Archive for agosto, 2007

di chat e altre sciocchezze

Per la gioia di grandi e piccini, ecco una selezione delle mie chat degli ultimi giorni.. giusto per confermare quanto espresso in questo post

Ometto i nomi degli autori.. spero che non mi citeranno in giudizio per violazione del copyright :-p


Oggi su msn il mio status message era: “True love is friendship caught on fire.” French ProverbLUI: “ti stai limonando il tuo migliore amico?”
IO: “ma sei impazzito???”
LUI: “no leggevo la tua frase in msn :D”
IO: “ah”

e anche.. (un’altra persona)

LUI: “bello sto proverbio francese…ma perché è scritto in inglese?”
—> ottima domanda, Watson!!!


LUI: ”anche la mia Nefasta mi amputa spesso…”
—> intende la sua gatta.. spero.. *_*

LUI: “visto che sul tuo sito non me la sono tirata tanto… volevo tirarmela un po’ dal vivo sottolineando la mia cultura… grazie grazie”
—> parlando della superiorità culturale (sua e del suo blog)

LUI: “Mi cospargerò di letame di cinghiale per farmi scudo”
LUI: “Ognuno potrebbe venire con qualcosa di animalesco addosso”
LUI: “Vedo bene XY con una toga di leopardo”
IO: “hm”
—> in risposta al fatto che sono spesso ricoperta di peli di gatto

LUI: “Non sono un redskin, farei troppo schifo senza capelli”
— non fa una piega… :-)

LUI: “Per fare una poesia brutta basta che parli di qualcosa di molto banale andando a capo alla cazzo”
LUI: “E il sole cadeva / sulla tua fronte rorida / mentre un volo di poiane / ravvivava l’orizzonte.”
—> parlando dei poeti della domenica

LUI: “Io sono vissuto in città, non mi dicono niente parole strane di cose che non so che diamine siano”
LUI: “Tipo “le verze”"
—> rofl ^_^

autoreferenziale e autocommiserante

Vagando per internet mi accorgo sempre di più che c’è almeno una persona (o addirittura una comunità) là fuori che la pensa come me, ha i miei problemi, i miei dubbi, i miei sogni, i miei desideri, i miei hobby e il mio senso dell’umorismo. Mangiano le stesse cose, hanno gli stessi peluche, guardano gli stessi telefilm (ridendo negli stessi punti) e danno le testate al muro per gli stessi motivi. 

E allora mi chiedo… come mai le mie domande continuano a rimanere senza risposta?

Il ciberspazio è come un enorme buco nero.. assorbe tutto ma non lascia uscire nulla. Le uniche risposte che trovo non sono altro che l’eco delle mie domande. E più cerco, meno trovo.

La seconda domanda è: perché continuare a dire, fare, pensare etc. le stesse cose che un numero imprecisato di persone là fuori già dice, fa, pensa, etc. ?

Mi accorgo inoltre che passare troppo tempo su internet favorisce l’insorgere di luoghi comuni (vedasi questo post) e lo sviluppo di atteggiamenti morbosi e vezzosi (vedasi il 90% di questo blog).

Tutto ciò è molto, molto deprimente.

noisecore

I rumori agghiaccianti della vita:

- il braccino spezzato dell’hard disk (doioioinggg… doioioioingggg….)

- il ferretto del reggiseno che si spezza (stocc!)

- la fede che rimbalza sulla barca (ting!) e poi cade nell’oceano (splaff!)

- il verso che fanno gli umani in World of Warcraft quando ricevono una spadata nella schiena (… ahHHHH!!! …)

- il verso dei murloc (ablllllbllblllbllll!!!) (questo lo vorrei come tono per l’sms.. chi me lo manda? grazie)

as time goes by

Questa sera a cena – su un assortimento di ravioli alla piastra, spaghetti di soia, maiale in agrodolce e pollo gong pao (piccante.. buono..)  - si parlava di internet prima del web 2.0, anzi diciamo pure prima ancora del web 1.0, quando si chattava su irc, si spoofavano gli ip, si telnettava alla porta 25 solo x dire HELO e il motore di ricerca di rigore era altavista (e no, google non esisteva ancora). ICQ era ancora della Mirabilis (ditta israeliana di dubbie origini), c’erano i siti warez ma su ftp (i mitici ftpz), gli anonymous remailer e l’hackmeeting era un raduno abbastanza figo. C’era BFi e il social engineering. L’html si scriveva a mano e qualunque pirla conosceva almeno un po’ di comandi unix.. (o almeno.. quelli che frequentavo io ;)

E c’era il Tabboz Simulator!!!

Questa sera, riflettendo su tutto ciò, mi sentivo un po’ triste all’idea che al giorno d’oggi c’è gente che nemmeno sa cosa sia irc, o che non sappia il codice esadecimale dei colori.

In compenso, ho capito che l’unica costante di questo mondo è Il Tamarro. Egli non scomparirà mai. 

kittens of the corn

I *love*love*love* icanhascheezburger.com !!!!