Archive for the ‘caffeine’ Category

giulia 0 – lieviti 1

Vabbe’, capita anche ai migliori di fallire.

Ieri sera, non essendo riuscita a placare l’emicrania con uno snack salutista e 400mg di ibuprofen, e dovendo partecipare a una cena programmata con amici, ho ceduto miseramente. Lo ammetto. Bu-hu-hu. Pizza margherita con rucola, seguita poi da caffè corretto amaretto con zucchero… praticamente ho attinto da tutte le categorie alimentari escluse, tranne forse la carne, toh. Devo ammettere che il mal di testa mi è passato – ovviamente, i chili di batteri nella mia pancia erano ben contenti della scorpacciata di frumento, lievito, zucchero e alcol - ma stanotte mi sono svegliata con l’impressione che qualcuno mi stesse prendendo a pugni lo stomaco… maledetta maledizione del Dr. Joshi!!

Oggi si ricomincia, e speriamo che la prossima volta l’emicrania non mi colga impreparata… ç_ç

detox

Lo sapevo che questo momento sarebbe arrivato.

Al terzo giorno del mio detox farlocco (un mix tra i suggerimenti anti-intolleranze di un bravo gastroenterologo e il regime detox delle star ideato dal Dr. Joshi) finalmente ecco che mi colpisce la crisi di astinenza. Sarà lo zucchero o il lievito? La caffeina non credo, dato che in questo momento sto desiderando ardentemente un pezzo di pane…

Ecco qui gli alimenti che sto escludendo per il momento:

  • lievito, cose panificate, cose fermentate (ad esclusione di un po’ di miso o yogurt di soia), alcolici, aceto, funghi
  • zucchero (saccarosio), miele
  • frumento (quindi nemmeno il seitan!)
  • latticini
  • solanacee, ossia pomodori, melanzane, peperoni, peperoncini, patate
  • tè, caffè, ciocccolato
  • carne rossa

In realtà, sto escludendo anche la carne bianca e le uova, ma sto mangiando un po’ di pesce. Joshi dice di eliminare anche tutta la frutta escluse le banane (ma inclusi gli avocado) ma questa cosa mi sembra un po’ estrema per il momento.

OK, ora lo sapete anche voi che anche quest’anno è iniziata la stagione regime-dietetico-strambo-di-giulia!

:-s

P.S. Il mio dirimpettaio ha appena aperto un uovo di Pasqua gigante e sta provvedendo a cibarsene con l’ausilio di tarallucci… questa è chiaramente una prova di volontà inviatami dal Dr. Joshi in persona…

sweepstakes prize

You know all of my secret ideas
The ones I’m giving up on and the ones I’ll keep
and everybody sees a funny look in our eyes
’cause we know that we already won the sweepstakes prize

I’d tell you why but I don’t know
It’s simple and so complicated
I could walk all day on the railroad tracks
but there’s much more to it than that

piccole donne crescono

Chi mi fabbrica un’altalena da mettere in casa? Mio papà me ne aveva fatta una simile e l’aveva appesa in terrazzo, quando abitavamo dalle parti di Caserta, all’ultimo piano di un palazzo di fronte a un parco. Era un terrazzo bellissimo, che girava tutt’attorno alla casa, talmente grande che lo percorrevo in pattini! Insomma, è troppo volere un’altalena in casa? La domanda successiva è, esistono ancora i papà di una volta?

swing

retail therapy

Lo so, c’è la crisi. C’è la recessione, lo sciopero generale indetto dalla CGIL, i tagli all’istruzione e alla sanità, l’inflazione galoppante, il prezzo del petrolio altalenante, il maiale alla diossina, il pesce al mercurio, il glutammato monosodico, l’inquinamento delle falde acquifere, l’8 per mille alla chiesa cattolica, il degrado dei cartoni animati alla TV e così via. Nonostante tutto, vorrei elencare i miei templi del consumismo negozi preferiti. Perché mi piacciono le liste e poi, dopotutto, siamo sotto Natale! Le strade sono piene di lucine che si accendono e si spengono ad un ritmo ipnotico, trasmettendo messaggi subliminali in codice morse che inducono allo shopping o quantomeno al window-shopping. Tutto è più bello ed improvvisamente irrinunciabile. Ora, se non fossi povera in canna e se avessi accesso, per esempio, alla carta di credito di Lourdes Ciccone, al libretto assegni dello stalliere del cugino di Bin Laden, alla paga settimanale della dog-sitter del chihuahua di Paris Hilton o al fondo-chirurgia-plastica di Nina Morić, beh, questi sono i negozi in cui probabilmente potreste avvistarmi mentre do sfogo ai miei istinti primordiali, arraffando a piene mani:

Il tutto inframmezzato da un pranzo a base di sushi, uno smoothie 100% frutta come spuntino dissetante, e magari un taglio di capelli da Coppola.

Soddisfatto questo primo attacco di shopping compulsivo, paragonabile in tutto e per tutto ad un’abbuffata notturna in fase pre-mestruale (meglio se nel frigo ci sono brie di capra, patè di olive nere, pomodorini secchi,  torta di carote e mandorle glassata e mezza bottiglia di Sauternes), potrei ritemprarmi pensando agli innumerevoli altri modi in cui spendere quantità imbarazzanti di denaro, con le tensioni accumulate che si sciolgono mentre mi abbandono mollemente alle cure di una squadra di estetiste professioniste in una Day Spa. Le tappe seguenti, più dispendiose in termini di tempo e più stimolanti in termini di difficoltà, sarebbero:

  • libri – in tutte le librerie che incrocio e ovviamente amazon.com, anche se ci priva del piacere di toccare, soppesare, sfogliare e annusare i libri
  • ingredienti – in negozi di alimentari normali e strani, con tappa certa da PeckDown to Earth (o analogo, come per esempio Whole Foods, Planet Organic o alla peggio NaturaSì)
  • vestiti e oggetti – da scovare curiosando per mercatini delle pulci, negozi dell’usato, botteghe del vintage e charity shop
  • utensili da cucina – in negozi specializzati, all’Ikea, e in ogni sgabuzzino polveroso di questo mondo

Il problema che si pone a questo punto è ”dove mettere tutta questa roba?” (avendo risolto il problema precedente che era “come pagare tutta questa roba?”). Una volta sistemato e riposto ordinatamente tutto quanto – a patto che sia possibile - si porrà il problema: “in quante vite esattamente contavo di utilizzare tutta questa roba?!”

williams sonoma