Archive for the ‘full moon’ Category

P.S. I love you

Ho sognato l’oceano qualche notte fa. Quell’acqua densa e scura che si alza e si abbassa, e il cielo carico di pioggia.

Ho sognato un mio amico, che però tanto amico non è più, e ho pensato al valore dell’amicizia, a tutti gli amici che ho trovato e perso nel corso degli anni, a quanto mi manca la mia amica che ora sta passando un brutto periodo e non ha molto tempo da dedicarmi.

Ho sognato mio padre stanotte, bello come era lui, con quegli occhi color nocciola e il suo completo grigio scuro, magro come era, moro, e alto. Me ne sono ricordata improvvisamente stamattina, guardando negli occhi color nocciola del mio amore mentre facevamo colazione al bar. Le immagini del sogno sono riaffiorate senza preavviso, facendomi sentire una stretta alla gola come se stessi annegando, e poi immancabilmente sono arrivate le lacrime, che ho trattenuto e nascosto per non rovinare la mattina del suo compleanno, così piena di sole e di felicità.

E ieri notte c’era la luna quasi piena, bellissima, tonda e bianca, a ricordarmi le tante notti in cui ho guardato la luna piena nell’ultimo anno, ripensando anche allora e ogni volta ad altre notti in cui mi ha fatto compagnia. Sono così, un po’ lunatica.

A dire il vero, ultimamente, mi rendo conto di come sono fortunata, anzi, privilegiata. Non scambierei la mia vita con nessun altro, le mie esperienze strampalate, il mio corpo non perfetto, la mia famiglia al femminile, la mia collezione di libri, le mie passioni incostanti, i miei errori.

Vedo cose che mi fanno rabbrividire, ascolto discorsi che mi lasciano senza parole, incontro persone che mi suscitano tanta pena e poca compassione. Ma poi vedo e leggo cose che mi riempiono di speranza, mi fanno sentire forte, nel giusto, con il risultato che in tutta questa confusione, in mezzo ai dubbi e alle lacrime, mi sento felice! Sì.

Tanto per cambiare, sono piena di idee che faccio fatica ad imbrigliare, pensieri un po’ sfumati che non ho intenzione di inscatolare. I ricordi mi tormentano, di giorno, di notte, sempre. Ricordi belli, come piantare il taro alle Hawaii, pranzare con mio padre in giardino in Sardegna, fare i muffin con zenzero e noci brasiliane con il mio amore o ricevere in dono da mia zia una zucca enorme cresciuta nel suo giardino. E per forza di cose anche ricordi brutti, come la telefonata di mia madre quella mattina per dirmi che mio padre era morto, e altri, che ogni tanto traboccano da quel pozzo senza fondo che sembra possa contenerne infiniti, e tenerli ben nascosti. 

Vorrei coltivare un orto, passare del tempo a contatto con la terra, guardare i lombrichi che scavano tunnel tra le radici dell’insalata, annusare le piante di pomodoro, strappare le erbacce e piantare i mange-tout, quei fagiolini che mi piacciono tanto ma che non vendono nei supermercati (chissà poi perché?).

Vorrei viaggiare a lungo, andarmene via, lontano da tutto e tutti; evidentemente la terapia del silenzio e del distacco dello scorso settembre non è stata sufficiente. La TV mi ha stufato, le chiacchiere prevedibili, l’egoismo, il cinismo di questa gente che ci governa, la banalità.

Si vive una volta sola.

Andiamo??

strada

reasons to be beautiful

Quando la vita ti sembra una merda e qualcuno ti fa sorridere. Quando ti senti uno schifo, sei vestita male, hai i capelli appiccicati e qualcuno ti dice “come sei bella oggi”. Quando qualunque cosa succeda non ha importanza perché hai davanti la tua amica. Quando puoi permetterti di insultare qualcuno in modo bonario sapendo che capirà lo scherzo e gli verrà da ridere. Quando ricevi degli sms inaspettati. Quando parcheggi la bici in un prato e tornando a prenderla ti accorgi che è partito il sistema di irrigazione e ti bagni tantissimo. Quando ascolti delle canzoni che non ascoltavi da una vita e ti accorgi che ti piacciono ancora parecchio. Quando mandi affanculo tutto per goderti la serata, il momento, l’attimo. Quando ti spacchi in palestra perché il giorno dopo vuoi avere i muscoli indolenziti, e non ci riesci perché tutto sommato non sei così fuori forma. Quando hai i bracciali coordinati alla sciarpa di lino e a un dettaglio della maglietta. Quando per settimane ti dimentichi di guardare le statistiche del blog, perché tutto sommato non t’importa di sapere in quanti hanno letto cosa. Quando ti diverte farti fare delle foto mentre per anni l’hai detestato. Quando hai un sacco di sogni, speranze e desideri, ma preferisci non guardare troppo lontano e vivere nel presente. Quando la paura lascia il posto ad una sensazione di infinita tranquillità.

tofu, luna piena e temporale

Ieri notte, oltre alla luna piena, c’era il temporale. Configurazione astrale preferita + condizione metereologica preferita = wow! La luna non l’ho vista (perdendo forse una scommessa?), in compenso ho mangiato tofu al basilico su pane nero svedese con burro e fagiolini, ho fatto una doccia bollente per scaldarmi, ho giocato col gatto e ho anche mangiato una torta al cioccolato a fine serata…

Ho dormito poco, per l’ennesima volta. Ma come dicevo or ora a qualcuno, dormire è opzionale:

xy: io ho sonno. Che novità.
io: io ho dormito dalle 4 alle 8
xy: non ho mai capito come fate, voi che dormite quattro ore
xy: io, se dormo quattro ore, divento pericolosamente emo
io: il sonno è overrated
xy: dopo un po’ perdo il senso della realtà, è come se i sogni rifluissero allegramente nella vita reale

Il fatto che i sogni rifluiscano allegramente nella vita reale non è un male!

luna nuova

Oggi c’è luna nuova.

Mi piacerebbe, stanotte, sdraiarmi in qualche prato a contemplare il cielo stellato, nerissimo proprio per l’assenza della luna, sparpagliare i miei capelli rossi (new!) sull’erba verde, fumare un paio di sigarette e passare il tempo scrutando le costellazioni.

Non c’è bisogno di ripetere che la luna nuova è favorevole ai nuovi inizi, alle nuove iniziative e ai cambiamenti.

L’unico cambiamento che forse vorrei incoraggiare in questo periodo è la mia conversione da semi-vegetariana con una passione per il pesce e cedimenti saltuari a uova e formaggi a totalmente vegan. In effetti, ieri sera ho mangiato della crescenza e mi è venuto un gran mal di pancia. Ci vorrebbe una volontà di ferro, però, se non altro perché dovrei decidermi a cucinare di più, portarmi il mangiare in ufficio e soprattutto riempire un po’ il frigo (al momento contiene: 3 banane, 3 cetrioli, una dozzina di mousse di mele+frutta, un barattolo di miso d’orzo, capperi, senape, salsa di soia, latte di riso, crema di marroni, marmellata di lamponi senza zucchero, pane nero, succo di aloe e una saponetta di Lush; non abbastanza per una dieta variata direi…).

Nessuno vuole essere vegan con me? Questo articolo (”Why vegan?“) è un po’ lungo ma interessante, quindi se non avete un cazz’altro da fare, leggetelo!

And by the way, Annemarie Colbin is a f*cking genius. Ho appena ricevuto l’ultimo suo libro che mi mancava da Amazon, e quella donna ne sa. Leggete “Cibo e guarigione” o – per gli anglofoni – “Food and healing“: è il libro da cui, per me, tutto ha avuto origine. Da tenere sotto il cuscino e assimilare per osmosi!!

the universe is listening

Be careful what you wish for – you might get it.