5 buoni motivi per non trasferirsi in Francia (*)

(*) per techno-nerd, vegan-macrobiotici, sushi-dipendenti

1. Non potrete usare il vostro iPhone come hotspot wi-fi. A seconda dell’operatore, pagando un canone mensile ridicolmente elevato potrete sbloccare questa opzione.

2. Avere un piano dati per il cellulare vi costerà una fortuna. A titolo informativo, vi incollo l’offerta di Orange (FR) e quella di Tre (IT) tanto per darvi un’idea…

Postilla:
In questi giorni è stata resa pubblica l’offerta di Free, provider internet che ha deciso di lanciarsi nel mondo delle comunicazioni mobili. Potete leggere l’annuncio su Punto Informatico o questo approfondimento in inglese. Per noi nerd scettici, l’idea di fare i beta tester paganti per un’infrastruttura che non si sa ancora se reggerà e per un tipo di offerta che comunque ci aspetteremmo come basilare nel 2012 non è molto convincente
. Come se dovessimo stupirci dell’acqua calda, delle auto elettriche o degli acquisti via internet. Ai posteri l’ardua sentenza…

3. Vi sarà praticamente impossibile astenervi dai latticini. I francesi mettono burro, latte e panna ovunque. Citando Julia Child, “There are three secrets to French cooking: butter, butter, and butter!”.

4. I vegetariani o vegani  sono guardati con sospetto. Mettere in discussione l’alimentazione carnea è quasi più blasfemo che mettere in discussione il nucleare (principale fonte di energia in Francia). Pare ci sia anche un decreto che rende obbligatorio mangiare carne, pesce, uova e latticini.

5. In Costa Azzurra, il sushi è immangiabile e carissimo. Rimpiangerete anche il peggior ristorante giapponese  gestito da cinesi in qualunque paesotto del Nord Italia. Sono pronta a scommettere 100€ che il riso per sushi che potreste preparare a casa vostra con ingredienti dell’Esselunga sarebbe migliore di quello che troverete nei take away della zona (o quanto meno equiparabile).

Prossimamente, per la par condicio, prometto che scriverò un post sui 5 buoni motivi per trasferirsi in Francia

Peace & butter,
Giulia

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11 Comments

  1. Sammy Says:

    Non usano più il MINITEL ? :)

  2. Giulia Says:

    Maledetti… :)
    Tu come stai??

  3. Sammy Says:

    alive ‘n kicking! :)

  4. marcello Says:

    5) a Nizza le cose vanno un po’ meglio. io ancora ammetto di non aver mangiato sushi, ma la mia compagna garantisce che un paio di posti, a prezzi ragionevoli, ci sono :)
    verificherò alla prossima occasione!

  5. Giulia Says:

    Hai ragione, confermo… sono stata l’altro ieri sera a cena a Nizza in un ristorante giapponese buono (Kamogawa se non erro, controlla il mio FourSquare…) ma abbiamo speso parecchio :)

    Anche a Cannes ce n’e’ uno decente (ma molto meglio quello di Nizza) che si chiama Sushi Kan.

    Meglio di niente cmq!!

    Quando passate di qui vi aspetto per una cena giapponese nei posti che consiglia la tua morosa dunque ;)

  6. Julien Says:

    Permettimi di suggerire due risto-giappo a te e Marcello :-)
    - Kamogawa: soprattutto i “nabe”, ma il sushi è ottimo e ben servito, tanti clienti giapponesi e tanti francesi
    - Yuzu: un po’ più giapponese del primo, ottimo sushi, pochi tavoli, quasi tutti francesi. suggerisco la birra di Yuzu (un agrume, se non ricordo male)

    Sul prezzo, ahimè, non ho proprio buone notizie.

  7. Julien Says:

    errata: Yuzu:… quasi tutti giapponesi i clienti, non francesi

  8. Marcello Says:

    ottimo! grazie per le dritte!
    sarò a nizza il prossimo fine settimana, vedrò di testarle! :)

    M

  9. Giulia Says:

    Confermo! Kamogawa molto buono, ma anche piuttosto costoso… Yuzu e’ sulla lista di quelli da provare.

    Resta il fatto che il take-away e quasi tutti gli altri sushi resto sono orridi :(

  10. Angelo Says:

    Bellissimo :)

    E’ vero che la connessione sul cell costa ancora tanto, porca pu!!!!! Però le cose sono migliorate da allora (un po’).

    Un punto solo a favore della Francia: lavori.
    quindi puoi permetterti tutti i 5 punti facendoti pure arrivare le cose dall’Italia,
    se stai in Italia vedi prendi quello che passa alla Caritas..

  11. Giulia Says:

    Ambè io lavoravo anche in Italia!! Son finita in Francia un po’ per avventura :-)

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