OK, non sapevo che titolo mettere quindi non fatevi idee sbagliate!
E’ successo che oggi sono arrivata in ufficio con una bellissima tazza di Starbucks comprata a Glasgow, da riempire con acqua bollente e un paio di cucchiaini di profumatissimo caffè istantaneo Gevalia, avanzo del viaggio a Copenhagen, mentre i miei colleghi sorseggiavano caffè espresso in tazzine micro durante la colazione aziendale del mercoledì.

La parola chiave “starbucks” ha dato origine a commenti di vario genere e ho potuto constatare che anche tra i miei colleghi si nascondono dei sostenitori della causa “Vogliamo Starbucks in Italia!”. Per quanto mi riguarda vivo bene anche senza, ma se ci fosse probabilmente ogni tanto ci andrei a farmi un caramel frappuccino o un soy coconut iced mocha latte o come diavolo si chiamava l’intruglio che bevevo alle Hawaii. Tra l’altro, i diritti italiani del marchio Starbucks sono stati acquistati da Autogrill, che a quanto pare non ha nessuna intenzione di aprire caffetterie con questo nome, quindi la questione sembra già chiusa.
Ci sono però altri negozi e prodotti incontrati all’estero che personalmente importerei, cose di cui sento la mancanza quando sono in Italia e di cui faccio incetta (o overdose, in caso di prodotti deperibili) quando mi trovo in loco.
Ecco la mia personalissima lista, sicuramente non completa, sperando che qualche responsabile vendite di un grosso supermercato o catena di ristorazione legga ed esegua. Capito? Sono un consumatore atipico! Anche io ho i miei diritti!
1. Dr. Pepper e Cherry Coke.
Quando ero bambina ad un certo punto si poteva comprare la Dr.Pepper al supermercato, me lo ricordo molto chiaramente. Illuminazione! Una specie di coca-cola che sa di orzata?? Il nettare degli dei! Poi purtroppo sparì.
Quando poi andai in Texas a 16 anni per uno scambio scolastico ritrovai questa meravigliosa bevanda, in tante varianti: senza zucchero, senza caffeina, etc. Scoprii anche altre bibite che da noi non esistono; alcune da dimenticare, come la root beer (sa di canfora, non riesco a capire come possa riscuotere tanto successo), e altre da amare perdutamente, come la cherry coke, ossia la coca-cola al sapore di ciliegia.
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: Chinotto San Pellegrino, se proprio dovete. E’ buono!
2. Innocent smoothies.
Questi deliziosi frullatini di frutta 100% con ingredienti fantasiosi e ricercati si trovano ovunque nel Regno Unito, nel banco frigo di chioschi, chioschetti, bar e supermercati, affianco ad altre proposte simili di altre marche.
Da noi solo recentemente si iniziano a vedere frullati di frutta fresca al supermercato (ad esempio, della Valfrutta), ma sono solo dei modesti tentativi e se devo essere sincera mi aspetterei qualcosa di più di mela e banana, insomma come può anche solo pensare di competere con melograno, mirtilli e açai oppure il mio preferito di sempre: guava, mango e goji. Siamo realisti.
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: fatevelo voi in casa, il frullato, con la frutta che preferite, e lasciate perdere le costosissime e noiose varianti disponibili ad oggi nei supermercati.
3. Inari sushi.
Fagottino di tofu fritto, intriso di sughetto dolciastro e ripieno di riso per sushi, come mai è così difficile trovare un ristorante giapponese in Italia disposto a metterti sul menu? E dire che non sei affatto male: oltre che delizioso sei anche decisamente fotogenico!
Anzi, lasciatemi mettere una foto:

(foto presa da qui)
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: comprate dei fagottini pre-pronti in un negozio di alimentari etnici e fatevelo voi in casa, l’inarizushi.
4. Down to Earth o Planet Organic.
Immaginatevi un NaturaSì ma più grande, più bello, più allegro e più trendy, con annessa rosticceria vegan: benvenuti in paradiso da Down to Earth! Peccato che questa catena di supermercati vegetariani e biologici si trovi solo alle Hawaii, quindi non è molto comodo per fare la spesa o per mangiarsi una sontuosissima torta vegan accompagnata da caffè nero bio.
Planet Organic è un po’ più vicino, trovandosi a Londra e in altre località UK, e anzi se passate vi consiglio di dare un’occhiata al banco frigo e provare la polpetta di riso integrale ripiena di umeboshi. Il nirvana del macrobiotico, altro che pizzetta! (senza nulla togliere alla pizzetta)
Attenzione: ho volutamente escluso dall’elenco Whole Foods, che odio. Sembra una gioielleria invece che un supermercato per hippie. Sono stata solo in quello di Londra ed è un posto per ricchi snob, insopportabile e asettico. Non ci ho comprato nulla, che per me è tutto dire!
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: non c’è. L’unica soluzione è trasferirsi a Honolulu ^_^
5. Amazon.
Mi spiegate perché devo ordinare i libri all’estero? Proprio oggi ne ho ordinati 5, di cui uno usato. Non possiamo avere anche noi Amazon? Ce l’hanno i francesi, i tedeschi, gli inglesi. Perché gli italiani no? www.amazon.it … sentite come suona bene.
Obietterete dicendo che anche qui esistono le librerie online, come ibs.it, bol.it e altre. Sì, ma si fanno pagare le spese di spedizione! E poi sono brutte rispetto ad Amazon, hanno un assortimento ridotto, non hanno il sistema di commenti, review, liste, stellette, wishlist e compagnia bella che amo così tanto di Amazon. Ecco, qualcuno doveva dirlo.
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: andate in libreria, e se proprio dovete ordinare dei libri via internet cedete pure alla tentazione di amazon.<qualunque_cosa_tranne_it>.
6. Williams-Sonoma e Sur-la-Table
D’accordo che non abbiamo Martha Stewart e programmi televisivi come Top Chef, ma non per questo non abbiamo diritto ad una catena di negozi interamente dedicata agli utensili da cucina e al mondo della cucina come Williams-Sonoma o il meno pretenzioso Sur-la-Table.
Entrare da Williams-Sonoma è un’esperienza quasi mistica: pentolame di acciaio inox sfavillante, coltelli giapponesi con lame di ceramica, stampi per torte in silicone dalle forme inaspettate, decorazioni per la tavola deliziosamente in tema con la stagione.
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: provate con il reparto casalinghi de La Rinascente o di High Tech (entrambi a Milano); oppure iscrivetevi alla newsletter di queste due catene americane e sbavate settimanalmente sui prodotti che non potrete comprare e i corsi che non potrete fare.
7. Sheese.
Avete capito bene: non cheese (formaggio) ma sheese, ossia formaggio di soia. Il formaggio di soia più realistico che potrete mai mangiare, così buono che vorrete avere sempre tutti i gusti in stock nel vostro frigorifero: affumicato, normale, stagionato, …
Sembra un po’ un cheddar inglese, avete presente quel formaggio giallo-arancione dalla consistenza compatta e non molto somigliante ai formaggi tradizionali italiani? Ecco. Quindi se anche voi avete una passione per il cheddar ma preferireste non mangiare latticini, lo sheese sarà per voi quello che la manna del signore fu per gli ebrei.
Voci di corridoio dicono che sia acquistabile via internet anche in Italia (su semedipapavero.com), ma io vorrei tanto trovare lo sheese al supermercato, o almeno al NaturaSì e nei negozietti di prodotti naturali.
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: ordinatelo via internet se ci riuscite, oppure rinunciate a mangiare il formaggio vegan. Il delizioso formaggio vegan. Yumm…

8. Cupcakes.
Vorrei vederle in ogni bar, ad ogni angolo di strada, in ogni pasticceria. Vorrei un’ampia scelta di ingredienti, gusti, frosting, contenuto calorico e variante vegan. Vorrei che sparissero dalla faccia della terra i muffin industriali che si trovano in alcuni bar (ad esempio, Autogrill) che sono orribili, disgustosi, grassi e stopposi.
Hey, se avessi i soldi lo aprirei io un cupcake shop!
Soluzione nostrana per soggetti in astinenza: procuratevi tutto l’armamentario (stampo per muffin, coppette di carta, utensili da cucina, etc.), studiate con molta attenzione le varie tecniche e ricette reperibili facilmente online, e sfornate cupcakes a volontà! Diffondete il verbo. Convertite i vostri amici e parenti schiavi delle torte. D’ora in poi, producete solo torte monoporzione. Oppure provate a fare un salto alla California Bakery a Milano, sperando che quel giorno abbiano delle cupcakes sul menu.
Prodotti e negozi presenti in Italia per cui ringrazio iddio ogni giorno:
- Lush
- Benefit Cosmetics
- Celestial Seasonings
- Ikea
- Oysho
- H&M
- Provamel e Alpro Soya
Prodotti e negozi d’importazione di cui farei volentieri a meno:
- McDonald’s
- Abercrombie
- Uncle Ben’s
E voi, che ne pensate?