Archive for the ‘love’ Category

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Mi sono innamorata di questa città. Sarà l’aria secca e pungente, che fa venire i capelli liscissimi. Saranno le foglie gialle e rosse, la gente che si incrocia per strada, il fatto che tutti camminano ovunque, i palazzi, l’odore della metropolitana. Tanti fattori, che non è che si possano proprio riassumere in qualche riga. C’è Central Park, che è un parco sterminato, misterioso ed incantevole. E poi è pieno di gente affascinante che parla qualunque tipo di lingua, mangia qualunque tipo di cibo… per chi mi conosce, questo già mette NYC in cima alla mia lista.

Sarà, ma l’altro giorno camminando per le vie della città mi è venuta una gran voglia di ascoltare Regina Spektor. E oggi, con la playlist dell’iPod ben rimpolpata e le cuffie ben ficcate nelle orecchie, mi sono rincoglionita nella mia bolla musicale camminando camminando camminando e camminando ancora, mimetizzandomi nella bolgia multietnica dello shopping post-Thanksgiving che è il cosiddetto “Black Friday”. Strade, incroci, negozi, parco, MoMA, metro: tutto in cuffia. Fantastico. Ascoltate anche voi, se vi va.

  • Regina Spektor, “Begin to hope”. La mia canzone preferita di oggi è “Better”!
  • Bjork, “Homogenic” e “Post”
  • Paul Kalkbrenner, “Berlin calling”. Me l’hanno passato e non riesco a smettere.
  • The Knife, “Deep cuts”. Idem.
  • Ladytron, “Light and magic”
  • Robots in disguise, “Get rid”
  • Feist, “The reminder”
  • Fink, “Distance and time”

P.S. Una tizia a Union Square oggi mi ha chiesto “are you Jewish?”. Le ho detto di no, sembrava un po’ dispiaciuta. Chissà che diavolo aveva in testa??

And the things that keep us apart
Keep me alive
And the things that keep me alive
Keep me alone
This is the thing

— Fink, “This is the thing”

marcondirondero

Quand’ero bambina, alle elementari, le mie ottime, fantastiche, adorabili maestre comuniste ci facevano fare un sacco di attività. Abbiamo partecipato alla manifestazione per la chiusura della fabbrica di armi nel quartiere, letto i giornali e commentato le notizie di attualità, fatto psicomotricità nell’ora di ginnastica, ritagliato e incollato i fotogrammi di pellicola nel corso di film, e cantato tante tante canzoni insieme.

Rita, Rossella, Noemi, Annamaria: grazie di avermi insegnato così tante cose, quando ancora ero troppo innocente per vederle con l’occhio cinico del poi, quando ancora ero abbastanza piccola da farle mie fino al midollo, in modo spontaneo e naturale. Grazie di avermi fornito uno scudo di protezione invincibile contro la cattiveria del mondo. “La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera / la terra è tutta un lutto, chi la consolerà? / Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori / i boschi e le stagioni con i mille colori.

Il P.C.I. non c’è più, Berlinguer non c’è più, Pertini non c’è più. Gli anni ’70 sono finiti e i cartoni di Hayao Miyazaki non passano più in TV. “Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più / viventi siam rimasti noi e nulla più. / La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera / ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Una fiducia incrollabile nel bene, una voglia esagerata di un mondo migliore. 34 anni e sono ancora qui, impigliata in un passato che non riesco a lasciarmi alle spalle, ancora alla ricerca di quella felicità che mi avete mostrato. Vorrei avere dei figli solo per poter insegnare loro gli stessi valori che voi avete insegnato a me, perché non vada tutto sprecato.

Se verrà la guerra, Marcondiro’ndero
se verrà la guerra, Marcondiro’ndà

sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?

Ci salverà il soldato che non la vorrà
ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà.

L’aeroplano vola, Marcondiro’ndera
l’aeroplano vola, Marcondiro’ndà.

Se getterà la bomba, Marcondiro’ndero
se getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l’aviatore che non lo farà
ci salva l’aviatore che la bomba non getterà.

La bomba è già caduta, Marcondiro’ndero
la bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro’ndera
siam belli o siam brutti, Marcondiro’ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggerà
siam furbi o siam cretini li fulminerà.

Ci sono troppe buche, Marcondiro’ndera
ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro’ndera
non potremo più giocare al Marcondiro’ndà.

E voi a divertirvi andate un po’ più in là
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi e le stagioni con i mille colori.

Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più
viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà…

- Fabrizio De Andrè, “Girotondo”


 (disegno preso in prestito da qui)

miles to go before I sleep

E’ scritto tutto altrove. La storia del veleno, il pozzo, le stelle, yoga nidra. I tarocchi, la luna, il sangue, le perle ai porci, il dolore, i ricordi, tutto quanto. L’amore e la fine dell’amore. C’è solo una persona che vorrei leggesse questo post e che penso potrebbe capirmi, e non è quella che pensate voi.

Prevedibilmente, ho già citato la poesia del titolo. E questo post, oltre che criptico, è anche profondamente autoreferenziale. L’ho già detto, non ho voglia di semplificarmi. Chi vuol capire capirà, anche perché i tasselli del puzzle ci sono tutti. L’universo è in ascolto, le risposte prima o poi arrivano.

(senza titolo)

Sonno disturbato, occhiaie. Lacrime più di quanto sembri possibile. Lexotan. Stomaco che non ne vuole sapere di cibo. Palpitazioni e affanno. Il cuore, che a visualizzarlo me lo immagino ingrossato e sanguinolento. Aggiungiamoci il tatuaggio che si scrosta, e abbiamo veramente, veramente un bel periodo di merda.

come essere zen, lezione 1 – l’impermanenza

Vi è mai capitato di incontrare delle persone speciali? Di quelle che entrano silenziosamente a far parte della vostra vita, riempiendo vuoti che non sapevate di avere, e che quando se ne vanno lasciano voragini incolmabili. Ultimamente, mi sono resa conto di sentire tantissimo la mancanza di tre persone in particolare, ossia la mia ex-psicologa, la mia ex-insegnante di yoga e il mio ex-gastroenterologo.

La mia psicologa è andata in pensione da poco, e non appena ho provato a “sostituirla” con un’altra mi sono accorta di quanto fosse unica, insostituibile e speciale. Con la nuova mi sono trovata così male che non ci sarà una seconda seduta :-(

La mia vecchia insegnante di yoga dava sempre spiegazioni approfondite prima, dopo e durante gli esercizi, era forte ma dolce, paziente e veramente molto brava. Andare a yoga era un appuntamento irrinunciabile. Purtroppo dopo l’estate (di 2 anni fa) non hanno più fatto il corso in quella palestra, e quest’anno l’hanno riattivato ma con un altro insegnante, uno sbarbatello che proviene da una scuola di yoga che sinceramente non mi piace per niente. Una vera delusione. Roberta, che fine hai fatto? Il risultato è che a Pavia non c’è nessun posto dove fare yoga come piace a me :-(

Per quanto riguarda il gastroenterologo, ci sono andata poche volte tanti anni fa, e pensavo che continuasse ad esistere là fuori da qualche parte, come un’ancora di salvezza per i momenti difficili. E invece ho appreso che non riceve più privatamente perché ha troppo lavoro come medico strutturato. E’ stato un duro colpo, volevo infatti tornare da lui per farmi consigliare su alcuni problemi e dubbi che ho, ma non è più possibile. Dr. Francesco Pincini, ti saranno fischiate sicuramente le orecchie in questo periodo perché ti ho pensato spesso :-(

Per non parlare di mio padre, che ormai manca da oltre due anni, e mia nonna, che se n’è andata circa un mese fa.

Così, con le figure di riferimento e gli appigli che diminuiscono pericolosamente, a volte mi sento veramente persa.

Però sono una ragazza forte e intelligente (ehm…) e quindi scaverò nella mia memoria per tenere vivi gli insegnamenti preziosi ricevuti, e non cercherò surrogati di qualcosa che non esiste più, ma nuove attività e persone che possano riempire vuoti che ancora non so di avere. O almeno distogliere l’attenzione da quello che ho perso…

A questo scopo, sto investendo parecchio interesse nel corso di meditazione zazen che proverò tra 2 settimane. Soprattutto dopo aver letto “Saltwater Buddha“, un libro bellissimo che parla di Hawaii, surf, ricerca del senso della vita e meditazione zen.

Per il resto, per cercare un po’ di conforto, ho ricontattato un’altra discepola del Dr.Pincini che ha gentilmente condiviso con me la sua esperienza personale, e prossimamente proverò anche a mettere in pratica il tutto. Lei poi è stata più fortunata, perché oltre a farsi curare dal suddetto dottore, ci ha anche scritto un libro sulle intolleranze alimentari.

Vi aspettavate qualche rimedio spicciolo contro il dolore e il senso di vuoto? Mi dispiace deludervi ma non esiste.

Il dolore e la perdita fanno parte della vita, e l’unica soluzione - almeno per me – è respirare, meditare, ringraziare per il tempo concesso e non aggrapparsi al passato. Lasciar scorrere via tutto, come acqua… altrimenti si rischia di ritrovresi in una palude melmosa piena di ricordi, rimpianti e tristezze da cui sarà difficile uscire.

Bisogna guardare avanti, o meglio guardare al presente. Perché esiste solo il presente.