Archive for settembre, 2010

midnight in a perfect world

In un mondo perfetto, questa mattina mi sarei svegliata con un raggio di luce sul cuscino,  e aprendo la finestra avrei visto dei gabbiani volare sopra l’oceano. Avrei mangiato della frutta fresca in completo silenzio, con la fresca brezza del mattino sulla pelle. Poi sarei uscita per una camminata sulla spiaggia o magari una lezione di yoga. Avrei comprato verdura di stagione e prodotti locali bio al mercato, prima di tornare a casa e iniziare a lavorare su qualcosa di creativo, eccetera eccetera eccetera.

Invece, stamattina mi sono svegliata che nemmeno si vedeva il cielo, da tanto che era cupo e grigio. Non ho aperto la finestra e non ho fatto colazione. Ho invece passato un’ora e mezza in macchina, in mezzo al traffico, per andare a rinchiudermi per altre 8-9 ore davanti a un computer. Mentre ero inscatolata in tangenziale insieme ad innumerevoli altre auto con occupante singolo mi sono ritrovata affianco ad un camion targato Irlanda adibito al trasporto di animali, con tanto di disegnini stilizzati di una mucca, una pecora e un maiale. E vedendo quelle sbarre, e pensando al lungo tragitto pieno di sballottamenti, caldo, rumori e probabile assenza di cibo e acqua, ho pensato ai treni stipati di prigionieri diretti a campi di lavoro e lager. Prevedibilmente, niente yoga né mercato locale, solo tupperware pieni di surrogati di cibi sani: riso, tofu, un po’ di rucola, e nemmeno bio.

L’unico parziale sollievo durante il tragitto era il pensiero che entro sera sarei stata seduta a gambe incrociate e ad occhi chiusi a meditare e respirare in una stanza con il parquet ed una statua di Buddha in un angolo, applicandomi prima nel qi gong e poi nel kung fu, con la mente proiettata alla prossima terapeutica lezione di tong zi gong.

Però poi tutto torna a sommergersi: ancora traffico, aria inquinata, strade e palazzi sporchi, gente distratta, eccesso di cose e di gadget e di elettricità, cibo riscaldato, prodotti nocivi, sacchetti di plastica che strozzano i pesci, animali stretti in gabbie e uccisi senza sosta nei macelli, tristezza, ressa, corse contro il tempo che sembra non bastare mai, rumore ovunque, cieli bassi, opachi e striminziti, sorrisi vuoti, parole che non lasciano traccia, impegni improrogabili e inevitabili, malattie, e sempre troppo, troppa roba e troppo di tutto.

In un mondo perfetto, avrei poco, anzi pochissimo di tutto questo superfluo che intasa il mondo attuale. Poco rumore, poche distrazioni, poca elettricità, pochi soldi, poca roba. Ma avrei tanto, tantissimo di tutto il resto, che adesso può solo infilarsi tra un impegno e l’altro, una cosa e l’altra. Soprattutto tempo. Tanto tempo per me e per le persone a cui voglio bene, tempo per accrescere la mia felicità e pace invece che il portafoglio e lo stress. Tempo per cucinare cibo nutriente e guardarmi un po’ in giro invece che solo avanti, avanti e avanti.

Tiriamo un attimo le somme. Alla mia età è quasi doveroso, ma chiunque dovrebbe farlo. Chi vuole correre e continuare così, da una parte. Chi vuole fermare tutto e scendere, per ricominciare diversamente, dall’altra. Due gruppi ben ordinati, arrivederci e grazie.

Impossibile mischiare le due cose, o almeno in questo momento non riesco proprio a vedere come.

my life in food

Uno dei miei blog preferiti è un semplicissimo quanto delizioso tumblr: My Life in Food.

L’autrice non parla mai di sé se non accidentalmente e non scrive di nessun argomento in particolare. Anzi, non scrive affatto: pubblica solamente foto delle sue colazioni, pranzi, merende e cene. Snack al computer, pranzi al ristorante, merendine, frullati, cene in compagnia.

Semplicemente fantastico! Consigliato a tutti i “foodie” o a chi combina l’ossessione per il cibo ad un certo voyerismo.

un libro da leggere

I’m a person just like you
But I’ve got better things to do
Than sit around and fuck my head
Hang out with the living dead
Snort white shit up my nose
Pass out at the shows
I don’t even think about speed
That’s something I just don’t need

I’ve got the straight edge

Minor Threat, “Straight edge”

P.S. Non sono straight edge ma mi sembra comunque un’ottima pillola di saggezza. Tra l’altro, su base di schitarrate hardcore punk, che non guasta mai…