Archive for the ‘foto’ Category

blind

If I could make it rain today
And wash away this sunny day down to the gutter
I would
Just to get a change of pace
Things are getting worse, but I feel a lot better
And that’s all that really matters to me

– The Counting Crows, “Amy hit the atmosphere”

Credo di aver già messo questa citazione, tanti tanti tanti mesi fa. Ma oggi non c’è il sole, oggi NEVICA!! Evviva evviva, nevica. Questo pezzo di canzone vale più per ieri, anche se non avrei mai e poi mai sperato in una nevicata.

Vedere la neve cadere fuori dalla finestra stamattina e i tetti e le macchine ricoperti da un sottile strato bianco mi ha fatto finalmente sorridere. Ho pensato, “sì, forse c’è speranza, forse ci sono ancora delle cose belle per cui vale la pena vivere”. Per esempio, camminare sotto la neve e prendersi tutti i fiocchi in faccia, sentendo quello scricchiolio sotto i piedi. E poi, quando nevica, tutto diventa più bello, anche le cose brutte.

Ieri è stato un giorno orribile, ma adesso nevica!

Stamattina mi sentivo un po’ come un fiocco di neve, così freddo, impermanente, ma nella sua piccolezza e nella sua inutilità, perfetto.

Oggi posso provare a rispondere a due domande che mi ero fatta in due vecchi post.

I wonder, if I ever make it to the other side, will I still be capable of feeling?” - La risposta è sì, chiaramente. Sì a tutte e due… sì, ce la farò ad arrivare dall’altra parte e sì, non sarò completamente anestetizzata. Come dicono i White Stripes, “I must be fine ’cause my heart’s still beating”, giusto, no?

Quando finirà questa caduta? – Direi proprio che è finita ieri. Già, perché più in basso di così non posso proprio andare. O meglio, non voglio. Potrei procurarmi una trivella e scavare ancora, giù giù giù, ma non ne vale la pena. Il pozzo arriva fin qui. Ahi, che botta! Ma oggi, come ho già detto, nevica. Nevica e io mi sento così tranquilla, non ho paura di niente, ormai… Anche il rosso carminio sembra più bello sul bianco.

E così, un po’ alla volta, le cose succedono. Le domande trovano risposta, le ferite smettono di sanguinare. Rimane un po’ di amaro in bocca, ma niente che non si possa sistemare. E poi, c’è sempre da imparare… Finché riesco ad imparare qualcosa di buono e di nuovo, ho la certezza di essere sulla strada giusta.

Anche la neve presto si scioglierà, lasciando solo il ricordo di sé e la speranza che torni anche l’anno prossimo a rendere tutto magico e ovattato. :-)

memories

Stando qui al paese di mia nonna non posso fare a meno di pensare a tante cose belle e brutte del passato che non torneranno o che sono irrimediabilmente cambiate. Le scrivo un po’ così come mi vengono in mente appunto per non dimenticarle.

Quella volta che siamo andati a Tarlessa e c’era un nebbione così fitto che non si vedeva a mezzo metro fuori dalla porta di casa.

Raccogliere le more selvatiche dal bordo della strada d’estate.

Camminare fin su al forte in cima alla Bernadia con mia cugina e scendere giù per il bosco dal lato sbagliato, perdendoci.

Cercare di avvistare le stelle cadenti nella notte di San Lorenzo e ritrovarmi a contemplare la Via Lattea, incantata.

L’organista della chiesa alla messa di Natale e la zia Ottorina che cantava a squarciagola stonatissima… entrambi ora riposano al cimitero.

La Mariote curva sotto la gerla a ottant’anni suonati… anche lei ora non c’è più.

La baracca in cui hanno vissuto i miei nonni per alcuni anni dopo il terremoto, con il pavimento di linoleum.

Il negozietto di alimentari della Venerina dove d’estate da bambina prendevo il gelato con lo stecco.

La fettina di carne con pomodoro formaggio e prosciutto che ci preparava mia nonna e i panini con farcitura spessa più di un centimetro che ci dava per il viaggio.

Quella volta che sono andata con mia cugina a fare il bagno nel Cornappo.

Tritare i sassolini colorati sul muretto e formare tanti piccoli mucchietti di diversi colori.

Scendere giù per il vigneto fino al torrente e pungermi tutte le gambe con le ortiche.

Dare da mangiare il fieno ai conigli.

Andare sul trattore di mio zio quando andava a dare il verderame alle viti oppure andare sul retro dell’Ape.

Suonare il piano un po’ scordato da mia zia.

Giocare ai giochi del Commodore alla tv con mio cugino, di quelli che c’era il lettore con le cassette.

Mangiare le ciliege appena raccolte dagli alberi, scartando quelle col verme.

Ascoltare il temporale estivo dalla camera di mia cugina… sognando mille sogni adolescenziali.

I racconti di mio nonno della guerra in Africa.

Telefonare dal telefono pubblico a gettoni.

Il cane lupo di mia nonna, la Greta.

Gli interminabili pranzi di Natale, capodanno e Pasqua con tutta la famiglia riunita, quando c’eravamo ancora tutti.

Eccetera…

dark october

Why is there never ever enough time to do the things you want?
Why do good things never last forever?
Why are people afraid to commit?
Why do I smile when I really want to cry, and why do I say “it doesn’t matter” when in fact it does?
Why is it so good to be alone, but would be better together?
Why is timing never right?
Why does the past keep haunting me?
Why do I get the feeling that I keep repeating the same stuff over and over, mistakes, good things and choices in general?

Do people ever change?
Have I changed? Or have I always been the same?
Is change even possible?

Will it ever be better, life and stuff I mean, or does it get worse with time?
Hope and regret are so overrated… The words we say are so overrated.
But then why do I keep hoping and regretting, and why can’t I let go of words and just *feel* and *know*?

Why doesn’t this car have a stereo?
Life would be so much better right now with some music on…

home alone

What to do when you’re home alone feeling sick, tired, sad and lonely?

1) Eat the best ice-cream in the world.

2) Think about your grandmother.

3) Admire your collection of fridge magnets.

4) Look at exotic seashells and wonder… why oh why aren’t you in an exotic place?

5) Notice how fake flowers actually seem pretty real, from a distance.

6) Try to find some good books on the shelves, and realize how much you love the sea.

7) Wonder why plants don’t talk. Maybe they are telepathic?

the infamous sushi boat

Eccola qui.. gurgle, gulp, gasp!!!

E giusto per aumentare la salivazione, ecco le ordinazioni degli altri:

Oishii desu ne?! ^_^