on being subtle
Posted in girl-powered, thoughts on 01/24/2008 06:08 pm by GiuliaIncredibile come le persone difficilmente riescano ad essere sottili. Di solito, piuttosto, sono implicitamente esplicite in modi quasi spudorati!! Io per prima. Tendo a scrivere tra le righe molto più di quanto scrivo sulle righe. Per capirci, ogni riga scritta o detta sottintende in media un paragrafo non scritto o non detto.
Il vantaggio principale di scrivere tra le righe (alludere sottilmente senza dire, “a buon intenditor… poche parole”) è che si può modificare il contenuto del sottinteso a piacimento. E’ un po’ da stronzi codardi, ma funziona.
Un esempio classico nei discorsi di noi ragazze:
XX: “Ciao!” (sottinteso tipico femminile: “Mamma mia mi piaci da impazzire, uff, dimmi qualcosa…”)
XY: “Ciao! Come va?” (sottinteso tipico maschile: “Ciao! Come va?”
Facilmente ribaltabile in:
XX: “Ciao!” (sottinteso: “Ciao, essere palloso di cui non m’importa affatto.”)
XY: “Ciao! Come va?” (sottointeso: “Percepisco qualcosa di diverso, ma non so cosa… mah?”)
Altro esempio delirante (liberamente ispirato ad una storia vera, raccontatami oggi):
XX: “Ciao!” (sottinteso: “Non riesco a smettere di pensarti e non ho resistito alla tentazione di chiamarti… sì, lo so, sono patetica e non ho un cazzo da dirti, speriamo che ti venga qualche idea per non far languire eccessivamente la conversazione…”)
XY: “Ah, ciao, stavo dormendo… zzz…” (sottinteso: “Ma vaffanculo, mi hai svegliato…”)
XX: “Oh, scusami! Continua pure a dormire, ci sentiremo poi.” (sottinteso: “Debosciato del cazzo, fottuto bastardo maledetto, vabbe’ dormi pure, inutile bradipo senza spina dorsale.”)
XY: “No! Dimmi adesso. Parla.” (sottinteso: “Figa che palle, stavo dormendo così bene…”)
E via così.
L’arte della comunicazione interpersonale non è di sicuro una scienza esatta, non è nemmeno una scienza, per quanto alcune persone credano di padroneggiarla alla grande. Sfigati. E’ più un’improvvisazione, un procedimento euristico tipicamente fatto di due passi avanti, uno indietro, uno di lato e due saltelli (o qualcosa del genere).
E quindi?
Quindi niente. Accetto la mia incapacità (paura? pigrizia?) di esprimermi in modo chiaro ed inequivocabile e accetto di conseguenza l’inintelligibilità dei segnali provenienti dai miei interlocutori.
Continuerò a scagliare ossa oracolari nel fuoco cercando di decifrare le crepe che si formano sui frammenti di carapace di tartaruga. What’s a girl gotta do?

P.S.: Mi fa ridere pensare che magari qualcuno leggendo possa pensare che mi sto riferendo a lui/lei. Come se fosse una cosa anche solo lontanamente possibile. Che io faccia riferimento a faccende autobiografiche sul mio blog, dico.
XY: “Vuol dire forse che anche quando parli con me ci sono un mucchio di sottintesi?”
XX: “Se te lo dicessi… poi dovrei ucciderti.” (sottinteso: “E’ ovvio no???????”)





gennaio 25th, 2008 at 10:33 am
ciao
ps: :)))
gennaio 25th, 2008 at 10:52 am
hahaha sei proprio un po’ stronzino, eh? :-)
“chi è causa del suo mal…” (parlo per me, ovviamente!)