Archive for the ‘insomnia’ Category

letargo? sì grazie

Sono in letargo. Una specie di sonno della ragione che presto genererà mostri. O forse un sonno dei giusti. Perché non ho quasi mai torto, dopotutto. Se fossi una studentessa di Hogwarts sicuramente sarei una secchia come Hermione. A quel punto potrei usare il giratempo per riavvolgere i giorni e non ritrovarmi il 13 gennaio ancora in alto mare. (P.S. Questa frase che ho appena scritto mi ha fatto venire in mente un libro che non ho ancora letto: “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Qualcuno l’ha letto?) Potrei fare anche altre figate come trasformarmi in altre persone e sfogliare libri maledetti, oltre naturalmente a vivere in un castello incantato senza assilli triviali come la rata del mutuo e la lettiera del gatto. Ma non è così.

Sognate anche voi per un po’ di essere apprendisti stregoni: vi terrà impegnati fino all’uscita del mio prossimo, inebriante post.

hogwartscrest

il multitasking ci ucciderà

Quante cose fate al giorno? All’ora? Al minuto?

Per quanto mi riguarda, nelle ultime settimana mi sono accorta che cerco di farne troppe. Avendo tante cose da fare, mi ritrovo a fare un po’ di tutto, saltando da una cosa all’altra a seconda dell’urgenza o a volte anche solo per simpatia. Lasciatemelo dire:

il multitasking non funziona

Il multitasking, ossia fare tante cose contemporaneamente, è una pessima idea. E io lo so bene, dato che per anni ho portato avanti in parallelo tantissime cose, facendole a tratti bene e a tratti non molto bene. Ho continuato come un mulo sperando che prima o poi sarei riuscita a svolgere il task “Organizzare gli altri task”, e avrei vissuto per sempre felice e contenta.

Ora, non voglio dirvi – come mi ha sempre detto mia madre – di scegliere una cosa e farla bene fino in fondo prima di iniziarne un’altra. E’ contrario alla mia natura :-) Però lasciatemi dispensare questo piccolo consiglio: scegliete n cose e pianificate le vostre giornate e settimane in modo da riuscire a farcele stare tutte. Soprattutto, abbandonate immediatamente ogni perdita di tempo, comportamento autodistruttivo, vicolo cieco e progetto troppo ambizioso che richiederebbe prima il consolidamento di altri obiettivi meno ambiziosi.

Scegliete poche cose ma buone, e fatele. Fatele con leggerezza, ma fatele. Se non riuscite proprio a farle, abbandonatele. E se non volete o non potete abbandonarle, lasciatevi alle spalle qualcos’altro.

Non stressatevi oltremodo. Non fatevi overdose di caffeina per poi imbottirvi di pillole per dormire per aumentare – solo apparentemente – la produttività. Dormite di più. Fate di meno, ma fatelo meglio. Respirate di più. Meditate.

Diciamo NO al multitasking ad ogni costo!!

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(foto presa da questo articolo interessante contro il multitasking)

Questo blog non è abbandonato, ma per il momento – temo fino a fine anno – rimarrà dormiente. Perché mi sto occupando di altre cose più urgenti e più importanti.

P.S. Per chi era curioso di come fosse finito il mio NaNoWriMo, beh, che vi aspettavate, ho scritto un bel po’ (e ne sono molto contenta) ma non mi sono nemmeno lontanamente avvicinata alle 50mila parole prefissate…

offline

Sono stata offline per un po’, e penso che ci rimarrò per qualche altro giorno. Se qualcuno se ne fosse accorto e avesse sentito la mia mancanza, mi scuso e vi chiedo ancora un po’ di pazienza.

Per coprire il troppo rumore, come sempre, consiglio anche a voi di ascoltare della musica a volume altissimo. Se vi si sfonderanno i timpani, non è poi così grave. Meno grave di altre cose, diciamo. (Per rimanere in tema: provate a leggere qui e qui)

I woke up weak today and needing your voice
Crawled into the speakers and turned up the volume
Felt so sick today but cured by your noise
My head in the speakers is drowning out volumes

In “Ashes To Ashes” I’m falling falling
In “Ashes To Ashes” I’m losing losing
In “Curl” and “Grazes” I’m feeling feeling
In “Curl” and “Grazes” I’m losing losing

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

I dress up bright tonight and needing the beat
Dance into the speakers and max up the volume
Feel so high tonight and moved by my feet
My heart in the speakers is loving the volume

In “Pretty Vacant” I’m jumping jumping
In “Pretty Vacant” I’m moving moving
In “Teaches Of Peaches” I’m speeding speeding
In “Teaches Of Peaches” I’m moving moving

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

In “Delia’s Gone” “I’ll Keep It With Mine” “Birdland” “Clouds”
In “Sous Le Soleil Exactement” “Sunshine Superman” “I Want You” “Ghosts”
In “Some Velvet Morning” “Paper Wings” “Virginia Avenue” “Laura”
In “Summer’s Almost Over” “I Walk the Line” “A Night Like This” “Strange Fruit”

In “Hatful Of Hollow” I’m diving diving
In “Hatful Of Hollow” I’m screaming screaming
In “Boys” and “Voodoo” I’m living living
In “Boys” and “Voodoo” I’m screaming screaming

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

– Robots in disguise, “Turn it up”

è l’una di notte e tutto va bene

L’una di notte e ancora non riesco a decidermi ad andare a dormire. Una cena preparata meticolosamente (maki sushi in quantità, di riso bianco e anche integrale a chicco corto, il mio preferito), ma non del tutto soddisfacente. Tè kukicha freddo, anche se avrei preferito oolong ghiacciato. Qualche biscotto oreo mentre guardavo un film in dvd, così, tanto per. Un film banale, peraltro. Un occhio allo schermo, l’altro alla mia nuova credenza, il gatto sulla spalla. L’odore di henne che arriva ogni tanto dai miei capelli. E’ così che va, oggi ero sola in casa e ho cercato di riempire i vuoti facendo cose che mi piacciono, lunghe ed elaborate. Domani sera magari mi metterò a cucire un copriletto.

Ed eccomi qui stravaccata sul mio nuovo divanetto verde con fiori bianchi, ad ascoltare il silenzio della notte, guardarmi attorno in questa casa così stranamente deserta. Si sta bene da soli, certo, l’ho sempre detto. Ma fino a quando?  Arriva il momento di scegliere, rinunciare a delle cose in favore di altre. Le possibilità sono infinite, ma scegliendone una tra le tante la strada si restringe bruscamente. E’ così che funziona. Si può cambiare strada poi, ma il tempo non è infinito. E io, a che cosa sono disposta a rinunciare?

Tra le cose che avrei voluto fare (così, idealmente, sulla carta), mi rendo conto che molte rimarranno per sempre fuori. Mi spaventa pensare che magari alcune di quelle che ho sempre dato per favorite alla fine non si realizzeranno. E non ho più la spensieratezza dei 16 anni per poter dire “sarà quel che sarà” senza pensarci veramente. E se non riuscissi mai a schiodarmi da questo lavoro da amanuense dei tempi moderni? E se fossi condannata a passare le giornate dietro uno schermo da 15″ (o poco più) a vita? E se non vedessi mai l’aurora boreale, se non tornassi mai più nelle isole del pacifico? Se il mondo finisse domani, me ne andrei con il cuore in pace? La risposta, evidentemente, è un NO a caratteri cubitali e fluorescenti, lampeggianti. No, no, no e no, purtroppo.

Insomma, come ha detto Steve Jobs quella volta in quel discorso, questo è il momento in cui dovrei farmi delle domande e cercare di trovare delle risposte. Prendere un bel respiro e fare qualcosa per cambiare quello che non mi soddisfa. Come dice il tizio in quella vignetta di xkcd, quand’è che abbiamo dimenticato i nostri sogni?

Sono stata a Copenhagen quest’estate, per la prima volta dopo circa 8 anni, dopo averci vissuto per ben due anni. Mi è sembrata una città completamente diversa. Mi sono chiesta se piuttosto non fossi io diversa. Credevo di essere sempre la stessa, in realtà, ma non è così. Non è così. Non ho più 23 anni, e il tempo corre, vola proprio. Ho fatto tante cose, ma nulla di sostanziale. Ho cambiato tante cose, ma muovendomi come in un moto circolare, anzi diciamo più elicoidale, andando avanti ma in modo un po’ tortuoso. E infatti spesso quando mi fermo ho un leggero senso di vertigini.

Mi piaceva tanto andare in Sardegna, ma ora che mio padre non c’è più e che tante cose sono cambiate, non riesco a ritrovare lo stesso sapore, non riesco nemmeno più a sentire così bene il profumo di mirto nell’aria. Anche in spiaggia, mi sono ritrovata a pensare a qualcos’altro, a un altro posto, un posto in cui per uscire dall’acqua si deve combattere contro la marea e in cui di notte di stelle se ne vedono tantissime. E vi assicuro che da quella spiaggia in Sardegna, in una notte senza luna, se ne vedono parecchie.

Insomma, sempre a pensare ad altro, mai a godermi il momento. Quasi mai, almeno. Non ora, di sicuro. Ma non so proprio cosa fare. Si accettano suggerimenti. Questa sensazione di buttare via il tempo, questo umore negativo latente che non si spiega. L’indecisione perenne che si riaffaccia, e mi fa paura. C’è stato un periodo in cui non ero in grado di scegliere tra due cose qualsiasi, e non è stato certo il mio periodo migliore.

E così, caro Steve Jobs, dimmi che cosa devo fare per metabolizzare i tuoi consigli. Magari sei anche tu uno di quelli che predicano bene e razzolano male. Come me, per capirci. Tante belle parole, pochi fatti. Ottimi consigli dispensati a destra e a manca, nemmeno mezzo consiglio sensato seguito dalla sottoscritta.

Una e tre quarti, e l’unica cosa che è cambiata è che ora c’è un caldo devastante dovuto alla batteria del portatile. Sonno, neanche l’ombra. E domani, un altro giorno. Solite cose, soliti appuntamenti, soliti programmi.

Quello che vorrei è uscire da questa fottuta routine. Ma non basta volerlo, come peraltro direi a chiunque (tranne a me stessa). Ci vorrebbero delle occasioni da cogliere. Per il momento, qui, non succede niente.

Spero solo, ingenuamente, di scrivere un post profetico come già altre volte, e attirare da queste parti il vento del cambiamento. Facciamo pure anche un tifone.

swine flu

Ho guardato le anatre lavarsi nella Serpentine.

Ho mangiato il frosting più buono del mondo.

Ho visto i mondiali di nuoto alla BBC.

Ho incrociato decine di italiani con sacchetti di Abercrombie & Fitch.

Ho l’influenza suina isterica.

swine-flu