avocado blues

Ieri tra i miei feed ha fatto capolino un post dal titolo evocativo “avocadismi“, in cui la brava Elena ci racconta di come ha deciso di provare a far germinare e quindi germogliare un seme di avocado nel tepore del suo appartamento, provando una tecnica diversa dalla solita immersione in acqua (che, a quanto pare, non dà sempre ottimi risultati) (io perlomeno ci ho provato una volta e non ha funzionato).

Seguendo poi un link proposto nel suo articolo, mi sono ritrovata ad ammirare i racconti di un altro blogger-orticoltore che coltiva in Liguria piante tropicali come guava, mango, litchi, avocado e carambola (o “starfruit”).

Frutti tropicali a pochi chilometri da casa?? Il paradiso!! Hey, potrei mangiare frullati di mango, spremute di longan (o occhio di drago) e toast con burro d’arachidi e avocado tutti i giorni senza sentirmi in colpa per aver comprato prodotti non locali e decisamente non di stagione. Pensateci un attimo… WOW.

Sarò solo io, ma da quando sono stata alle Hawaii ho sviluppato una dipendenza assoluta dalla frutta tropicale (papaya e avocado in cima alla lista) e non riesco ad immaginare nulla di più buono del mochi di cocco e maracuja (o frutto della passione) o degli involtini di ice-cream banana fritti con salsa piccante che ho mangiato al farmer’s market di Waialua. OK, forse sto esagerando.

Però andate a visitare questo blog, è davvero bello vedere queste piantine tropicali farsi strada anche nei nostri climi temperati. Un po’ come le orchidee rampicanti selvatiche che ho trafugato dalla fattoria di Bill per portarle a mia madre (nota estimatrice di orchidee nonché pollice verde). Dopo un periodo in cui sembravano solo dei legnetti morti hanno iniziato a buttare fuori radici, germogli, e anche foglie! Chissà se arriveranno anche i fiori? Conoscendo mia madre, e considerando che le orchidee sono in effetti delle piante parassite molto resistenti, direi proprio di sì :-)

wild orchids hawaii
(immagine presa da qui)

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6 Comments

  1. elena Says:

    i miei preferiti sono avocado e mango, che se ben maturi sono per me quanto di più vicino al nirvana gastronomico ;)

    fra qualche settimana scopriremo se la piantina si degnerà di spuntare! comunque da quando ho scoperto che nella natìa valtellina alcuni amici di mia madre producono un ottimo olio, non mi stupisco più di niente.. :)

    (e un giorno veganizzero il panino più buono che abbia mai mangiato in vita mia, ovvero un chicken-avocado scoperto in un minuscolo locale di york, appena dietro la cattedrale… la prima e unica volta in cui una segnalazione gastronomica della lonely planet si sia rivelata fondata ;D)

  2. Giulia Says:

    @Elena: attendiamo ricetta segreta di panino vegan chicken-avocado… yumm :-)

  3. Ombretta Says:

    Di questo post ho letto le prime cinque righe, ho seguito il link e ho deciso che lo pianto anche io, nonostante sia ben nota la mia incapacità a gestire cose vive.

  4. Giulia Says:

    @Ombretta: Ottima idea!! Trasformiamo Pavia in un covo di coltivatori sovversivi di avocado e altre piante tropicali… Che importanza vuoi che abbiano piccoli dettagli come il freddo umido e le nuvole perenni? :D

  5. Ombretta Says:

    dobbiamo trovare il modo per sfruttarle a nostro favore..!
    se questo –> http://blogeko.libero.it/media/blogs/all/pz-TH-Atocha-station.jpg
    è possibile, allora ci saranno piantagioni di avocados per tutta pavia!

    per info: http://en.wikipedia.org/wiki/Atocha_railway_station

  6. Giulia Says:

    @Ombretta: aahh bellissimo… t’immagini se la stazione di Pavia fosse così? :D Questo mi ricorda anche che dovrei proprio decidermi a visitare Madrid prima o poi!

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