come essere zen, lezione 1 – l’impermanenza
Posted in books, cryptic, daydreaming, detox, girl-powered, grumpy, hawaii, hippie, love, thoughts, zen on 02/08/2010 11:01 pm by GiuliaVi è mai capitato di incontrare delle persone speciali? Di quelle che entrano silenziosamente a far parte della vostra vita, riempiendo vuoti che non sapevate di avere, e che quando se ne vanno lasciano voragini incolmabili. Ultimamente, mi sono resa conto di sentire tantissimo la mancanza di tre persone in particolare, ossia la mia ex-psicologa, la mia ex-insegnante di yoga e il mio ex-gastroenterologo.
La mia psicologa è andata in pensione da poco, e non appena ho provato a “sostituirla” con un’altra mi sono accorta di quanto fosse unica, insostituibile e speciale. Con la nuova mi sono trovata così male che non ci sarà una seconda seduta :-(
La mia vecchia insegnante di yoga dava sempre spiegazioni approfondite prima, dopo e durante gli esercizi, era forte ma dolce, paziente e veramente molto brava. Andare a yoga era un appuntamento irrinunciabile. Purtroppo dopo l’estate (di 2 anni fa) non hanno più fatto il corso in quella palestra, e quest’anno l’hanno riattivato ma con un altro insegnante, uno sbarbatello che proviene da una scuola di yoga che sinceramente non mi piace per niente. Una vera delusione. Roberta, che fine hai fatto? Il risultato è che a Pavia non c’è nessun posto dove fare yoga come piace a me :-(
Per quanto riguarda il gastroenterologo, ci sono andata poche volte tanti anni fa, e pensavo che continuasse ad esistere là fuori da qualche parte, come un’ancora di salvezza per i momenti difficili. E invece ho appreso che non riceve più privatamente perché ha troppo lavoro come medico strutturato. E’ stato un duro colpo, volevo infatti tornare da lui per farmi consigliare su alcuni problemi e dubbi che ho, ma non è più possibile. Dr. Francesco Pincini, ti saranno fischiate sicuramente le orecchie in questo periodo perché ti ho pensato spesso :-(
Per non parlare di mio padre, che ormai manca da oltre due anni, e mia nonna, che se n’è andata circa un mese fa.
Così, con le figure di riferimento e gli appigli che diminuiscono pericolosamente, a volte mi sento veramente persa.
Però sono una ragazza forte e intelligente (ehm…) e quindi scaverò nella mia memoria per tenere vivi gli insegnamenti preziosi ricevuti, e non cercherò surrogati di qualcosa che non esiste più, ma nuove attività e persone che possano riempire vuoti che ancora non so di avere. O almeno distogliere l’attenzione da quello che ho perso…
A questo scopo, sto investendo parecchio interesse nel corso di meditazione zazen che proverò tra 2 settimane. Soprattutto dopo aver letto “Saltwater Buddha“, un libro bellissimo che parla di Hawaii, surf, ricerca del senso della vita e meditazione zen.
Per il resto, per cercare un po’ di conforto, ho ricontattato un’altra discepola del Dr.Pincini che ha gentilmente condiviso con me la sua esperienza personale, e prossimamente proverò anche a mettere in pratica il tutto. Lei poi è stata più fortunata, perché oltre a farsi curare dal suddetto dottore, ci ha anche scritto un libro sulle intolleranze alimentari.
Vi aspettavate qualche rimedio spicciolo contro il dolore e il senso di vuoto? Mi dispiace deludervi ma non esiste.
Il dolore e la perdita fanno parte della vita, e l’unica soluzione - almeno per me – è respirare, meditare, ringraziare per il tempo concesso e non aggrapparsi al passato. Lasciar scorrere via tutto, come acqua… altrimenti si rischia di ritrovaresi in una palude melmosa piena di ricordi, rimpianti e tristezze da cui sarà difficile uscire.
Bisogna guardare avanti, o meglio guardare al presente. Perché esiste solo il presente.






February 10th, 2010 at 8:10 am
Lo zen e l’arte di non soccombere ai morsi dei propri demoni :-)
February 15th, 2010 at 2:27 pm
avevo problemi con il blogroll… ora ti ho ritrovata grazie a un tuo messaggio sul mio blog :)
ecco, l’articolo è molto interessante. Anch’io ho perso le tracce di alcune persone ’speciali’ che lì per lì mentre iniziavo a frequentarle magari non sembravano neanche così speciali. P.es. una mia amica conosciuta poco tempo fa, trasferita in un’altra città. o il mio ex insegnante di latino. e poi c’è mia nonna, la mia persona di riferimento per i miei primi 30 anni di vita. :) A tutti e tre mi capita di pensarci, quasi sempre con un sorriso sulle labbra.
February 22nd, 2010 at 9:55 am
Curioso e incoraggiante leggere queste righe sul tuo blog, in questo periodo che mi vede meditare fortemente sulle assenze, nell’avvicinarsi di un anniversario doloroso. E mi trovi d’accordo: noi siamo qui ed ora, però a volte è difficile non guardare indietro…
February 22nd, 2010 at 1:26 pm
@ParkaDude: yeah!
@Joja: benritrovata!! Già, le nonne… io per ora alterno sorriso a magone, chissà, magari il tempo farà sparire la tristezza…
@Kamo: E’ difficile non guardare indietro ma puoi scegliere di non farlo. Purtroppo prima o poi tutto finisce… :-( Tra l’altro sto (ri)leggendo “La via dello zen” di A.Watts che mi sta illuminando su sfumature dell’interpretazione buddhista dell’esperienza umana che avevo rimosso. Tipo la cosa dell’eterno presente.
Stasera finalmente lezione di prova di meditazione zazen!!!!!!!! ^_^
February 26th, 2010 at 11:20 pm
always wise :) ti aspetto qui!
April 10th, 2010 at 10:45 am
ma che bel post!
non so come mai ma l’avevo perso e riallacciandomi all’altro commento nell’altro post…direi che questa è la soluzione migliore…
April 22nd, 2010 at 4:45 pm
Ciao Giulia,
Grazie per aver citato Intolleranze Zero! Dr. Pincini e me in questo meraviglioso post.
Grazie davvero!!!
Volevo solo condividere con te un regalo che ho ricevuto oggi.
Per anni ho frequentato il museo di Brera e non ho mai visto l’orto botanico adiacente aperto. Lo guardavo da lontano, o da dietro le sbarre del cancello. Ho anche chiamato per fissare un appuntamento per visitarlo. Così verde, così quieto e profumato. Ma niente. Oggi son passata di lì per caso. Mi sono avvicinata ed era aperto. Ho passato un pò di tempo lì, come desideravo.
E’accaduto proprio oggi, che Brera non la frequento più e avevo smesso di desiderare che quel cancello si aprisse.
bacio e ancora Grazie
ib