Archive for maggio, 2008

::drool::


Peanut Butter Vegan Ice Cream with Chili-Spiked Chocolate Sauce

cranky

Oggi (e ieri e se vogliamo anche l’altroieri) ho un umore un po’ nero… Sarà il tempo piovoso, sarà la luna calante, sarà quel che sarà, fatto sta che sono un po’ cranky, ossia nervosa e incazzosa. E quando le variabili che potrebbero contribuire al miglioramento del mio umore sono troppo aleatorie, tanto vale trovare sollievo e sollazzo in persone altrettanto incazzose. E qui la misteriosa f*cking c*nts arriva in mio soccorso, con questo post sui bigotti.

What the fuck, people?! “Live and let live” is a fucking simple concept, isn’t it? Are there really that many people who are SO insecure in their own identites that other people’s lifestyles are a violent threat to their sense of self?

Giusto!

Even if it all WAS horribly sinful, y’know what? Other people’s sins are none of your fucking business. Judgement is reserved for God, isn’t it? You’re afraid of the US becoming a latter day Sodom and Gomorrah? Remember, God gave the righteous people advance warning the city was about to be flattened … you’ll have a chance to swim for safety, while the rest of us get engulfed in hellfire and brimstone and shit. So back off, and let your God do his job, why don’t'cha?

Ben detto!! Lasciateci bruciare all’inferno in santa pace… E ora, passiamo a quest’altro argomento interessante:

If I have a history of getting major crushes on women, does that make me bi, even though I never act on it? What if I thought about women while I was in bed with men?

Con questo pensierino, mi ri-immergo nel flusso della vita (lavoro, etc). E’ tutto troppo complicato, provvisorio, incerto, confuso, opzionale, inessenziale. Devo decidere al più presto (*) che cosa fare stasera, quest’estate, e nel resto della mia vita (… spirale logaritmica o progressione geometrica?). Che senso ha avere mille opportunità se poi non se ne coglie nessuna? Mi lascerò trasportare in tondo dal vortice ancora un po’, e poi metterò un braccio fuori e cercherò un appiglio.

E’ che mi mancano troppi dettagli, troppi pezzi del puzzle, troppi elementi cruciali. Odio essere all’oscuro. Le persone non me la raccontano giusta, omettono informazioni, e io le odio per questo, e odio quei giorni come oggi, ieri e l’altroieri in cui tendo ad essere una control freak. Voglio essere più zen.

(*) Propongo: stasera serata tranquilla, quest’estate in fattoria alle Hawaii e il resto della vita a lavorare alla Microsoft. Alternativamente: stasera io e il gatto a leggere Umberto Eco, quest’estate a mangiare le ciliege da mia nonna e il resto della vita a scrivere minchiate sul blog.

cose per cui vale la pena vivere

  • il tuo ex che ti scrive “it would be nice to have you closer” (*)
  • tirare tardi con gli amici
  • il gatto che fa le fusa sotto le coperte
  • il vento nei capelli
  • gli occhi verdi

(*) Beh, anche “mi manchi, ti vorrei vicina come un tempo” e “ti voglio a Pavia, scema”.

we don’t need to say goodbye

Alla fine mi è piaciuto il concerto di ieri sera. Leslie Feist era molto carina, piena di energia, mi ha messa di buon umore. Mi ha fatto anche pensare, riflettere. Ho pensato davvero a un sacco di cose, in questi ultimi giorni, e anche la serata di ieri si è conclusa con me piuttosto meditabonda.

Per esempio, ho pensato che mi piace davvero tanto andare in macchina, con il finestrino abbassato, nella notte, e il vento tra i capelli. Mi piace ascoltare musica fatta con strumenti veri, analogici. Mi piacciono i miei capelli. Mi piace avere l’età che ho, avere fatto tutte le cose che ho fatto, essere quella che sono. Mi piace il fatto di essere una persona per così dire poliedrica, avere tanti interessi apparentemente disparati, gusti apparentemente anche discordanti. Mi piace essere una persona curiosa, rilassata e sempre alla ricerca della felicità. Mi piace la notte.

Ho riflettuto sul fatto che a volte mi viene rimproverato di non saper dire nettamente cosa mi piace e cosa non mi piace, che sono un po’ malleabile, eccetera. Ho capito, alla fine, che non è mica vero… io so benissimo cosa mi piace, so anche cosa non mi piace, il fatto è che mi è più facile dire cosa non mi piace perché di cose che mi piacciono ce ne sono davvero tante! E non sono malleabile, tutto sommato credo di essere abbastanza integra, anche se mi piace sporgermi sempre un po’ oltre e provare i vestiti e le scarpe degli altri, per così dire.

Oltre a questi pensieri rivolti a me, me, me, ho pensato – chiaramente – anche a cose e persone esterne a me. Ma, ahimè, non posso fare nulla per influenzare, cambiare o anche solo capire cose e persone che non sono me, quindi rinuncio ad ogni forma e desiderio di controllo. Avete capito? Ci rinuncio.

Vorrei fare un sacco di cose, ho un sacco di idee proprio concrete di cose che vorrei fare. Ma non ho voglia di chiedere, non so, quindi credo che aspetterò che qualcuno se ne venga fuori con l’idea giusta, leggendomi nel pensiero, oppure mi prenderò una pausa sabbatica dalla vita.

Ho pensato anche che mi piace dormire avvolta da lenzuola di cotone e coperte soffici, magari con la pioggia che scroscia fuori dalla finestra. Mi piace ascoltare gli altri mentre parlano, mi piace stare in silenzio e lasciare che le cose mi scorrano davanti agli occhi. Detesto gli ipocriti, gli arrivisti e i lecchini, detesto le persone troppo squadrate, con la verità in tasca. Mi piacciono le persone curiose e avventurose, autoironiche, che non si prendono troppo sul serio, che non mi prendono troppo sul serio.

Ho pensato che è impensabile trovare qualcosa o qualcuno che fornisca una risposta completa ed esaustiva alle mie domande, e non è un male il fatto che avanzi sempre qualcosa che non viene coperto, non può essere spiegato o compreso, rimane non documentato.

Ho voglia di mangiare un risotto con gli asparagi, delle verdure saltate nel wok con un sughino agrodolce, della salsa di avocado e noci spalmata su pane nero, un sorbetto di mango…


(foto presa da qui)

I’m sorry
Two words I always think
After you’ve gone
When I realize I was acting all wrong

So selfish
Two words that could describe
Oh actions of mine
When patience is in short supply

We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
Oh we, we could hold each other tight tonight

We’re so helpless
We’re slaves to our impulses
We’re afraid of our emotions
And no one knows where the shore is
We’re divided by the ocean
And the only thing I know is
That the answer isn’t for us
No the answer isn’t for us

I’m sorry
Two words I always think
Oh after you’ve gone
When I realize I was acting all wrong

We don’t need to say goodbye
We don’t need to fight and cry
We, we could hold each other tight tonight

– Feist, “So sorry”

alopecia

Stasera in teoria dovrei andare a sentire gli Why? che suonano alla Casa 139. Sto ascoltando l’ultimo album appena adesso e non è affatto male… minimal-electro-abstract-hip-hop-preso-male-indie, a occhio e croce. L’attacco della prima canzone mi ricorda, nel giro di accordi (anche se molto più lento), “Red Light” di Siouxsie and the Banshees, che mi piace da morire. Dentro c’è un po’ di cadenza elettronica/hip-hop astratto e cupo alla Dälek; il cantante ha una voce molto sciallata tipo Beck o quei cantanti tipicamente americani. Poi, insomma, un album il cui ultimo brano si intitola “Exegesis” (esegesi) già mi sta simpatico… Magari da non ascoltare in loop eterno, ma come stacco dal mio solito mix di punk-surf-electro-garage non mi dispiace. Vi saprò dire come sono dal vivo!


(foto presa da qui)

- – - – - p o s t – s c r i p t u m – - – - -

Bene, non si va più.
Sempre indie, electro e piglio-male
ma in versione femminile
e in un altro locale.
Vabbe’ decidetevi però