Archive for settembre 10th, 2009

privilegi

E’ un po’ di tempo che rifletto sulla qualità della vita, sul modo in cui scegliamo di riempire il tempo, sulle cose a cui diamo valore, sui privilegi che magari abbiamo e magari non ci rendiamo conto di avere.

Ieri ho saputo che una ragazza che conoscevo ai tempi dell’università è morta di tumore, aggiungendosi ad un altro ragazzo che pure se n’è andato allo stesso modo. E oltre alla domanda ovvia (“che senso ha?”), mi sono chiesta se queste persone fossero alla fine soddisfatte del tempo vissuto. Mi sono chiesta se, tirando le somme, alla fine si siano detti “sì, ho vissuto una bella vita” oppure “oh shit… ho sprecato un sacco di tempo in cose inutili :-(“.

Magari a 30 anni non ci si può guardare indietro più di tanto, o magari sì.

E così, tanto per cambiare, ho pensato un po’ a quello che ho fatto, che avrei potuto fare, a quello che potrei fare, e naturalmente a quello che invece faccio.

Ero quasi pronta a deprimermi ulteriormente quando invece un avvenimento fortuito mi ha fatto vedere molto, molto chiaramente alcuni dei privilegi che ho e che a volte dimentico. Per esempio, il privilegio di poter andare in ufficio in bici, svegliarmi tardi e fare colazione al bar in piazza con la mia dolce metà in una bella giornata di sole come oggi, e arrivare lo stesso in orario. D’estate, avere l’opzione di fare una pausa pranzo in piscina con i miei colleghi, oppure d’autunno cucinare uno stufato di zucca nella cucina dell’ufficio. Rimanere a lavorare a casa se magari ho mal di gola, con il gatto che mi fa compagnia. Avere un lavoro che mi piace, una casa, un gatto. Hey, non è tutto rose e fiori, ma non fa nemmeno poi tutto così schifo.

Così, tra una cosa e l’altra, penso al tempo che non ritorna. Le giornate sprecate a non fare nulla, le occasioni perse, non prese o nemmeno viste. Penso a tutte le cose che vorrei fare, e sono tante, e poi mi chiedo, in giornate come queste, che senso davvero abbia tutto se poi da un momento all’altro potrei morire, come un amico di famiglia caduto da un tetto e finito al telegiornale come “morto sul lavoro” e invece semplicemente morto mentre aiutava qualcuno, perché era una persona gentile.

Che senso ha scendere a compromessi con se stessi quando il tempo a disposizione è così poco?

Quindi, ora più che mai, il mio mantra quotidiano sarà: “perché stai per fare questa cosa? ha senso? è davvero quello che vuoi fare?”. Ogni giorno, voglio ricordarmi di quali sono le cose veramente importanti, invece che fissarmi con le cose-che-vorrei-avere-ma-non-ho o cose-che-vorrei-essere-ma-non-sono. Vaffanculo le cose e le persone inutili. Vaffanculo fingere. Vaffanculo veramente ogni impedimento che piazziamo strategicamente tra noi stessi e la felicità.

La vita è troppo breve per fare delle cose inutili e senza senso.


(immagine presa da qui)

Michele, Manu, Daniele… RIP