on being subtle

Incredibile come le persone difficilmente riescano ad essere sottili. Di solito, piuttosto, sono implicitamente esplicite in modi quasi spudorati!! Io per prima. Tendo a scrivere tra le righe molto più di quanto scrivo sulle righe. Per capirci, ogni riga scritta o detta sottintende in media un paragrafo non scritto o non detto.

Il vantaggio principale di scrivere tra le righe (alludere sottilmente senza dire, “a buon intenditor… poche parole”) è che si può modificare il contenuto del sottinteso a piacimento. E’ un po’ da stronzi codardi, ma funziona.

Un esempio classico nei discorsi di noi ragazze:

XX: “Ciao!” (sottinteso tipico femminile: “Mamma mia mi piaci da impazzire, uff, dimmi qualcosa…”)

XY: “Ciao! Come va?” (sottinteso tipico maschile: “Ciao! Come va?”

Facilmente ribaltabile in:

XX: “Ciao!” (sottinteso: “Ciao, essere palloso di cui non m’importa affatto.”)

XY: “Ciao! Come va?” (sottointeso: “Percepisco qualcosa di diverso, ma non so cosa… mah?”)

Altro esempio delirante (liberamente ispirato ad una storia vera, raccontatami oggi):

XX: “Ciao!” (sottinteso: “Non riesco a smettere di pensarti e non ho resistito alla tentazione di chiamarti… sì, lo so, sono patetica e non ho un cazzo da dirti, speriamo che ti venga qualche idea per non far languire eccessivamente la conversazione…”)

XY: “Ah, ciao, stavo dormendo… zzz…” (sottinteso: “Ma vaffanculo, mi hai svegliato…”)

XX: “Oh, scusami! Continua pure a dormire, ci sentiremo poi.” (sottinteso: “Debosciato del cazzo, fottuto bastardo maledetto, vabbe’ dormi pure, inutile bradipo senza spina dorsale.”)

XY: “No! Dimmi adesso. Parla.” (sottinteso: “Figa che palle, stavo dormendo così bene…”)

E via così.

L’arte della comunicazione interpersonale non è di sicuro una scienza esatta, non è nemmeno una scienza, per quanto alcune persone credano di padroneggiarla alla grande. Sfigati. E’ più un’improvvisazione, un procedimento euristico tipicamente fatto di due passi avanti, uno indietro, uno di lato e due saltelli (o qualcosa del genere).

E quindi?

Quindi niente. Accetto la mia incapacità (paura? pigrizia?) di esprimermi in modo chiaro ed inequivocabile e accetto di conseguenza l’inintelligibilità dei segnali provenienti dai miei interlocutori.

Continuerò a scagliare ossa oracolari nel fuoco cercando di decifrare le crepe che si formano sui frammenti di carapace di tartaruga. What’s a girl gotta do?

P.S.: Mi fa ridere pensare che magari qualcuno leggendo possa pensare che mi sto riferendo a lui/lei. Come se fosse una cosa anche solo lontanamente possibile. Che io faccia riferimento a faccende autobiografiche sul mio blog, dico.

XY: “Vuol dire forse che anche quando parli con me ci sono un mucchio di sottintesi?”

XX: “Se te lo dicessi… poi dovrei ucciderti.” (sottinteso: “E’ ovvio no???????”)

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2 Comments

  1. Sammy Says:

    ciao

    ps: :)))

  2. munchies Says:

    hahaha sei proprio un po’ stronzino, eh? :-)
    “chi è causa del suo mal…” (parlo per me, ovviamente!)

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