Archive for the ‘insomnia’ Category

dear karen

Adoro le lettere, adoro le lettere d’amore, adoro le lettere ben scritte, adoro Hank Moody. Leggetevi questa, parla di una storia d’amore ambientata in una New York piena di gente e di colori, e guardatevi Californication (stagione 2, episodio 10). L’amore come non l’avete mai visto prima, l’amore per gente cinica disillusa autoironica cupa e autodistruttiva come me. L’amore che, nonostante tutto, è la cosa più importante.

Dear Karen,

If you’re reading this, it means I actually worked up the courage to mail it, so good for me.

You don’t know me very well, but if you get me started I have a tendency to go on and on about how hard the writing is for me. But this, this is the hardest thing I’ve ever had to write. There’s no easy way to say this so I’ll just say it, I met someone. It was an accident, I wasn’t looking for it, I wasn’t on the make, it was a perfect storm. She said one thing and I said another and the next thing I knew I wanted to spend the rest of my life in the middle of that conversation. Now there’s this feeling in my gut that she might be the one. She’s completely nuts in a way that makes me smile, highly neurotic, a great deal of maintenance required. She is you, Karen, that’s the good news. The bad  is that I don’t know how to be with you right now, and that scares the shit out of me. Because if I’m not with you right now I have this feeling we’ll get lost out there. It’s a big bad world full of twists and turns and people have a way of blinking and missing the moment, the moment that could have changed everything. I don’t know what’s going on with us and I can’t tell you why you should waste a leap of faith on the likes of me. But damn you smell good, like home, and you make excellent coffee – that’s got to count for something, right? Call me.

Unfaithfully yours,
Hank Moody

it’s the question that drives us

Trinity: I know why you’re here, Neo. I know what you’ve been doing… why you hardly sleep, why you live alone, and why night after night, you sit by your computer. You’re looking for him. I know because I was once looking for the same thing. And when he found me, he told me I wasn’t really looking for him. I was looking for an answer. It’s the question that drives us, Neo. It’s the question that brought you here. You know the question, just as I did.

Neo: What is the Matrix?

Trinity: The answer is out there, Neo, and it’s looking for you, and it will find you if you want it to.

worgen in the woods

Il sito ufficiale di WoW è impallato, si può solo scaricare Cataclysm.

Peccato che poi c’è la coda su Battle.net.

Una volta scaricato, è comunque impossibile accedere al realm.

Con un minimo di perseveranza, però, si aprono le porte dell’inferno.

Benvenuti in Cataclysm…

E ci sono proprio tutti dentro, tutti i miei amici nerd intendo. Gente che sclera in general (chat) e worgen di livello 1 che spuntano come funghi, al ritmo veramente di 2-3 al secondo. E’ la dura vita del giocatore di WoW. La Blizzard ha fatto proprio un bel colpaccio stavolta! A suon di 12.99 euro al mese + il prezzo del gioco e delle espansioni, direi che ne avranno da campare ancora per un bel po’. Per voi che aspettate Diablo III, c’è speranza. Prima o poi accontenteranno anche voi… intanto, rosicate pure.

countdown to armageddon

<warning>Questo post è da nerd.</warning>

Tra 4 giorni esce la terza espansione di World of Warcraft, Cataclysm. Per chi avesse vissuto nel Borneo tra i Penan fino a ieri, trattasi della fine di Azeroth. Azeroth sarebbe il mondo. Mentre ero a New York ho anche visto la pubblicità in TV, sotto gli occhi delle mie due ignare compagne di viaggio. Guardatevi lo spot. Eppure non faccio login da oltre un mese. Non so, ho delle emozioni contrastanti. Mi mette tristezza pensare ai Barrens e a tutti i posti irrimediabilmente sconquassati dalla catastrofe. Shimmering Flats inondato!! Niente più corse dei kart degli gnomi! Chi ci darà la quest di Gahz’rilla per ottenere la carota? Oddio, non avranno mica distrutto anche Zul’Farrak? o_O Beh, è davvero troppo. Da quando Cataclysm è stato annunciato, non riesco a darmi pace. Non sono preparata, non sono pronta a dire addio al mondo così come l’ho sempre conosciuto. Ricordo ancora il mio primo ingresso ad Ironforge, verso la fine del 2005. Palle di neve e grosse risate con Terygam (già fortissimo), Grunf e la mia Guna ancora vestita di stracci. Che dire? L’account non lo disattivo, non ci riesco. E’ peggio del crack, dicono. World of Warcrack, lo chiamano. Troppi ricordi. E anche se alla fine me lo sono fatto il chopper con Nanozza, avrò sempre ancora tanta, tanta strada da fare, traguardi da raggiungere, achievement da conquistare, quest stagionali da completare. Erbe da raccogliere, metalli da trasmutare, robe da farmare. E stavolta da sola, cari miei. E’ la mia costante dell’ultimo periodo. Sì, la catastrofe è arrivata e io sono sopravvissuta, tutta sola. Però che botta.

P.S. che Dio benedica chi si è premurato di conservare memoria di quello che fu, come ad esempio Project Save Azeroth.

take the A train

Mamma mia, sono proprio una stronza saccente settaria gigante. Ascolto “The Birds & The B-Sides” delle Shonen Knife di ritorno dal Blue Note, perché ne sentivo un po’ la mancanza. L’ho comprato da Skivhugget a Göteborg troppi anni fa, meglio non quantificarli. Sono una snob del cazzo. Con il morale leggermente risollevato perché prima una ragazza mi ha detto “wow, nice shoes! where did you get them!”, e il mio bisogno di approvazione è stato almeno parzialmente soddisfatto. Non tutto è una merda, non tutto è come sembra. Tranne il mio essere stronza saccente e settaria. Ma d’altronde le premesse c’erano tutte. Ascoltare Zorn doveva pur avere dei side-effects. Prima in versione klezmer (Masada) con un amico ebreo e poi in versione grindcore (Naked City) con un moroso musulmano. Tutti quei balletti alla Scala nell’infanzia, pomeriggi musicali al conservatorio nell’adolescenza, notti insonni a base di rave e drum and bass agli albori dell’età adulta dovevano in qualche modo lasciare il segno. Le versioni di greco e gli spartiti musicali. Proust e alt.2600. L’algebra. Non so, vi direi che è tutta colpa dei miei genitori. Ma sarei ancora più stronza e snob, perché lo direi con tono di compiaciuta superiorità intellettuale. Del cazzo. Cristo, sono veramente una insufferable know-it-all.

Torno martedì sera, per fortuna mercoledì mattina ho appuntamento con la psicologa. Chissà. Nella prossima vita vorrei reincarnarmi in un essere meno cerebrale. Che ne so, un albero. In questa vita devo ancora trovare chi mi possa sopportare e – perché no – sostenere e stimolare in modo non condiscendente. In realtà un paio di persone mi vengono in mente, ma per vari motivi sono lontane. Oggi ho fatto un sacco di strada a piedi, metro e autobus per raggiungere una bettola minuscola specializzata in ravioli a vapore nei meandri di Chinatown. Da sola, chiaramente. Chi diavolo potrebbe sbattersi così tanto per dei ravioli cinesi cotti al vapore e poi rosolati, con una sfoglia perfetta e trasparente ripiegata a mano e la salsina leggermente agra? Mi viene in mente una sola persona, a questo punto. Vabbe’, quel treno è passato. Avanti il prossimo, o così dicono. Intanto i ravioli me li vado a mangiare da sola, anche se mi piacerebbe farlo in compagnia. E ascolto la musica che mi fa stare bene, e mi compro tutti i libri oscuri che voglio, e vaffanculo vaffanculo cento volte a tutto il resto. E non ho paura di perdermi o di andare in giro la notte per i cazzi miei. Sono altre le cose che mi terrorizzano, cose più banali – e infatti non le scrivo. Aggiungerei fifona agli aggettivi di prima.