give me convenience or give me death

D’accordo, sono stata un po’ assente. Oggi però vi tedierò con qualche riflessione che ho appuntato in modo molto nerd sul bloc notes del mio scassatissimo Nokia (ma è gratis, e a cellular donato dall’operatore non si guarda in bocca).

Prima riflessione: ci sono tantissimi italiani all’estero. Che non contano quindi come italiani in senso stretto, dato che pur parlando italiano e mangiando spaghetti non buttano giù giorno dopo giorno la cultura-spazzatura che spetta a noi residenti in territorio italico. Facile fare gli italiani all’estero, dico io! Venite un po’ a fare gli italiani in Italia. Oppure emigriamo in massa – noi aspiranti italiani all’estero – e fanculo tutto.

Seconda riflessione: siamo italiani, e allora? Tutto questo bisogno di attribuire caratteristiche geo-localizzate ai popoli mi ha sinceramente stufato. Gli italiani sono creativi? Boh! Gli italiani sono mammoni? Boh! Gli italiani lavorano come muli e si accontentano di portare a casa uno stipendio a fine mese, anzi menomale che c’è? Sarà anche vero, ma chi dice che gli italiani sono naturalmente portati a non cambiare mai – hanno uno strano spirito di conservazione, culo pesante o momento d’inerzia innato che dir si voglia – secondo me sbaglia.


(immagine presa a prestito da qui)

Terza riflessione: le persone che si danno delle arie non sono necessariamente fighe. Anzi, di solito è il contrario. Almeno nella mia modestissima e limitatissima esperienza. (Questa era breve).

Quarta riflessione: la ruota del karma gira per tutti. Gira. Avete capito? Gira. Come le palle, ma in modo più incontrollabile (ed equo). Chi pensa di far girare la ruota a modo suo prima o poi se la ritroverà sui denti. A me piace immaginarla come una grandissima e pesantissima ruota di legno, un po’ come quelle dei mulini.

Quinta riflessione: rimanere ancorati alle buone, vecchie abitudini non è sempre una strategia vincente. Pensiamo ai britannici: continuano ad avere due rubinetti separati (e ben distanti) per acqua calda e fredda, hanno bellissime e luminosissime finestre che però non si possono aprire… insomma, a volte uscire dal seminato potrebbe portare a risultati positivi e inaspettati! Tipo l’acqua tiepida o il ricambio d’aria in casa. Poi, non è vero che i sapori tradizionalmente riservati al dolce non vadano bene anche col salato. Bisogna mischiare, evolversi! Esistono altre spezie e aromi oltre a pepe e origano. Diamoci una svegliata!


(immagine presa da qui)

Sesta riflessione: il miglio è commestibile. Non è un cibo riservato ai canarini in gabbia. Il miglio è buonissimo e fa anche bene, fine del discorso.

Settima riflessione: gli animali sono esseri viventi. Non sono delle cose che il creatore (?) ha messo sulla terra perché noi le sfruttassimo senza ritegno. Rifletteteci un attimo.

Ottava riflessione: lo stress fa male. Sì, perché rovina anche tutto il contorno, non solo le attività che lo generano. Se il lavoro vi stressa, vi porterete il nervosismo e la stanchezza appiccicati addosso anche a casa, fuori con gli amici, nel weekend. Si vive una volta sola e – per aggiungere un altro luogo comune – la vita è breve. Ridiamo delle cazzate invece di innervosirci, e diamo un taglio alle situazioni ormai irrecuperabili. Liberiamoci di ogni fattore stressante e godiamoci il poco tempo che rimane.

Nona riflessione: non si può essere amici di tutti. Si può essere zen e donare a tutti un sorriso (anche ai più stronzi o a chi non sa che farsene), ma non si può essere amici di tutti. Alcuni soggetti sono proprio incompatibili, o magari semplicemente disinteressati alla nostra amicizia. Facciamocene una ragione e andiamo avanti. Ci sono miliardi di esseri umani in questo mondo, figuriamoci se vale la pena patire le pene dell’inferno perché non riusciamo a fraternizzare con una manciata di persone. Cambiamo aria!!

Per concludere, il titolo di questo post – per chi non lo sapesse - è preso da un album dei Dead Kennedys. Il che mi ricorda che ultimamente, per lo stress e per altre congiunture, non ho praticamente ascoltato musica e tantomeno sono andata a correre con il mio iPod turchese. Giustificazioni? Non ce ne sono.

Chi ce lo fa fare? Dico, vivere una vita che non ci soddisfa, per cui abbiamo dei mini rimpianti ogni giorno e ogni settimana, figuriamoci a fine mese o a fine anno. Non ne vale la pena. L’ho già detto un sacco di volte, ad esempio qui o qui (sono delle vignette, guardatele!).

Sembra una cazzata new age, ma insomma se qualcosa non ci sta bene è ora di cambiarlo. Anche se vogliono farci credere che – in quanto italiani – nasciamo tutti uguali con lo stampino di mammoni goderecci asserviti a logiche stereotipate di sugo al pomodoro, serenate e lavoro statale. Sia ben chiaro, senza nulla togliere al sugo al pomodoro (che mia nonna faceva buonissimo), alle serenate (che sono tenere) e al lavoro statale (mia mamma, dopotutto, era una prof).

P.S. Suggeritemi delle playlist che io preparo le scarpe da corsa!

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11 Comments

  1. Ombretta Says:

    hmm.. vediamo.
    beh, perché non “dear lover” dei social distortion? sono un gruppo che, come i dead kennedys, mi ricordano un tempo remoto in cui avevo diciannove anni ed ero proprio una cazzona, in cui inconsapevolmente ho seguito la tua riflessione numero nove.

    magari anche “amerika” dei rammstein, “time is running out” – o una a caso dello stesso cd – dei muse, e “take me out” dei franz ferdinand.

  2. Giulia Says:

    Grazie Ombretta, segno tutto!!!! :-)
    P.S. Anche io ho dei ricordi particolarmente cari legati ai Social Distortion…

  3. Ombretta Says:

    Li conosci anche tu?! Pensavo fossimo solo io, il ragazzo di mia cugina, la madre del batterista e pochi altri a conoscerli.. :)

  4. Giulia Says:

    Sì sì… hanno anche fatto una cover molto bella di “Ring of fire” di Johnny Cash! (Che segue di poco la cover di “California sun” fatta dai Ramones alla lista delle mie cover preferite…)

  5. ParkaDude Says:

    “Facile fare gli italiani all’estero”

    eheheheheh :p

    Playlist per correre (la mia attaualmente)

    Sepultura ~ Ratamahatta
    Motorhead ~ Life’s a bitch
    Motorhead ~ In the year of the wolf
    AC/DC ~ Safe in New York City
    Dead Kennedys ~ Stealing People Mail
    Il teatro degli orrori ~ A sangue freddo
    Alice Cooper ~ I’m Eighteen
    Sasquatch ~ Money Man
    Dropkick Murphies ~ Boys On The Dock
    Dropkick Murphies ~ Amazing grace
    Live ~ Overcome

  6. Giulia Says:

    Thanks! Aggiungo anche queste al download :-)

    P.S. ma voi correte con tutto sto rumore in testa?? Io di solito preferisco cose più tranquille… comunque proverò!

  7. ParkaDude Says:

    Mi raccomando: Amazing grace e’ da cardiopatia finale, e Overcome invece per il defaticamento, camminando.

  8. Ombretta Says:

    Rumore? :)
    A me serve per il ritmo.. :D

  9. Yari Says:

    Belle riflessioni, soprattutto la settima. E la quinta mi sta facendo riflettere un bel po’ ;-)

  10. ParkaDude Says:

    Ah, sugli Italiani all’estero, ho letto (ma non mi ricordo piu’ dove, mannaggia!) che all’estero non siamo poi cosi’ tanti: la fuga di cervelli e’ solo una cosa che percepiamo come fenomeno pop, in realta’ ci sono molti piu’ cervelli che emigrano dagli altri paesi europei.

  11. Giulia Says:

    @Yari: eh sì! ;-)

    @ParkaDude: sarà, ma io conosco un sacco di gente che è emigrata (più che altro gente cervellotica) e mi è capitato spesso di incontrare all’estero altri italiani emigrati per le più svariate ragioni… e poi dicono tutti “quant’è bella l’Italia”! Ma mica ci tornano :D

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