaro che il sorso d’acqua che si beve dopo pare dolcissimo, tipo ambrosia. Tutto si trasforma nel suo opposto prima o poi, tutte le percezioni sono ingannevoli, soggettive, reinterpretabili, sempre. Cose che non ci piacevano poi ci piacciono, e viceversa. Cose che sembravano essenziali poi ci appaiono superflue. Cose che prima facevano un male cane ora fanno quasi ridere.

E mi sento così sollevata! Mi sono piegata ma non mi sono spezzata.

as a woman I was taught to always be hungry
women are well acquainted with thirst
yeah, we could eat just about anything
we’d even eat your hate up like love

(Bikini Kill, “Outta me”)

Sì, a volte ci comportiamo stupidamente, prendiamo quel poco che ci viene dato come se fosse qualcosa di raro e prezioso, quando invece magari si tratta solo di scarti e marciume. Ma forse non è stupidità, solo la dote speciale di voler vedere sempre il lato positivo delle cose, apprezzare quello che si ha, quello che si riceve. Ma accorgendosi che quello che arriva è intenzionalmente merda e non è invece il massimo che si potrebbe dare, beh allora è il momento di dire basta. Che cazzo, non sono una discarica!

you and your goddamn attitude
don’t make me feel so good
you think you are so swell
I think that you should rot in hell

(The Lulabelles, “Goddamn attitude”)

Avanti il prossimo…


(foto presa a prestito da qui)