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come essere zen, lezione 1 – l’impermanenza

Vi è mai capitato di incontrare delle persone speciali? Di quelle che entrano silenziosamente a far parte della vostra vita, riempiendo vuoti che non sapevate di avere, e che quando se ne vanno lasciano voragini incolmabili. Ultimamente, mi sono resa conto di sentire tantissimo la mancanza di tre persone in particolare, ossia la mia ex-psicologa, la mia ex-insegnante di yoga e il mio ex-gastroenterologo.

La mia psicologa è andata in pensione da poco, e non appena ho provato a “sostituirla” con un’altra mi sono accorta di quanto fosse unica, insostituibile e speciale. Con la nuova mi sono trovata così male che non ci sarà una seconda seduta :-(

La mia vecchia insegnante di yoga dava sempre spiegazioni approfondite prima, dopo e durante gli esercizi, era forte ma dolce, paziente e veramente molto brava. Andare a yoga era un appuntamento irrinunciabile. Purtroppo dopo l’estate (di 2 anni fa) non hanno più fatto il corso in quella palestra, e quest’anno l’hanno riattivato ma con un altro insegnante, uno sbarbatello che proviene da una scuola di yoga che sinceramente non mi piace per niente. Una vera delusione. Roberta, che fine hai fatto? Il risultato è che a Pavia non c’è nessun posto dove fare yoga come piace a me :-(

Per quanto riguarda il gastroenterologo, ci sono andata poche volte tanti anni fa, e pensavo che continuasse ad esistere là fuori da qualche parte, come un’ancora di salvezza per i momenti difficili. E invece ho appreso che non riceve più privatamente perché ha troppo lavoro come medico strutturato. E’ stato un duro colpo, volevo infatti tornare da lui per farmi consigliare su alcuni problemi e dubbi che ho, ma non è più possibile. Dr. Francesco Pincini, ti saranno fischiate sicuramente le orecchie in questo periodo perché ti ho pensato spesso :-(

Per non parlare di mio padre, che ormai manca da oltre due anni, e mia nonna, che se n’è andata circa un mese fa.

Così, con le figure di riferimento e gli appigli che diminuiscono pericolosamente, a volte mi sento veramente persa.

Però sono una ragazza forte e intelligente (ehm…) e quindi scaverò nella mia memoria per tenere vivi gli insegnamenti preziosi ricevuti, e non cercherò surrogati di qualcosa che non esiste più, ma nuove attività e persone che possano riempire vuoti che ancora non so di avere. O almeno distogliere l’attenzione da quello che ho perso…

A questo scopo, sto investendo parecchio interesse nel corso di meditazione zazen che proverò tra 2 settimane. Soprattutto dopo aver letto “Saltwater Buddha“, un libro bellissimo che parla di Hawaii, surf, ricerca del senso della vita e meditazione zen.

Per il resto, per cercare un po’ di conforto, ho ricontattato un’altra discepola del Dr.Pincini che ha gentilmente condiviso con me la sua esperienza personale, e prossimamente proverò anche a mettere in pratica il tutto. Lei poi è stata più fortunata, perché oltre a farsi curare dal suddetto dottore, ci ha anche scritto un libro sulle intolleranze alimentari.

Vi aspettavate qualche rimedio spicciolo contro il dolore e il senso di vuoto? Mi dispiace deludervi ma non esiste.

Il dolore e la perdita fanno parte della vita, e l’unica soluzione - almeno per me – è respirare, meditare, ringraziare per il tempo concesso e non aggrapparsi al passato. Lasciar scorrere via tutto, come acqua… altrimenti si rischia di ritrovaresi in una palude melmosa piena di ricordi, rimpianti e tristezze da cui sarà difficile uscire.

Bisogna guardare avanti, o meglio guardare al presente. Perché esiste solo il presente.

zazen

letargo? sì grazie

Sono in letargo. Una specie di sonno della ragione che presto genererà mostri. O forse un sonno dei giusti. Perché non ho quasi mai torto, dopotutto. Se fossi una studentessa di Hogwarts sicuramente sarei una secchia come Hermione. A quel punto potrei usare il giratempo per riavvolgere i giorni e non ritrovarmi il 13 gennaio ancora in alto mare. (P.S. Questa frase che ho appena scritto mi ha fatto venire in mente un libro che non ho ancora letto: “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Qualcuno l’ha letto?) Potrei fare anche altre figate come trasformarmi in altre persone e sfogliare libri maledetti, oltre naturalmente a vivere in un castello incantato senza assilli triviali come la rata del mutuo e la lettiera del gatto. Ma non è così.

Sognate anche voi per un po’ di essere apprendisti stregoni: vi terrà impegnati fino all’uscita del mio prossimo, inebriante post.

hogwartscrest

contest prenatalizio

Per spezzare la noia – e in onore del mio fidanzato – vi propongo questo contest: il primo che indovina chi è il personaggio raffigurato nella foto vincerà una scatola di latta piena zeppa di biscotti fatti in casa dalla sottoscritta. Se il vincitore abita lontano da Pavia, li spedisco per posta!

1902

offline

Sono stata offline per un po’, e penso che ci rimarrò per qualche altro giorno. Se qualcuno se ne fosse accorto e avesse sentito la mia mancanza, mi scuso e vi chiedo ancora un po’ di pazienza.

Per coprire il troppo rumore, come sempre, consiglio anche a voi di ascoltare della musica a volume altissimo. Se vi si sfonderanno i timpani, non è poi così grave. Meno grave di altre cose, diciamo. (Per rimanere in tema: provate a leggere qui e qui)

I woke up weak today and needing your voice
Crawled into the speakers and turned up the volume
Felt so sick today but cured by your noise
My head in the speakers is drowning out volumes

In “Ashes To Ashes” I’m falling falling
In “Ashes To Ashes” I’m losing losing
In “Curl” and “Grazes” I’m feeling feeling
In “Curl” and “Grazes” I’m losing losing

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

I dress up bright tonight and needing the beat
Dance into the speakers and max up the volume
Feel so high tonight and moved by my feet
My heart in the speakers is loving the volume

In “Pretty Vacant” I’m jumping jumping
In “Pretty Vacant” I’m moving moving
In “Teaches Of Peaches” I’m speeding speeding
In “Teaches Of Peaches” I’m moving moving

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

In “Delia’s Gone” “I’ll Keep It With Mine” “Birdland” “Clouds”
In “Sous Le Soleil Exactement” “Sunshine Superman” “I Want You” “Ghosts”
In “Some Velvet Morning” “Paper Wings” “Virginia Avenue” “Laura”
In “Summer’s Almost Over” “I Walk the Line” “A Night Like This” “Strange Fruit”

In “Hatful Of Hollow” I’m diving diving
In “Hatful Of Hollow” I’m screaming screaming
In “Boys” and “Voodoo” I’m living living
In “Boys” and “Voodoo” I’m screaming screaming

Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn it up turn it up turn it up turn it up
Turn me on

– Robots in disguise, “Turn it up”

privilegi

E’ un po’ di tempo che rifletto sulla qualità della vita, sul modo in cui scegliamo di riempire il tempo, sulle cose a cui diamo valore, sui privilegi che magari abbiamo e magari non ci rendiamo conto di avere.

Ieri ho saputo che una ragazza che conoscevo ai tempi dell’università è morta di tumore, aggiungendosi ad un altro ragazzo che pure se n’è andato allo stesso modo. E oltre alla domanda ovvia (”che senso ha?”), mi sono chiesta se queste persone fossero alla fine soddisfatte del tempo vissuto. Mi sono chiesta se, tirando le somme, alla fine si siano detti “sì, ho vissuto una bella vita” oppure “oh shit… ho sprecato un sacco di tempo in cose inutili :-(”.

Magari a 30 anni non ci si può guardare indietro più di tanto, o magari sì.

E così, tanto per cambiare, ho pensato un po’ a quello che ho fatto, che avrei potuto fare, a quello che potrei fare, e naturalmente a quello che invece faccio.

Ero quasi pronta a deprimermi ulteriormente quando invece un avvenimento fortuito mi ha fatto vedere molto, molto chiaramente alcuni dei privilegi che ho e che a volte dimentico. Per esempio, il privilegio di poter andare in ufficio in bici, svegliarmi tardi e fare colazione al bar in piazza con la mia dolce metà in una bella giornata di sole come oggi, e arrivare lo stesso in orario. D’estate, avere l’opzione di fare una pausa pranzo in piscina con i miei colleghi, oppure d’autunno cucinare uno stufato di zucca nella cucina dell’ufficio. Rimanere a lavorare a casa se magari ho mal di gola, con il gatto che mi fa compagnia. Avere un lavoro che mi piace, una casa, un gatto. Hey, non è tutto rose e fiori, ma non fa nemmeno poi tutto così schifo.

Così, tra una cosa e l’altra, penso al tempo che non ritorna. Le giornate sprecate a non fare nulla, le occasioni perse, non prese o nemmeno viste. Penso a tutte le cose che vorrei fare, e sono tante, e poi mi chiedo, in giornate come queste, che senso davvero abbia tutto se poi da un momento all’altro potrei morire, come un amico di famiglia caduto da un tetto e finito al telegiornale come “morto sul lavoro” e invece semplicemente morto mentre aiutava qualcuno, perché era una persona gentile.

Che senso ha scendere a compromessi con se stessi quando il tempo a disposizione è così poco?

Quindi, ora più che mai, il mio mantra quotidiano sarà: “perché stai per fare questa cosa? ha senso? è davvero quello che vuoi fare?”. Ogni giorno, voglio ricordarmi di quali sono le cose veramente importanti, invece che fissarmi con le cose-che-vorrei-avere-ma-non-ho o cose-che-vorrei-essere-ma-non-sono. Vaffanculo le cose e le persone inutili. Vaffanculo fingere. Vaffanculo veramente ogni impedimento che piazziamo strategicamente tra noi stessi e la felicità.

La vita è troppo breve per fare delle cose inutili e senza senso.

murales orgosolo corto maltese

Michele, Manu, Daniele… RIP