Archive for the ‘insomnia’ Category

contro la stupidità dilagante

Contro la stupidità dilagante, il lassismo, l’usa e getta, Lady Gaga, la superficialità, le cose dette con leggerezza e tanto per fare del rumore.

Pro invece Ilary Blasi, dopo aver letto la bella intervista su Vanity Fair di un paio di settimane fa. Pro Jessica Simpson, dopo aver visto il suo bel programma in cui cerca di far riguadagnare l’autostima a donne giovani e non. Pro i miei gatti, che nella loro semplicità felina non concepiscono il sotterfugio e la doppiezza.

Contro questa estate che sinceramente ha un po’ stufato, l’afa, il piattume della pianura padana, l’ipod, l’assenza di libri da leggere,  le cose da fare che si accumulano e che non ho minimamente intenzione di fare (l’orlo ai jeans, le pulizie di casa, cucinare).

Pro le unghie lunghe con lo smalto, l’abbronzatura, la pigrizia, la medicina cinese, gli integratori alimentari farlocchi, gli insalatini di daikon, la pasta di umeboshi – che l’altra sera ne ho mangiato una quantità minuscola e mi sono messa a piangere… misteri della macrobiotica.

Yin e yang, ma chi se ne frega alla fine. Aspettiamo che la ruota giri e che ci porti l’autunno…

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give me convenience or give me death

D’accordo, sono stata un po’ assente. Oggi però vi tedierò con qualche riflessione che ho appuntato in modo molto nerd sul bloc notes del mio scassatissimo Nokia (ma è gratis, e a cellular donato dall’operatore non si guarda in bocca).

Prima riflessione: ci sono tantissimi italiani all’estero. Che non contano quindi come italiani in senso stretto, dato che pur parlando italiano e mangiando spaghetti non buttano giù giorno dopo giorno la cultura-spazzatura che spetta a noi residenti in territorio italico. Facile fare gli italiani all’estero, dico io! Venite un po’ a fare gli italiani in Italia. Oppure emigriamo in massa – noi aspiranti italiani all’estero – e fanculo tutto.

Seconda riflessione: siamo italiani, e allora? Tutto questo bisogno di attribuire caratteristiche geo-localizzate ai popoli mi ha sinceramente stufato. Gli italiani sono creativi? Boh! Gli italiani sono mammoni? Boh! Gli italiani lavorano come muli e si accontentano di portare a casa uno stipendio a fine mese, anzi menomale che c’è? Sarà anche vero, ma chi dice che gli italiani sono naturalmente portati a non cambiare mai – hanno uno strano spirito di conservazione, culo pesante o momento d’inerzia innato che dir si voglia – secondo me sbaglia.

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(immagine presa a prestito da qui)

Terza riflessione: le persone che si danno delle arie non sono necessariamente fighe. Anzi, di solito è il contrario. Almeno nella mia modestissima e limitatissima esperienza. (Questa era breve).

Quarta riflessione: la ruota del karma gira per tutti. Gira. Avete capito? Gira. Come le palle, ma in modo più incontrollabile (ed equo). Chi pensa di far girare la ruota a modo suo prima o poi se la ritroverà sui denti. A me piace immaginarla come una grandissima e pesantissima ruota di legno, un po’ come quelle dei mulini.

Quinta riflessione: rimanere ancorati alle buone, vecchie abitudini non è sempre una strategia vincente. Pensiamo ai britannici: continuano ad avere due rubinetti separati (e ben distanti) per acqua calda e fredda, hanno bellissime e luminosissime finestre che però non si possono aprire… insomma, a volte uscire dal seminato potrebbe portare a risultati positivi e inaspettati! Tipo l’acqua tiepida o il ricambio d’aria in casa. Poi, non è vero che i sapori tradizionalmente riservati al dolce non vadano bene anche col salato. Bisogna mischiare, evolversi! Esistono altre spezie e aromi oltre a pepe e origano. Diamoci una svegliata!

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(immagine presa da qui)

Sesta riflessione: il miglio è commestibile. Non è un cibo riservato ai canarini in gabbia. Il miglio è buonissimo e fa anche bene, fine del discorso.

Settima riflessione: gli animali sono esseri viventi. Non sono delle cose che il creatore (?) ha messo sulla terra perché noi le sfruttassimo senza ritegno. Rifletteteci un attimo.

Ottava riflessione: lo stress fa male. Sì, perché rovina anche tutto il contorno, non solo le attività che lo generano. Se il lavoro vi stressa, vi porterete il nervosismo e la stanchezza appiccicati addosso anche a casa, fuori con gli amici, nel weekend. Si vive una volta sola e – per aggiungere un altro luogo comune – la vita è breve. Ridiamo delle cazzate invece di innervosirci, e diamo un taglio alle situazioni ormai irrecuperabili. Liberiamoci di ogni fattore stressante e godiamoci il poco tempo che rimane. 

Nona riflessione: non si può essere amici di tutti. Si può essere zen e donare a tutti un sorriso (anche ai più stronzi o a chi non sa che farsene), ma non si può essere amici di tutti. Alcuni soggetti sono proprio incompatibili, o magari semplicemente disinteressati alla nostra amicizia. Facciamocene una ragione e andiamo avanti. Ci sono miliardi di esseri umani in questo mondo, figuriamoci se vale la pena patire le pene dell’inferno perché non riusciamo a fraternizzare con una manciata di persone. Cambiamo aria!!

Per concludere, il titolo di questo post – per chi non lo sapesse - è preso da un album dei Dead Kennedys. Il che mi ricorda che ultimamente, per lo stress e per altre congiunture, non ho praticamente ascoltato musica e tantomeno sono andata a correre con il mio iPod turchese. Giustificazioni? Non ce ne sono.

Chi ce lo fa fare? Dico, vivere una vita che non ci soddisfa, per cui abbiamo dei mini rimpianti ogni giorno e ogni settimana, figuriamoci a fine mese o a fine anno. Non ne vale la pena. L’ho già detto un sacco di volte, ad esempio qui o qui (sono delle vignette, guardatele!).

Sembra una cazzata new age, ma insomma se qualcosa non ci sta bene è ora di cambiarlo. Anche se vogliono farci credere che – in quanto italiani – nasciamo tutti uguali con lo stampino di mammoni goderecci asserviti a logiche stereotipate di sugo al pomodoro, serenate e lavoro statale. Sia ben chiaro, senza nulla togliere al sugo al pomodoro (che mia nonna faceva buonissimo), alle serenate (che sono tenere) e al lavoro statale (mia mamma, dopotutto, era una prof).

P.S. Suggeritemi delle playlist che io preparo le scarpe da corsa!

letargo? sì grazie

Sono in letargo. Una specie di sonno della ragione che presto genererà mostri. O forse un sonno dei giusti. Perché non ho quasi mai torto, dopotutto. Se fossi una studentessa di Hogwarts sicuramente sarei una secchia come Hermione. A quel punto potrei usare il giratempo per riavvolgere i giorni e non ritrovarmi il 13 gennaio ancora in alto mare. (P.S. Questa frase che ho appena scritto mi ha fatto venire in mente un libro che non ho ancora letto: “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Qualcuno l’ha letto?) Potrei fare anche altre figate come trasformarmi in altre persone e sfogliare libri maledetti, oltre naturalmente a vivere in un castello incantato senza assilli triviali come la rata del mutuo e la lettiera del gatto. Ma non è così.

Sognate anche voi per un po’ di essere apprendisti stregoni: vi terrà impegnati fino all’uscita del mio prossimo, inebriante post.

hogwartscrest

il multitasking ci ucciderà

Quante cose fate al giorno? All’ora? Al minuto?

Per quanto mi riguarda, nelle ultime settimana mi sono accorta che cerco di farne troppe. Avendo tante cose da fare, mi ritrovo a fare un po’ di tutto, saltando da una cosa all’altra a seconda dell’urgenza o a volte anche solo per simpatia. Lasciatemelo dire:

il multitasking non funziona

Il multitasking, ossia fare tante cose contemporaneamente, è una pessima idea. E io lo so bene, dato che per anni ho portato avanti in parallelo tantissime cose, facendole a tratti bene e a tratti non molto bene. Ho continuato come un mulo sperando che prima o poi sarei riuscita a svolgere il task “Organizzare gli altri task”, e avrei vissuto per sempre felice e contenta.

Ora, non voglio dirvi – come mi ha sempre detto mia madre – di scegliere una cosa e farla bene fino in fondo prima di iniziarne un’altra. E’ contrario alla mia natura :-) Però lasciatemi dispensare questo piccolo consiglio: scegliete n cose e pianificate le vostre giornate e settimane in modo da riuscire a farcele stare tutte. Soprattutto, abbandonate immediatamente ogni perdita di tempo, comportamento autodistruttivo, vicolo cieco e progetto troppo ambizioso che richiederebbe prima il consolidamento di altri obiettivi meno ambiziosi.

Scegliete poche cose ma buone, e fatele. Fatele con leggerezza, ma fatele. Se non riuscite proprio a farle, abbandonatele. E se non volete o non potete abbandonarle, lasciatevi alle spalle qualcos’altro.

Non stressatevi oltremodo. Non fatevi overdose di caffeina per poi imbottirvi di pillole per dormire per aumentare – solo apparentemente – la produttività. Dormite di più. Fate di meno, ma fatelo meglio. Respirate di più. Meditate.

Diciamo NO al multitasking ad ogni costo!!

better-multitasking-through-caffeine-posters
(foto presa da questo articolo interessante contro il multitasking)

Questo blog non è abbandonato, ma per il momento – temo fino a fine anno – rimarrà dormiente. Perché mi sto occupando di altre cose più urgenti e più importanti.

P.S. Per chi era curioso di come fosse finito il mio NaNoWriMo, beh, che vi aspettavate, ho scritto un bel po’ (e ne sono molto contenta) ma non mi sono nemmeno lontanamente avvicinata alle 50mila parole prefissate…

offline

Sono stata offline per un po’, e penso che ci rimarrò per qualche altro giorno. Se qualcuno se ne fosse accorto e avesse sentito la mia mancanza, mi scuso e vi chiedo ancora un po’ di pazienza.

Per coprire il troppo rumore, come sempre, consiglio anche a voi di ascoltare della musica a volume altissimo. Se vi si sfonderanno i timpani, non è poi così grave. Meno grave di altre cose, diciamo. (Per rimanere in tema: provate a leggere qui e qui)

I woke up weak today and needing your voice
Crawled into the speakers and turned up the volume
Felt so sick today but cured by your noise
My head in the speakers is drowning out volumes

In “Ashes To Ashes” I’m falling falling
In “Ashes To Ashes” I’m losing losing
In “Curl” and “Grazes” I’m feeling feeling
In “Curl” and “Grazes” I’m losing losing

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

I dress up bright tonight and needing the beat
Dance into the speakers and max up the volume
Feel so high tonight and moved by my feet
My heart in the speakers is loving the volume

In “Pretty Vacant” I’m jumping jumping
In “Pretty Vacant” I’m moving moving
In “Teaches Of Peaches” I’m speeding speeding
In “Teaches Of Peaches” I’m moving moving

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

In “Delia’s Gone” “I’ll Keep It With Mine” “Birdland” “Clouds”
In “Sous Le Soleil Exactement” “Sunshine Superman” “I Want You” “Ghosts”
In “Some Velvet Morning” “Paper Wings” “Virginia Avenue” “Laura”
In “Summer’s Almost Over” “I Walk the Line” “A Night Like This” “Strange Fruit”

In “Hatful Of Hollow” I’m diving diving
In “Hatful Of Hollow” I’m screaming screaming
In “Boys” and “Voodoo” I’m living living
In “Boys” and “Voodoo” I’m screaming screaming

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

– Robots in disguise, “Turn it up”