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to wave or not to wave…

Prosegue il silenzio stampa sullo stato del mio NaNoWriMo, anche e soprattutto dopo che qualcuno mi ha chiamato musa ispiratrice… Abbiate fede! E ricordatevi che non è finita finché non è finita :-)

Per distrarvi, oggi ho deciso di parlarvi di Google Wave, la misteriosa nuova invenzione del signor Google, cruccio e delizia dei migliaia di utenti che stanno testando la preview da diverse settimane, me compresa.

robot-monster
(immagine presa da qui)

Mysteries in History Narrator: Mysteries in History with your host Peter Graves.

Peter Graves: Although no one has ever been able to prove their existence, a quasi-government agency known as the men in black supposedly carries out secret operations here on Earth in order to keep us safe from aliens throughout the galaxies. Here is one of their stories that never happened, from one of their files that doesn’t exist.

Google Wave è uno strano ibrido tra email e chat, con una spruzzatina di web 2.0 e qualche chicca che ricorda un po’ gli anni ‘90, per chi era già nato ed era già uscito dalle scuole elementari e ad esempio usava ICQ prima che AOL se lo comprasse. 

A detta degli addetti ai lavori ha incredibili potenzialità come collaboration tool, anche se io e i miei amici nerd finora l’abbiamo usato solo per giocare a sudoku, scambiarci informazioni sul meteo e modificare le frasi dette da altri per farli sembrare degli idioti :-)

Fatto sta che dopo aver ricevuto il tanto desiderato invito dal signor Google in persona e 20 inviti da distribuire a mio piacimento (peraltro, andati a ruba!), ho fatto un po’ di prove e sperimentato diversi pro e contro, oggettivi e soggettivi, che vi elencherò tra poco (ebbene sì, altre liste!).

P.S. Qualche giorno fa ho ricevuto altri 30 inviti! Me ne rimangono 3, approfittatene se per caso siete interessati!

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google wave

Edizione straordinaria!

Stamattina mi è finalmente arrivato il tanto atteso invito a Google Wave!! Per quello che ho visto finora, è una figata intergalattica. Forse perché sono nerd, non so. O forse perché fa delle cose intelligenti  che nessun altro software fa.

Mentre traffico un po’ su questa nuova piattaforma, guardate la presentazione abbreviata di 7 minuti e mezzo su YouTube.

P.S. Se ci siete anche voi, aggiungetemi ai contatti: giulia.zanchi AT googlewave.com

pesce d’aprile

Beh, tanto per cambiare, Google vince

intergalactic munchies

Quando i viaggi interstellari saranno possibili, google maps non sarà obsoleto.

Adesso ho capito perché c’è gente che lascia la Nasa per andare a lavorare da Google… il che spiega anche perché io non lavorerò mai per Google. Salvo il caso in cui comprino l’azienda per cui lavoro, cioè.

My desert-island, all time, top five erotic fantasies:

autoreferenziale e autocommiserante

Vagando per internet mi accorgo sempre di più che c’è almeno una persona (o addirittura una comunità) là fuori che la pensa come me, ha i miei problemi, i miei dubbi, i miei sogni, i miei desideri, i miei hobby e il mio senso dell’umorismo. Mangiano le stesse cose, hanno gli stessi peluche, guardano gli stessi telefilm (ridendo negli stessi punti) e danno le testate al muro per gli stessi motivi. 

E allora mi chiedo… come mai le mie domande continuano a rimanere senza risposta?

Il ciberspazio è come un enorme buco nero.. assorbe tutto ma non lascia uscire nulla. Le uniche risposte che trovo non sono altro che l’eco delle mie domande. E più cerco, meno trovo.

La seconda domanda è: perché continuare a dire, fare, pensare etc. le stesse cose che un numero imprecisato di persone là fuori già dice, fa, pensa, etc. ?

Mi accorgo inoltre che passare troppo tempo su internet favorisce l’insorgere di luoghi comuni (vedasi questo post) e lo sviluppo di atteggiamenti morbosi e vezzosi (vedasi il 90% di questo blog).

Tutto ciò è molto, molto deprimente.