Alla fine mi è piaciuto il concerto di ieri sera. Leslie Feist era molto carina, piena di energia, mi ha messa di buon umore. Mi ha fatto anche pensare, riflettere. Ho pensato davvero a un sacco di cose, in questi ultimi giorni, e anche la serata di ieri si è conclusa con me piuttosto meditabonda.
Per esempio, ho pensato che mi piace davvero tanto andare in macchina, con il finestrino abbassato, nella notte, e il vento tra i capelli. Mi piace ascoltare musica fatta con strumenti veri, analogici. Mi piacciono i miei capelli. Mi piace avere l’età che ho, avere fatto tutte le cose che ho fatto, essere quella che sono. Mi piace il fatto di essere una persona per così dire poliedrica, avere tanti interessi apparentemente disparati, gusti apparentemente anche discordanti. Mi piace essere una persona curiosa, rilassata e sempre alla ricerca della felicità. Mi piace la notte.
Ho riflettuto sul fatto che a volte mi viene rimproverato di non saper dire nettamente cosa mi piace e cosa non mi piace, che sono un po’ malleabile, eccetera. Ho capito, alla fine, che non è mica vero… io so benissimo cosa mi piace, so anche cosa non mi piace, il fatto è che mi è più facile dire cosa non mi piace perché di cose che mi piacciono ce ne sono davvero tante! E non sono malleabile, tutto sommato credo di essere abbastanza integra, anche se mi piace sporgermi sempre un po’ oltre e provare i vestiti e le scarpe degli altri, per così dire.
Oltre a questi pensieri rivolti a me, me, me, ho pensato – chiaramente – anche a cose e persone esterne a me. Ma, ahimè, non posso fare nulla per influenzare, cambiare o anche solo capire cose e persone che non sono me, quindi rinuncio ad ogni forma e desiderio di controllo. Avete capito? Ci rinuncio.
Vorrei fare un sacco di cose, ho un sacco di idee proprio concrete di cose che vorrei fare. Ma non ho voglia di chiedere, non so, quindi credo che aspetterò che qualcuno se ne venga fuori con l’idea giusta, leggendomi nel pensiero, oppure mi prenderò una pausa sabbatica dalla vita.
Ho pensato anche che mi piace dormire avvolta da lenzuola di cotone e coperte soffici, magari con la pioggia che scroscia fuori dalla finestra. Mi piace ascoltare gli altri mentre parlano, mi piace stare in silenzio e lasciare che le cose mi scorrano davanti agli occhi. Detesto gli ipocriti, gli arrivisti e i lecchini, detesto le persone troppo squadrate, con la verità in tasca. Mi piacciono le persone curiose e avventurose, autoironiche, che non si prendono troppo sul serio, che non mi prendono troppo sul serio.
Ho pensato che è impensabile trovare qualcosa o qualcuno che fornisca una risposta completa ed esaustiva alle mie domande, e non è un male il fatto che avanzi sempre qualcosa che non viene coperto, non può essere spiegato o compreso, rimane non documentato.
Ho voglia di mangiare un risotto con gli asparagi, delle verdure saltate nel wok con un sughino agrodolce, della salsa di avocado e noci spalmata su pane nero, un sorbetto di mango…

(foto presa da qui)
I’m sorry
Two words I always think
After you’ve gone
When I realize I was acting all wrong
So selfish
Two words that could describe
Oh actions of mine
When patience is in short supply
We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
Oh we, we could hold each other tight tonight
We’re so helpless
We’re slaves to our impulses
We’re afraid of our emotions
And no one knows where the shore is
We’re divided by the ocean
And the only thing I know is
That the answer isn’t for us
No the answer isn’t for us
I’m sorry
Two words I always think
Oh after you’ve gone
When I realize I was acting all wrong
We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
We, we could hold each other tight tonight
– Feist, “So sorry”