Archive for the ‘detox’ Category

a mild case of depression (a.k.a. “I’m going to the Côte d’Azur, bitch!”)

Ieri sera ho finalmente realizzato di essere depressa. Una lieve forma di nevrastenia, un leggero esaurimento nervoso. Non so se è colpa della Costa Azzurra, della distanza dagli affetti più cari, dell’assoluta mancanza di riscontri per quanto riguarda le cose che mi interessano e che mi rappresentano, dell’incomunicabilità. Ma tutto mi irrita. Il fatto che la ceretta si chiami “épilation” e il nuoto “natation”. Il fatto che le persone trovino divertenti cose che io trovo abominevoli. I russi in Mercedes che cercano di investirmi su una strada pedonale urlandomi dal finestrino “puttana, ficcatelo in culo”, ridendo. Il libro che sto leggendo. Il forno a microonde. La banca online. Il fatto che ogni cosa qui sembri volta al profitto e a fottere il prossimo. Odio tutti più del mio solito, qualcuno mi ha anche suggerito la parola “sociopatica“, piuttosto che il blando “antisociale” che mi sembrava ben descrivesse la situazione. Oppure sono solo stronza e non c’è niente che non vada in questo posto e nelle altre persone.

Fatto sta che a volte mi sembra di vivere in un pessimo realityà la Jersey Shore. Dove Mike “The Situation” è davvero figo e Vinny è un intellettuale. Snooky cerca per davvero l’amore e J-wow è una ragazza dai solidi valori morali. I am going to the Côte d’Azur, bitch! 

L’unica consolazione è il lavoro. Mi piace il mio lavoro. So farlo bene, mi soddisfa. E questo, se vogliamo, è ancora più inquietante, viste le mie posizioni radicali in fatto di adesione ai valori aziendali, arrivismo, vendere il proprio tempo in cambio di denaro, e il senso della vita in generale.

È che io vorrei solo essere felice. Principalmente, vorrei essere circondata da gente che vede il mondo come lo vedo io, o almeno che non mi rompe i coglioni perché ha un’idea totalmente distorta della realtà. Al momento la mia idea di felicità si avvicina molto a chiudermi in isolamento volontario con l’unica persona al mondo che pare essere sulla mia esatta lunghezza d’onda, perfettamente sincrono, mai inopportuno, sempre costruttivo. Ma in qualche modo, non riesco a darmi pace. Non sono pronta a gettare la spugna.

jersey shore

an insufferable know-it-all

Un’insopportabile saputella, come Hermione Granger, e i capelli crespi e arruffati di una mattina come questa facilitano il paragone. Canzoni di gruppi semi-oscuri e rispettive cover di autori altrettanto non mainstream ad alleviare il mal de vivre, mentre virtuali spunte su calendari elettronici mi portano da ieri a oggi e da oggi a domani, nella lunga strada dal punto A al punto B. La condanna di un cervello iperattivo e connessioni neurali ben oliate che elaborano, elucubrano, calcolano, collocano. La sensazione di non appartenere, di essere un’entità incorporea che abita questo corpo scoordinato e fallibile, una marionetta di carne e sangue mossa solo dalla volontà. L’intuizione che anche la mente stessa sia una prigione per qualcos’altro, qualcosa di più essenziale e primordiale, di fronte a cui tutto il resto sbiadisce e perde di significato. Il vuoto, il nulla, il satori. Il sospetto che a nessuno interessi quel che penso, voglio e faccio, il muro di gomma e incomprensione contro cui rimbalzano i miei tentativi di sarcasmo e leggerezza e dadaismo. Se tutto è vacuo e irrilevante, perché affannarsi? E se tutto è magico e irripetibile, come non appassionarsi?

segnali di accelerazione

E così capita di trovare un lavoro all’estero ed emigrare a tempo indeterminato, allontanandosi dalla strada tracciata fino a questo punto e avvicinandosi incredibilmente a fantasiose prospettive teorizzate senza però crederci del tutto. Nel mio caso:

  • tornare a vivere/lavorare all’estero per un periodo (per chi non mi conosce, ho già Stati Uniti e Danimarca sulla lista)
  • abitare in un posto di mare
  • leggere Proust in lingua originale (“Longtemps, je me suis couché de bonne heure…”)

e altro.

E così, il piano B è diventato il piano A, e andarsene non è una fuga ma un’avventura, non è la soluzione ma un nuovo inizio. Ci sono tante cose, persone e situazioni che mi lascerò alle spalle, ma per com’è andata la mia vita finora sono fiduciosa che quelle importanti non andranno perse. Quelle superflue e tutto sommato irrilevanti, grazie a Dio, si auto-elimineranno come foglie che cadono a fine estate per diventare poltiglia ai bordi delle strade.

Come già in passato, vado a fare l’italiana all’estero, cogliendo l’occasione per potare qualche ramo secco. E il mio blog è sempre più autoreferenziale, e – per chi riesce a cogliere i collegamenti invisibili – prova inconfutabile che la mia vita è assolutamente ciclica e circolare, anzi elicoidale. Realizzare che scrivere su questo e altri blog possa avere avuto una certa utilità è destabilizzante. Ma in fondo, perché no?

the long and winding road

Sono assente da tanto, ed è proprio ora di un aggiornamento. Nella migliore tradizione, non avendo nulla di specifico in mente, farò una carrellata di cose varie in cui mi sono imbattuta ultimamente.

Make-a-mixa!

Cercando una chiavetta USB a forma di cassetta, mi sono imbattuta in questo sito carinissimo: www.makeamixa.com.

Qui non solo potete comprare una chiavetta USB a forma di cassetta, ma potete personalizzarla come più vi piace, e per poco più di 20 euro ve la spediranno a casa in una confezione carina con dentro adesivi, caramelle, una prolunga USB e altre figate. Ve lo consiglio assolutamente!

Crazy sexy cancer survivor Kris Carr

Una mia amica hawaiiana mi ha consigliato di leggere “Crazy Sexy Diet” di Kris Carr. Non conoscevo affatto l’autrice, che in realtà ha un discreto seguito. A 31 anni le hanno diagnosticato una rara forma di cancro, e da quel momento ha deciso di prendere in mano la situazione e farsi una cultura sulle cosiddette terapie complementari, in particolare l’alimentazione. Non è un medico né una nutrizionista, ma – come dice lei stessa - ha un PhD della Google University! :-)

Ha un blog interessante sulla salute naturale che vi consiglio di seguire: crazysexylife.com. Ha anche girato un documentario sulla sua storia, “Crazy Sexy Cancer”, che pure vi consiglio.

Dopo 8 anni dalla diagnosi è ancora tra noi, più in forma che mai, più motivata che mai. Certo, ha rinunciato a parecchie cose e ha introdotto abitudini nuove nella sua routine. Ma a noi, chi ce lo fa fare? Personalmente, penso che non dobbiamo mica aspettare di farci venire qualche malattia grave e incurabile per iniziare a prenderci cura della nostra salute… vi pare? Anche se predico bene e razzolo male, la cara Kris Carr mi ha davvero colpito. Peace & Veggies! <3


(immagine presa da qui)

Adesso basta (vivere per lavorare)

Va bene, mi sono entusiasmata leggendo un saggio di due anni fa. Non ho quindi scoperto l’acqua calda, ma del resto non l’ha scoperta nemmeno l’autore, Simone Perotti.

Nel suo libro “Adesso Basta” parla delle solite cose di cui si sente spesso parlare (o sono solo io?), ossia il downshifting, la riorganizzazione dei ritmi lavorativi per un diverso work-life balance, la schiavitù silenziosa in cui ci siamo auto-incatenati, e cose del genere.

Magari a voi piace da matti lavorare come matti, facendo orari allucinanti e magari attaccandoci anche lunghi tragitti da pendolare, scambiando il vostro poco tempo (tempus fugit…) per somme più o meno consistenti di denaro, che quasi sicuramente spendete per continuare a vivere e restare a galla nella società contemporanea fatta di consumismo e sprechi. Tantissimo tempo della vostra vita che impiegate nell’ottica, un domani, di fare un bel viaggio, comprare una macchina/moto/casa/gadget, andare in pensione per godere finalmente di un po’ di tempo libero.

L’autore – come molti altri, tra cui la bravissima Grazia Cacciola anche nota come Erbaviola – a un certo punto si è accorto che questa crescita a tutti i costi non gli stava più bene, e ha ammesso a se stesso che avrebbe preferito vivere in un modo diverso, anche al costo di fare delle rinunce. E le ha fatte, e ha cambiato vita. Alla faccia nostra.

Se anche voi, come l’autore e come la sottoscritta, avete un po’ questo tarlo nel cervello, leggetelo. By all means! E già che ci siete leggetevi anche “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione“, di Grazia Cacciola. E cambiate.

Il cambiamento è possibile.

Rob Brezsny mon amour ♥

Le ultime tre settimane, Rob Brezsny ha regalato a noi del Toro degli orosocopi spettacolari. Ve li incollo, senza annoiarvi spiegandovi i i modi misteriosi in cui ci ha azzeccato.

17-23 Giugno
Un tempo il rio delle Amazzoni scorreva nella direzione opposta a quella attuale. Molti secoli fa, la sua corrente viaggiava verso ovest dall’Atlantico al Pacifico. Vorrei che tenessi bene presente questa immagine mentre prenderai in considerazione l’idea… di un cambiamento altrettanto colossale nella tua vita. Usalo come simbolo di possibilità, come promessa che anche tu potresti riuscire a cambiare il verso di una corrente che sembra immutabile.

24-30 Giugno
Siamo ormai a metà del 2011, Toro. Vogliamo fare un bilancio della prima parte dell’anno e pensare a quali avventure ti aspettano nei prossimi sei mesi? Secondo me, dallo scorso gennaio hai subìto un tempestoso processo di purificazione, che in parte ha fatto tremare le ossa della tua anima e in parte ti ha liberato dalle manette forgiate dalla tua mente. In pochi mesi, hai superato più momenti di massima tensione di quanto tu non abbia fatto negli ultimi tre anni. Adesso sei fresco e pulito, pronto per affrontare un tipo di divertimento meno stressante e più gioioso.

1-7 Luglio
Dopo aver meditato sui tuoi presagi astrali per il resto del 2011, ho scelto le parole che si adattano meglio alle tue necessità. Sono dello studioso di mitologia Joseph Campbell: “Se vedi la tua strada distesa davanti a te, puoi essere certo che non è la tua strada. La tua strada la costruisci passo dopo passo. È per questo che… è tua”. C’è anche un corollario del poeta spagnolo Antonio Machado. “Viandante, sono le tue impronte il cammino e nulla più; viandante non c’è un cammino la via si fa con l’andare / Camminando si fa il cammino e girando indietro lo sguardo si vede il sentiero che mai si deve tornare a calpestare”.

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Ho Google+. Se qualcuno vuole che provi ad invitarlo/a, mi faccia sapere. Se volete, aggiungetemi!

apri gli occhi

Quanto mi fa male vederti così, mi ricordi la me stessa di qualche tempo fa. Impaurita, ingabbiata, infelice, insicura. E vorrei urlare, afferrarti per un braccio e scuoterti,  prenderti a schiaffi per svegliarti da questo stato comatoso in cui sei scivolato da troppo, troppo tempo.

Svegliati, ti prego. Svegliati! C’è un mondo là fuori, pieno di colori e profumi e cose terrorizzanti ed entusiasmanti. Tutto quello che vorresti è a portata di mano, devi solo svegliarti da questo fottuto coma e aprire gli occhi.

Apri gli occhi, ti prego. Basta solo un passo, un piccolo passo e poi sarà tutto in discesa. Promesso.